La Val di Susa si tinge di Blu

Oggi, mercoledì 27 maggio, Blu è arrivato a Chiomonte in occasione del presidio NoTav organizzato per attendere la sentenza per Lucio, Graziano e Francesco. Un po’ invitato, un po’ per scelta, come mi raccontano dal presidio…

L’idea originaria era quella di relizzare un murales alla Centrale di Chiomonte, ma la polizia ha blindato l’area fin dalle prime ore del mattino.

Polizia presidia il muroUna camionetta e un gruppo di agenti presidia il muro, su cui nei gironi scorsi i valligiani avevano dato una mano di bianco, per preparare la “tela” a Blu.

Blu al lavoroNon basta così poco a fermare lo street artist, si decide di cambiare location. Nel giro di poche ore, sotto un cavalcavia di Chiomonte appare un treno-serpente circolare che si mangia la coda…

Blu @ ChiomonteQui lo Storify della giornata.

La MENTA di Eime a Square23

Inaugurata ieri MENTA, la prima personale dello street artist portoghese Daniel Eime, negli spazi di Square 23, in via San Massimo 25. Con distribuzione di coppette di geelato alla menta per tutti i partecipanti.

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Classe 1986, nato a Caldas da Rainha in Portogallo, tra dipinti su legno, irografie su plastica e murale, Eime “decostruisce” i soggetti delle sue opere, creando, nello spazio limitato della tela (o più ampio del muro), una nuova composizione con più sezioni della stessa immagine.

I ritratti rappresentano il cuore dei suoi lavori. All’inizio realizzati su scale di grigio, poi la svolta, la necessità di introdurre colore e movimento. I volti vengono scomposti, con l’inserimento di linee morbide, curve, che li sezionano in porzioni e dettagli, rendendo più vivido ed espressivo l’insieme.

Com’è nata l’idea di queste linee? Perché l’introduzione di questi tagli? “Perché sì”, è la risposta dell’artista. “Perché ho iniziato ad avvertite la necessità di andare oltre il semplice ritratto. Non è stata un’illuminazione improvvisa, ma il risultato di un percorso, fatto di tentativi ed esperimenti”. Il risultato è visibile nell’esposizione allestita fino all’11 giugno da Square23.

DANIEL EIME - MENTA 2 TRIPTYCH

E già si inizia a guardare alla nuova frontiera del lavoro dell’artista residente a Porto. Sulla parete d’ingresso c’è un trittico in cui viene riproposto lo stesso volto di donna. Non sono più solo le linee diagonali a sezionare il ritratto, il volto viene scomposto e ricostruito, il colore (verde menta) in una sorta di progressione tra i tre lavori, prende via via il sopravvento. “Credo che sarà questa la direzione in cui mi muoverò. In estate tornerò in Italia per una collettiva a Roma e per l’occasione penso che svilupperò questo nuovo percorso”.

Mostre in arrivo

Nella prima settimana di maggio, a distanza di pochi giorni, si susseguono due inaugurazioni.

Si  sabato 2 alla GaloArtGallery, dove alle 17,30 apre al pubblico YIN & YANG, esposizione dai colori decisamente vivaci che vede insieme Zosen & Mina Hamada.

Si continua giovedì 7 maggio da Square23: alle 18 inaugura “MENTA“, prima personale italiana di Daniel Eime; mostra dominata da un unico colore, verde menta, come suggerisce il titolo. “L’idea mi è venuta mentre mangiavo un gelato alla menta, il mio gusto preferito – racconta l’artista portoghese -. Ho sempre pensato che la mia prima personale avrebbe dovuto essere legata a qualcosa che mi piace molto, come la menta, appunto”.

Critica street

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Via Sacchi angolo via Pastrengo. Considerazioni anonime.

Anche se qulla riga rossa ricorda una linea comparsa nella primavera 2013 sui marciapiedi di Torino. Anche quella senza firma. L’ho seguita, persa e ritrovata dal Mauriziano fino a via Maria Vittoria. Nel video qui sotto un tratto di corso Turati (un po’ scolorita, ma era rossa anche quella):

Shit Art Fair 2 – la gallery

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L’intestazione sulla galleria, purtroppo è stata rimossa il mattino successivo all’installazione. Ma l’azione di rimozione è stata piuttosto particolare.

Mentre ci trovavamo a fare foto nel tunnel alle opere, sono arrivati due vigili – un ragazzo e una ragazza piuttosto giovani – che si sono messi a guardare i pezzi esposti. Il ragazzo si avvicina: “Da quel che mi ricordo qui sotto ci sono sempre state delle scritte, queste almeno sono belle, non mi sembra ci sia alcuna ragione per rimuoverle”.

“Quelle esterne abbiamo dovuto staccarle, perché ci hanno chiamato. Peccato perché erano molto belle anche quelle” e mi mostra le foto scattate con lo smartphone prima della rimozione. Mentre sta arrivando un camioncino della nettezza urbana, che dovrà smontare e portare via i pezzi dell’insegna, quasi a giustifacrsi, il vigile aggiunge: “La struttura appesa alla ringhiera del ponte dobbiamo rimuoverla, perché potrebbe cadere e risultare pericosola… anche se a me sembra che sia stata attaccata molto bene”.

