Critica street

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Via Sacchi angolo via Pastrengo. Considerazioni anonime.

Anche se qulla riga rossa ricorda una linea comparsa nella primavera 2013 sui marciapiedi di Torino. Anche quella senza firma. L’ho seguita, persa e ritrovata dal Mauriziano fino a via Maria Vittoria. Nel video qui sotto un tratto di corso Turati (un po’ scolorita, ma era rossa anche quella):

I “Frutti della Mente” di Zed1 si raccolgono alla Galo Art Gallery

Pecora-lupo

Una pecora abbraccia un agnellino su uno sfondo giallo, dai contorni irregolari. Basta però sovrapporre all’opera tre quadretti dipinti su vetro, per trasformare quest’immagine bucolica in una scena inquietante: la pecora assume le sembianze di un lupo, che incombe minaccioso sull’agnellino inerme.

 

Hiding sheep” rappresenta l’evoluzione più complessa del progetto “secondo skin” dello srteet artist Zed1, le cui opere sono esposte sino al 19 aprile alla Galo Art Gallery.

 

“Second skin” in the street:

L’artista cerca di andare oltre la tela, svelare cosa si cela dietro la superficie del dipinto, che cambia e si trasforma. Ne è un altro fulgido esempio l’imponente muro dipinto all’ingresso della galleria di via Saluzzo 11/g, dove i gusci di enormi ghiande sono stati aperti durante la serata inaugurale, per mostrare i personaggi surreali che le popolano.

Frutti della mente” è una mostra da scoprire prendendosi il giusto tempo, un viaggio nel mondo di fantasia di Zed1. Una realtà fantastica, ma non per questo avulsa dal mondo reale, di cui sa cogliere le più assurde contraddizioni, per inchiodarle su tela con lucidità e ironia. Supporti diversi accolgono personaggi, messaggi, piccoli racconti. Lavori da guardare e riguardare, per scoprire ogni volta un dettaglio nuovo, per addentrarsi in quelle storie sospese tra la leggerezza del tratto e il “peso” del mondo che raccontano.

Vhils fa emergere la storia stratificata dei muri

foto 4Volti giganteschi di personaggi celebri e gente comune, intagliati sulle pareti con scalpello e vernice. È questo il marchio di fabbrica dello street artist portoghese Vhils, all’anagrafe Alexandre Farto.

Dopo aver lasciato tracce a Londra, Parigi, Las Vegas, Lisbona, Mosca, Rio De Janeiro e in altre città del globo, negli ultimi giorni è approdato a Torino, nell’ambito del progetto NizzArt, organizzato dall’associazione URBE, in collaborazione con la Circoscrizione 8, e col sostegno de La Stampa. Sulla facciata cieca di un condominio al numero 50 di via Nizza, dopo due giorni di lavoro, ha preso forma una grande faccia in primo piano, “Una delle tante persone qualunque incontrate durante un viaggio in Messico – racconta Vhils –. Mi piace ritrarre persone comuni è un modo per dare risalto agli eroi di tutti i giorni e umanizzare i luoghi”. Sulla base di vernice bianca che delinea i lineamenti del volto, emergono le ombre e le rughe attraverso un complesso lavoro di scalpello sui diversi strati di materiali che compongono la facciata. “I muri in Portogallo raccontano la storia. Ai tempi della dittatura i graffiti erano illegali, le pareti venivano usate per diffondere messaggi politici, poi sono diventati spazi pubblicitari – spiega Vhils –. Quando dipingi su una parete in qualche modo ti confronti con tutti gli strati che la compongono; anziché lavorarci sopra ho deciso di giocare con questi strati, scolpendoli per riportare in superficie la storia del muro”. Questa tecnica è alla base della serie “Scratching the Surface / Graffiando la Superficie”, presentata per la prima volta a Vhils & BanksyLisbona nel 2007 e impostasi a livello mondiale l’anno successivo, quando uno dei suoi volti scolpiti è apparso accanto a un’opera di Banksy, al Cans Festival di Londra.

La sua prima “parete” torinese arriva a completare la prima fase del progetto NizzArt, che mira a trasformare via Nizza in un grande museo a cielo aperto, puntando sul valore dell’arte come elemento di riqualificazione urbana. Il volto di Vhils si va così ad aggiungere alle geometrie e alle forme prospettiche di Moneyless lungo il muro dell’Istituto Rosmini, all’angolo tra la via omonima e via Nizza, e al grande murales realizzato da Agostino Iacurci nel parcheggio di via Lugaro.

Si conclude la prima fase, sostenuta da La Stampa, non l’intero progetto – spiega Raw Tella di URBE –. Ora dovremo trovare nuove facciate e nuovi fondi. Via Nizza è ancora lunga”.

Qui il video realizzato dall’alto del cestello.

 

Allo stato Puro. In strada e in galleria…

AlePuro1Puro” è il nome d’arte che si è scelto ai tempi dei graffiti e delle Tag, preso a prestito dai sigari cubani che fumava suo padre: i “Puros”, appunto. Ma “puro” è anche il tratto che caratterizza le sue opere dopo il passaggio alla street art. E puri sono i personaggi che animano il suo mondo sognante. Ecco allora che il gioco di parole nel titolo della personale ospitata da Square 23, è quasi obbligatorio: “Allo stato Puro. Le opere di Ale Puro”.

Una bimba impugna una bacchetta magica cercando invano di trasformare una zucca, un’altra gioca con una girandola e cinque pupazzi occupano lo spazio di via San Massimo 45. Ma i personaggi di Ale Puro non si fanno rinchiudere in galleria e così le vetrine dei negozi vicini sono diventate un’estensione della mostra, aperta fino al 24 ottobre.

