CANTIERE 25 #2

Continuano i lavori al Cantiere 25. I triangoli di AK invadono gli spazi, i mostri di Skesis e Halo Halo intrecciano i tentacoli, mentre sul bancone del bar prende forma una delle creature di Lullini. Intanto via Berthollet è stata “pedonalizzata” per lavori in corso…

Gli aggiornamenti sul programma, ricco e in costante aggiornamento, li trovate sul nuovo sito del Cantiere.

CANTIERE 25

Quartiere: San Salvario.
Spazio (rigorosamente “a termine”): ex Art In Town in via Berthollet 25, in fase di passaggio dall’associazione Matamatò alla nuova gestione (dal 1° gennaio 2012). In questa fase di transizione è stato ribattezzato CANTIERE 25.
Loro sono quelli della Fabbrica di via Foggia, costituitisi in associazione, col nome di URBE Rigenerazione Urbana.
Per dar vita a questo nuovo evento (45 giorni di musica, teatro, installazioni, dj set, fotografia, street art), collaboreranno con Matamatò e Reset, che si occuperà della programmazione dei live.

Nel Cantiere fervono i preparativi. AK ha lasciato il segno su una parete all’ingresso, Mauro dei Truly Design ha dato vita a un acquario decisamente particolare al piano sotterraneo. Toccherà a Mattia Lullini giocare con gli specchi/scaglie disposti sulla parete dietro il bancone del bar.
Le opere continueranno a fiorire fino al 31 dicembre.
Nel frattempo si alterneranno eventi musicali, performance, concerti, che si spingeranno anche al di fuori del Cantiere, occupando parte di via Berthollet.

L’inaugurazione è fissata per questo fine settimana:

giovedì 17:
h.19 – THE SWEET LIFE SOCIETY, live-set
h.21 – interactive visuals a cura di OVER#C

venerdì 18:
h.19 – vynil session dj-set
h.22 – GEMINI EXCERPT, improvvisazioni musicali
h.00 – PASSENGER + XLUVE in NYC to Chicago, dj-set

sabato 19:
h.19 – BIG EASY PROJECT, live-set
h.22 – live painting movie scene in collaborazione con SQUARE 23
h.00 – EZRA, dj-set

domenica 20:
h.15 – grande festa in strada!

Tra “fabbrica” e ArteSera

A poco più di 6 mesi dalla nostra “nascita” siamo approdati con somma gioia sul nuovissimo sito di ArteSera e abbiamo deciso di cominciare dalla fabbrica di via Foggia. Perché è una bella storia; perché è ricca di protagonisti e perché ci auguriamo possa avere un seguito ancora più interessante (le premesse ci sono tutte).

Torino è una città strana.
Alcune fabbriche chiudono, altre si aprono alla creatività.
L’ex Aspira di via Foggia 28 aveva ormai il destino segnato: sarebbe stata abbattuta per far posto a moderni loft ad uso abitativo. Prima però che il suo destino si compisse, gli spazi sono stati presi in consegna da Raw Tella e Eugenio Dragoni, che hanno letteralmente stravolto capannoni, cortile interno, uffici.
A giugno è nato il WTC – War Trade Center, che per due mesi ha saputo catalizzare tutti i nomi della street art torinese, molti esponenti di quella nazionale e alcuni ospiti d’oltre confine. Una delle più grandi e coinvolgenti esposizioni di street art mai viste in città. E con un elemento di forza in più rispetto a qualsiasi mostra/esposizione dedicata a graffitismo e affini. Così come capita in strada, anche negli spazi di via Foggia 28 le opere non potevano avere carattere permanente. Realizzate direttamente sui muri, sarebbero state abbattute, insieme alla fabbrica.

StreetArTO era nato da poco (febbraio 2011), con l’intento di raccontare la street art torinese. Trovarsela tutta riunita in uno spazio così suggestivo è stata una piacevolissima sorpresa.
Il giorno dell’inaugurazione una piscina è comparsa in cortile; gli skaters si producevano in acrobazie su rampe e pedane posizionate tra opere di Pixel Pancho e Galo, Xel e Lapiztola; si ballava la break dance sotto un lavoro di Eme de M, mentre la musica segnava il ritmo tra le persone in coda al bar, inglobate nella testa di Medusa realizzata dai Truly Design con la tecnica dell’anamorfismo. Nel cortile – dove si affacciavano l’albero di parole di Opiemme, le bambine di Nox, la grande tartaruga di Roa e gli strani extraterrestri realizzati da TO LET e Mp5Gec ha racchiuso in poche parole il senso di quei due mesi, in cui le pareti della fabbrica si popolavano di storie e personaggi, cambiando aspetto dal giorno alla notte: “Qui, oggi, direi Berlino – Torino: 1 a 1!”.

Continua sul blog di ArteSera.