Raid Painting da Amantes

“Uno sfregio all’arte ed al luogo che la sostiene, dove la galleria d’arte si trasforma in strada, treno,ponte, capace di accogliere gli sfoghi più estremi della creatività sommersa. Cinque interventi di pitturadal vivo dove, artisti e non, potranno lasciare un segno sui muri dello spazio espositivo dell’Amantes”.

Così Amantes presenta “Raid Painting”:

Tre appuntamenti + due, con orario 19 – 1.

Si comincia venerdì 18, con Frenulo, Guerrilla Spam e Snem; si prosegue martedì 22 con Alex Caligaris e MrFijodor, e si chiudono i primi tre appuntamenti venerdì 25 con Raid Painting Crossing Out: un gruppo di artisti interviene sui graffiti esistenti con disegni e tag proprie, così come avviene in strada, trasformando i muri in luoghi di comunicazione sovrapposta.

Infine martedì 29 e venerdì 3 dicembre è di scena Raid Painting Colori Al Popolo, un atto performativo per chi lo fa già e per chi non ha mai osato, tutte e tutti potranno lasciare un messaggio o un disegno sui muri dell’Amantes. Pennelli e colori in sede. Venite a liberare i vostri pensieri.

Xel gioca le sue carte

Cinguettano allo “Spread” per strada e in galleria. Sticker sui muri o dipinti su tela, i pulcini di Xel, leggeri e rassicuranti nella loro semplicità grafica, raccontano storie che sono tutt’altro che confortanti. Si parla delle difficoltà delle nuove generazioni a farsi strada nella vita, della lotta per una distribuzione equa e libera dell’acqua, si parla di un mondo che esclude e taglia fuori.

Nella personale che Pow Gallery dedicata a Alessandro Ussia, questo il suo nome all’anagrafe, trovano poi spazio i nuovi lavori dell’artista torinese, che gioca con le carte e con l’urbanizzazione, senza tralasciare il tema scottante del lavoro. All’ingresso dello spazio espositivo di piazza Castello 51, è dipinta una fabbrica dai colori accesi, con una ciminiera senza fumo, perché qui il verbo lavorare è declinato al passato. Dall’altro lato della porta è schierato il trittico della carte da gioco: con Re (senza corona), Regina (con sguardo circospetto) e Fante (che col curriculum in mano guarda allarmato al proprio futuro).

Classe 1975, Xel (tag nata da una rivisitazione speculare del proprio soprannome, Alex), nasce come writer tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio del decennio successivo – in mostra c’è un richiamo a questo passato, con due tag (o firme) su tela. Nel 1999, dopo l’ennesimo “incontro” con la polizia, Xel decide di allontanarsi dalla strada e dalla scena. Dopo 10 anni si sente pronto a tornare e rimettersi in gioco. Lo fa con due marchi di fabbrica molto riconoscibili, i pulcini e la case (talvolta grattacieli), che diventano morbide, malleabili, personaggi vivi e attivi sulla tela. La leggerezza del tratto, la forte impronta grafica che ammicca al fumetto, celano in realtà temi sociali e umani delicati e complessi. Racconta problemi seri, talvolta drammatici, ma lo fa col sorriso.

Quella della POW Gallery (visitabile fino al 4 maggio) è la prima personale torinese di Xel, dopo il successo riscosso a Ginevra, con la mostra presso la Galleria Tox’n’Co, e alla Biennale di Venezia Padiglione Italia – Torino, curata da Vittorio Sgarbi.