(recensione da La Stampa del 01.10.2013)

Un po’ di immagini… in strada e in galleria:

Allo stato Puro

ale puroFreschezza, innocenza, semplicità… Purezza.

Alla fine, per raccontare il lavoro di Ale Puro non si può fuggire dall’inevitabile gioco di parole col suo nome d’arte. “Allo stato Puro” è il titolo della personale che gli riserva Square 23 . L’inaugurazione, negli spazi di via San Massimo 45, è fissata per martedì 24 settembre alle 18 (la mostra è visitabile fino al 24 ottobre).

Lo stato puro è quello con cui lo street artist lombardo si appresta a osservare il mondo, raccontato nelle sue opere attraverso gli occhi dei bambini. Lo stile è quello grezzo e spontaneo degli sketches ispirati a Modigliani, Haring, Blake e Basquiat. I suoi personaggi, spensierati e riflessivi, rispecchiano ironicamente la semplicità che ci circonda, ma che spesso viene travolta dalla società odierna basata sulla necessità del superfluo. I suoi disegni sono sospesi tra realtà e fantasia, le sue ale1opere racchiudono piccoli racconti di disarmante serenità, brevi viaggi in un mondo fantasioso ma allo stesso tempo reale.

Classe 1984, a 16 anni Ale Puro entra nel mondo del writing. Molto tempo prima di dar vita all’immaginario che caratterizza oggi la sua opera, sceglie “Puro” nickname, tag veloce e incisiva da vergare sui muri, ispirandosi ai sigari cubani fumati da suo padre: i “Puros” appunto.

Ispirato da diverse culture dovute ai suoi viaggi per il mondo, in particolare Messico e India, abbandona presto lo stile classico del graffito, per abbracciare la corrente della Street Art che gli permette maggiore libertà di espressione. E seguendo vie ale3imperscrutabili i suoi lavori si allineano così con quel nome, scelto quasi per caso.

Dal 2008 ad oggi ha realizzato live painting in giro per il mondo e partecipato a mostre e collettive in Messico, a Monaco, e, in Italia, a Milano, Pavia, Vigevano, Bergamo, Genova, Savona.

“Public Arena” a Barriera

PublicArena

Nell’ambito del progetto di Artegiovane, “Contesto/Barriera“, mercoledì 11 settembre alle 18, presso l’Associazione Barriera di via Crescentino 25, inaugura la collettiva “Public Arena”, curata da Roberta Pagani. La mostra, attraverso le opere degli artisti BR1, Markus Butkereit, Elfo, Fra.biancoshok, Gecdott.Porka’s, the Wa, vuole offrire uno sguardo sulle diverse forme espressive adottate nello spazio pubblico.
L’intervento urbano si apre sempre più a nuovi linguaggi, sospesi tra design, fotografia artistica, Net Art. Si spazia dei berlinesi tha Wa e Markus Butkereit, pionieri dell’Urban Intervention, che propongono vere e proprie “situazioni”, con operazioni che invertono le logiche di utilizzo dello spazio urbano; alle Unconventional Experiences del milanese Fra.biancoschock. L’ironia di Elfo si declina in performance e installazioni nei contesti urbani, veicolate attraverso il web; Gec utilizza i social network per dar vita a opere partecipate; BR1 lavora sulla dicotomia Oriente-Occidente; i dott. Porka’s usano la Street Photo Performance, invenzione sottoscritta nel manifesto del trio, come tecnica di intervento multiplo nello spazio.
La mostra sarà visitabile fino all’11 ottobre 2013, con orario 15 – 19.
In parallelo alla mostra e sempre nell’ambito del progetto “Contesto/Barriera”, l’artista BR1 realizzerà un intervento sulla facciata dei Bagni Pubblici di via Agliè, in collaborazione con i ragazzi delle scuole del quartiere. Inoltre l’artista AK terrà un laboratorio incentrato sulla tecnica della graffiti art, rivolto agli anziani, ai circoli e alle bocciofile.
Contatti +39 011 287.64.85 o barriera@associazionebarriera.com.

Il “fiume” di Opiemme

Opiemme al Bunker
Dopo aver lasciato un corvo sulle pareti del Bunker – “The Raven” di Edgar Allan Poe – Opiemme stende un “Fiume di parole” per collegare Barca e Bertolla.
Si tratta di un intervento artistico sospeso tra street art e poesia, come nello stile dell’artista ligure, torinese d’adozione: una pittura poetica lungo i marciapiedi, che si estende per 7 chilometri di lunghezza di strada San Mauro e strada Settimo, a partire dal loro crocevia.
I testi spaziano da “La cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda a Kahlil Gibran, da José Saramago a poeti meno celebri, come Giorgia Catalano.

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SUB-UMANI nella Dora

945038_482262235186403_1578402481_nDopo aver portato a termine l'”attacco” ARACNO-TV-PHOBIA sui pali rossi di Parco Dora, lo scorso mese di aprile, Guerrilla Spam torna a colpire in città.

O meglio, sul fiume.

 

Fate un giro in Lungo Dora Firenze, all’altezza di via Montebello voltatevi verso la Mole e guardate in basso, a pelo dell’acqua… Con tanto di scafandro, troverete a guardarvi una coppi adi “SUB-UMANI“.

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1044315_482295458516414_820509185_nA breve dovrebbe anche comparire il video dell’azione notturna firmata Guerrilla Spam. Corde fatte di lenzuoli legati (come nelle migliori evasioni del cinema e dei fumetti) e calata da Lungo Dora Siena, approfittando della secca notturna.