Cala la notte… di Gec

Vede la luce il progetto di Gec legato ai Gratta&Vinci. Così lo racconta lo stesso artista:

Cala la notte” è il risultato di un progetto durato 6 mesi nel quale, tramite utilizzo del web, Gec ha raccolto 12.000 Gratta&vinci usati. Un progetto di coinvolgimento sociale che ha impegnato tabaccherie e singoli individui ad una raccolta su tutto il territorio nazionale.

Durante il recupero il gruppo di matematici “Fate il nostro gioco“, che da anni si cimenta nel studio e nel calcolo delle probabilità di vincita (o meglio di perdita), ha contribuito alla diffusione della ricerca in tutte le conferenze che trattano i rischi e le future problematiche legate al gioco d’azzardo legalizzato.

Un primo intervento è avvenuto lo scorso 31 agosto nelle calli di Venezia in occasione della Biennale di Architettura.

Ora, questo lavoro è stato studiato per essere successivamente affisso in un area pubblica di tipo industriale. Il tentativo è quello di bloccare in un’ immagine la situazione attuale, in cui sulle forme della città industriale italiana sta calando lentamente il buio. Nella speranza che la notte non sia troppo lunga.

 

Da questo progetto è nata una serie di lavori a pezzo unico di diverse dimensioni.

 

I numeri dell’opera:

 2.073 gratta & vinci utilizzati nell’opera

€ 10.387 spesi per acquistare questi 2.073 gratta & vinci

32,5 secondi impiegati in Italia per spendere € 10.387 in gratta & vinci

0,82% probabilità che tra tutti i 2.073 gratta & vinci ce ne sia almeno uno che faccia vincere 10.000 o più euro

 

Gec, la Biennale, le girandole e una gallina

Il 31 agosto a Venezia tra calli, ponti e barche sono apparse un’ottantina di girandole multicolori, realizzate con Gratta&Vinci usati. E perdenti. Un’incursione firmata Gec Art.

Cuneese di nascita, torinese d’adozione, di estrazione “street”, con particolare inclinazione alla poster art, l’artista classe 1982 non è nuovo a queste invasioni. Due anni fa furono i topi tecnologici, realizzati con mouse dismessi, a colonizzare le strade parigine. Oggi tocca a Venezia, in occasione della 13a Biennale di Architettura.

La genesi dell’opera è stata piuttosto travagliata – racconta Gec –. Sono stato a invitato a partecipare da Farm Cultural Park, con cui collaboro da tempo, che ha curato il progetto ‘Epidemic Happyness’. Qui è emersa la prima difficoltà: raramente realizzo opere che abbiano a che fare con la felicità. Però mi è sembrata la giusta occasione per dare uno sbocco al progetto dei Gratta&Vinci, che avevo iniziato tempo fa”. Nell’arco di 6 mesi, Gec aveva raccolto oltre 12mila tagliandi usati, via web, social network e attraverso la collaborazione di tabaccai e rivenditori autorizzati. “Per molto tempo è rimasto un progetto nebuloso, non sapevo cosa ne sarebbe nato. Poi ha preso forma l’idea di creare un enorme poster in stile collage. Ma non era in linea col tema proposto a Venezia”. Dopo molte incertezze, con pochi giorni di anticipo sull’inaugurazione, nasce “La ruota gira”. Titolo beffardo che gioca col delirio collettivo legato al gioco d’azzardo.

Ma avevo pochissimo tempo per realizzare le girandole. Ognuna è composta da 30, 40 Gratta&Vinci e costruirle richiedeva molto lavoro. Ho messo sotto la mia ragazze e le sorelle e alla fine siamo riusciti a farne un’ottantina”. Ottanta simboli per eccellenza del gioco infantile realizzati con ciò che resta di un sogno infranto. Ottanta “fiori ludici” che avrebbero dovuto formare un giardino nello spazio espositivo di Farm Cultural Park. “Avrebbero. Alla fine le cose sono cambiate ancora e il giorno prima abbiamo deciso di spargerle per Venezia”. Operazione che si è rivelata piuttosto avventurosa, tra la pioggia insistente, la curiosità dei turisti e le bizze fuori programma di una gallina. “Con me c’era lo street artist milanese Elfo, che per rappresentare la felicità ha scelto di dare a una gallina la possibilità di volare. Per farlo le ha legato dei palloncini di elio e voleva fotografarla per le calli veneziane, solo che lei non sembrava disposta a stare ferma in posa”.

La sera del 31 agosto, per l’inaugurazione, le ottanta girandole turbinavano allegre nella splendida luce della città lagunare. Alcune sono ancora lì a far bella mostra di sé. Altre sono diventate curiosi souvenir nelle mani di turisti e veneziani. “Era previsto: anche questo fa parte dell’arte urbana”.