Il risultato è un compromesso accettabile: smantellate le opere esterne del tunnel, salvaguardate quelle all’interno. Qui sotto la nostra gallery:

 

La street art di Etnik a Borgata Tesso

Etnik a Borgata TessoDopo il murales di TvBoy, con il volto gigante di Nelson Mandela che sorride da un muro di via Giachino 30, l’Associazione TeSSo, in collaborazione con Square23, affida un altro muro, in via Salvini 9, ad un nuovo street artist: Etnik, dagli anni ’90 una delle figure cardine nel panorama del writing italiano.

L’artista realizzerà il suo murales domenica 4, a partire dalle ore 14, e lunedì 5 maggio, salvo avverse condizioni climatiche. L’opera su muro sarà una preview della mostra “COD:5005”, curata da Alessandra Ioalè, in programma dall’8 maggio al 26 luglio da Square 23 Art Gallery, in via San Massimo 45.

 

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I “Frutti della Mente” di Zed1 si raccolgono alla Galo Art Gallery

Pecora-lupo

Una pecora abbraccia un agnellino su uno sfondo giallo, dai contorni irregolari. Basta però sovrapporre all’opera tre quadretti dipinti su vetro, per trasformare quest’immagine bucolica in una scena inquietante: la pecora assume le sembianze di un lupo, che incombe minaccioso sull’agnellino inerme.

 

Hiding sheep” rappresenta l’evoluzione più complessa del progetto “secondo skin” dello srteet artist Zed1, le cui opere sono esposte sino al 19 aprile alla Galo Art Gallery.

 

“Second skin” in the street:

L’artista cerca di andare oltre la tela, svelare cosa si cela dietro la superficie del dipinto, che cambia e si trasforma. Ne è un altro fulgido esempio l’imponente muro dipinto all’ingresso della galleria di via Saluzzo 11/g, dove i gusci di enormi ghiande sono stati aperti durante la serata inaugurale, per mostrare i personaggi surreali che le popolano.

Frutti della mente” è una mostra da scoprire prendendosi il giusto tempo, un viaggio nel mondo di fantasia di Zed1. Una realtà fantastica, ma non per questo avulsa dal mondo reale, di cui sa cogliere le più assurde contraddizioni, per inchiodarle su tela con lucidità e ironia. Supporti diversi accolgono personaggi, messaggi, piccoli racconti. Lavori da guardare e riguardare, per scoprire ogni volta un dettaglio nuovo, per addentrarsi in quelle storie sospese tra la leggerezza del tratto e il “peso” del mondo che raccontano.

Il mondo Pop di TvBoy

MandelaDa qualche giorno, il volto gigante di Nelson Mandela sorride da un muro di via Giachino, all’altezza del numero 30. È uno degli effetti collaterali della mostra “Urban Pop”, personale dello street artist TvBoy, ospitata fino al 26 aprile, negli spazi di Square 23.

foto (3) In galleria è un’esplosione di colori. Tele e carte giocano con citazioni di Roy Lichtenstein e Andy Warhol, rivisitano i cartelloni pubblicitari, i poster della propaganda americana degli anni ’40 e ’50, le opere del costruttivismo russo. Una bottiglia di Coca Cola si trasforma in una molotov; il personaggio caratteristico di TvBoy si insinua nello scenario del celebre “Urlo” di Munch e si staglia ironico sulla Union Jack, attraversata dalla scritta “Dog save the Queen”.

Dissacrante e ironico, l’artista palermitano classe 1980, gioca con i simboli e i miti di ieri e di oggi. E non mancano un riferimenti a Torino: tra le tele più piccole, che compongono sulla parete un mosaico tutto da esplorare, si staglia un’utilitaria verde, targata “Fiat Torino”.

Nevercrew e The Thin Can Phone Project

Vi avevamo parlato di loro qui, quasi due anni fa.

NEVERCREW - Tin Can Phone Project - Lugano - 2013 - Blackboard - Underpass - 01Torniamo a parlare della NeverCrew, dopo che via mail ci hanno parlato del “The Tin Can Phone Project“. Si tratta di un’installazione temporanea interattiva che si concentra sulla comunicazione e sull’interazione, con una forte relazione con il contesto (sia geografico che sociale). Dopo la prima variante, presentata col nome di “Funnel Project” per il concorso destinato al tunnel pedonale di Besso-Lugano (CH) indetto da Arte Urbana Lugano nel 2012, è stata rielaborata appositamente per il sottopassaggio dei Cigni e realizzata durante il Longlake Festival Lugano (21.06-21.07.2013).

Un luogo pubblico, coperto e di passaggio, trasformato in una grande lavagna munita di un distributore automatico di gessetti: spazio e strumenti illimitati ed indipendenti.

Tin Can Phone Project – Lugano 2013 by Nevercrew from LEDFILMS.COM on Vimeo.

Il video è stato realizzato tra il 19 ed il 20 luglio 2013.