Bazar Square23

La piccola galleria Square23 di via San Massimo 45 si è trasformata in un bazar indiano.

La sensazione è quella di entrare in un bazar indiano. Si viene assaliti dai colori. Decine di oggetti stipati uno accanto all’altro. E come in un bazar, quando ci si avvicina per osservare con maggior attenzione, si finisce per perdersi, travolti da una miriade di dettagli.

La galleria Square 23 ospita fino al 23 giugno “Kalaa Kaari”, un’esposizione di Mattia Lullini e Raw Tella. Più che una mostra, un diario di viaggio. Fatto di fotografie, disegni, schizzi, tele, oggetti raccolti in un lungo viaggio a Nuova Delhi. I due street artist torinesi hanno trascorso un mese e mezzo nella città indiana lavorando e dipingendo fianco a fianco con artisti locali. Qui hanno dato vita a quello che The Sunday Guardian ha definito “il primo festival di street art dell’intera India”, partecipando all’organizzazione di “Extension Khirkee”, svoltosi in uno dei quartieri più difficili e al contempo interessanti di Nuova Delhi.

Dalle storie e gli incontri maturati per le strade e sui muri indiani è nata “Kalaa Kaari”, che in Hindi significa “fare arte”. Molte fotografie di diverso formato, per immergere il visitatore nei colori e nelle atmosfere indiane; alcuni oggetti, come le chiavi del gabbiotto dove conservavano i pennelli e colori; un video. Ma anche un vero e proprio diario da sfogliare, appeso alla parete, ricco di schizzi e disegni. E poi quadri, mappe, cartine, incorniciati con pezzi di scotch di carta variopinti, che si scrostano dalle pareti.

A dominare il piccolo spazio espositivo di via San Massimo 45, due vacche sacre stilizzate sul soffitto, da Mattia Lullini col suo tratto classico, che richiama memorie orientaleggianti.

Una mostra non tanto da visitare, ma da vivere, come un’esperienza, come un viaggio in una terra lontana. E da ascoltare, come il racconto di quel viaggio. Una suggestione in grado di risvegliare nostalgiche emozioni in chi conosce e ama l’India, e capace di stuzzicare la curiosità di chi invece non l’ha mai visitata.

 Da La Stampa del 22.06.2012

 

La mostra “Kalaa Kaari” di Mattia Lullini e Raw Tella è visitabile fino al 23 giugno.

Villaggi indiani e donne musulmane

Tenetevi liberi per il pomeriggio di giovedì 7. GaloArtGallery e Square23 inaugurano in sequenza due mostre assolutamente da non perdere.

Ecco la timeline della giornata.

A partire dalle 17,30 la GaloArtGallery fa doppietta: BR1 & SEACREATIVE (resteranno in mostra fino al 21 luglio)

Il lavoro di BR1, negli ultimi anni, ha travalicato i confini cittadini ed è andato alla conquista del mondo, grazie al soggetto particolarmente incisivo che ricorre nelle sue opere, la donna musulmana, velata.

Nelle sue composizioni artistiche, BR1 utilizza il velo burka, tema di stringente attualità, spesso ancora misterioso per i non musulmani. I personaggi vengono ritratti con tipiche tonalità pop, che fanno da soggetto a texture di affissioni pubblicitarie cartacee strappate e ricomposte, che ricordano i celebri décollage di Mimmo Rotella.

Con lui ci sarà Seacreative, che nelle sue opere dà vita a un microcosmo di personaggi, che non appartengono a nessuna città, a nessun panorama urbano specifico. Volti con espressioni stupite, attonite, assenti che appartengono solo alla mente dell’artista, che rielabora spunti e suggestioni provenienti dal mondo reale, lasciando allo spettatore diverse chiavi di lettura interpretativa.

 

 

Alle 18 tocca a Square23, con “Kalaa Kaari” (“Fare arte” in Hindi), una mostra di Mattia Lullini e Raw Tella (visibile fino al 23 giugno).

Mattia Lullini e Raw Tella sono recentemente rientrati da un viaggio in India, dove per un mese e mezzo hanno disegnato, dipinto e fotografato, lavorando fianco a fianco con artisti locali. Inizialmente hanno preso parte all’organizzazione di “Extension Khirkee”, definito da The Sunday Guardian: “il primo festival di street-art dell’intera India”.  Nato quasi spontaneamente, il festival si è svolto in uno dei quartieri più difficili e socialmente interessanti di Nuova Delhi.

