Dott. Porka’s @ Lastvagito

In perfetta sintonia con lo spirito di Lastvagito, lo (s)collettivo anonimo Dott. Porka’s P-proj propone un’installazione che immerge il visitatore nel loro “magazzino creativo”, come se varcando la soglia della vetrina di Amantes, in via Principe Amedeo 38/a, ci si ritrovasse catapultati nella stanza dell’artista.

Ci si muove disordinatamente tra poster, immagini, teste di porco e un ossario dall’immediato impatto, anche sull’avventore più distratto.

Si passa così dalla zona rossa della Ciavolotta, ex solfatara oggi miniera radioattiva di rifiuti tossici, al centro di uno dei loro interventi di street-photo performance, tecnica di intervento spaziale-situazionista teorizzata dal collettivo, ai poster post-dada, che sbattono in faccia al pubblico i mostri della morte dell’estetica; il tutto corredato dai recenti dipinti dipinti frutto del percorso illustrativo/fumettistico iniziato oltre 10 anni fa come narrazione della “lotta per la sopravvivenza”.

La prossima settimana (martedì 6 dicembre) appuntamento con Across Rewriting.

“Artigiani” di rottura

Tra i 60 artisti che hanno contribuito alla realizzazione del “muro” di 55 metri di Rewriting ci sono anche i Dott. Porka’s P-Proy, trio di fratelli attivo dal 2002. Il collettivo, o “(s)collettivo”, come preferiscono definirsi, concepisce la strada come un palcoscenico di idee, i loro interventi trascendono l’aspetto artistico e sono inscindibili dall’impegno sociale e “politico”: azioni di denuncia, incursioni mascherate, fino al loro marchio di fabbrica: le street-photo performance.

Come scrivono i Porka’s nel loro manifesto, arte e vita non sono scindibili, né musealizzabili; i Porka’s rifiutano l’idea di una vita museificata. Il loro fine non è la creazione di un prodotto mercificabile o in grado di vivere di vita propria in uno spazio museale: la street-photo performance vive e si esaurisce come atto creativo solo negli spazi in cui ha luogo.