Successivamente Mattia e Raw Tella si sono confrontati con Hauz Khas Village, quartiere completamente diverso per vocazione e dinamiche sociali. La mostra “Kalaa Kaari” presenta una selezione di lavori originali, fotografie, documentazione e cimeli ispirati e provenienti dal viaggio appena concluso.

Parole e immagini contro l’omertà

La parete dirimpetto all’Igloo di Merz, in corso Lione angolo corso Mediterraneo, ospita l’installazione “Parole di Pietra 1”, nata da un’idea (e da un testo) della poetessa Lura Fusco e realizzata con la collaborazione degli street artists Mattia Lullini e Raw Tella.

Pietre nella bocca / Perché non vogliono cambiare…

Inizia così la ballata di Laura Fusco scritta in occasione di Biennale Democrazia 2012. Le parole si intrecciano coi serpenti colorati di Mattia Lullini e i diamanti e le ciocche di capelli realizzate da Raw Tella. Vanno incontro ai passanti, rompendo il muro di silenzio e omertà, in cui proliferano le mafie.

Domenica 20 maggio, in occasione della presentazione dell’opera alla cittadinanza, il pubblico viene invitato a “diventare testimone e rompere l’omertà”, moltiplicando e diffondendo il messaggio, riprendendo la murata con i propri cellulari.

Qui sotto il video dei lavori in corso, venerdì 18 maggio, ore 12:

CANTIERE 25 #2

Continuano i lavori al Cantiere 25. I triangoli di AK invadono gli spazi, i mostri di Skesis e Halo Halo intrecciano i tentacoli, mentre sul bancone del bar prende forma una delle creature di Lullini. Intanto via Berthollet è stata “pedonalizzata” per lavori in corso…

Gli aggiornamenti sul programma, ricco e in costante aggiornamento, li trovate sul nuovo sito del Cantiere.

Tra “fabbrica” e ArteSera

A poco più di 6 mesi dalla nostra “nascita” siamo approdati con somma gioia sul nuovissimo sito di ArteSera e abbiamo deciso di cominciare dalla fabbrica di via Foggia. Perché è una bella storia; perché è ricca di protagonisti e perché ci auguriamo possa avere un seguito ancora più interessante (le premesse ci sono tutte).

Torino è una città strana.
Alcune fabbriche chiudono, altre si aprono alla creatività.
L’ex Aspira di via Foggia 28 aveva ormai il destino segnato: sarebbe stata abbattuta per far posto a moderni loft ad uso abitativo. Prima però che il suo destino si compisse, gli spazi sono stati presi in consegna da Raw Tella e Eugenio Dragoni, che hanno letteralmente stravolto capannoni, cortile interno, uffici.
A giugno è nato il WTC – War Trade Center, che per due mesi ha saputo catalizzare tutti i nomi della street art torinese, molti esponenti di quella nazionale e alcuni ospiti d’oltre confine. Una delle più grandi e coinvolgenti esposizioni di street art mai viste in città. E con un elemento di forza in più rispetto a qualsiasi mostra/esposizione dedicata a graffitismo e affini. Così come capita in strada, anche negli spazi di via Foggia 28 le opere non potevano avere carattere permanente. Realizzate direttamente sui muri, sarebbero state abbattute, insieme alla fabbrica.

StreetArTO era nato da poco (febbraio 2011), con l’intento di raccontare la street art torinese. Trovarsela tutta riunita in uno spazio così suggestivo è stata una piacevolissima sorpresa.
Il giorno dell’inaugurazione una piscina è comparsa in cortile; gli skaters si producevano in acrobazie su rampe e pedane posizionate tra opere di Pixel Pancho e Galo, Xel e Lapiztola; si ballava la break dance sotto un lavoro di Eme de M, mentre la musica segnava il ritmo tra le persone in coda al bar, inglobate nella testa di Medusa realizzata dai Truly Design con la tecnica dell’anamorfismo. Nel cortile – dove si affacciavano l’albero di parole di Opiemme, le bambine di Nox, la grande tartaruga di Roa e gli strani extraterrestri realizzati da TO LET e Mp5Gec ha racchiuso in poche parole il senso di quei due mesi, in cui le pareti della fabbrica si popolavano di storie e personaggi, cambiando aspetto dal giorno alla notte: “Qui, oggi, direi Berlino – Torino: 1 a 1!”.

Continua sul blog di ArteSera.

Spazio a tempo #6

C’è chi si limita a sognare la città che vorrebbe e chi prova a darle forma e colore. È così che l’Aspira, una fabbrica dismessa al numero 28 di via Foggia, da alcuni mesi ha iniziato a prendere vita. E a dar vita a una nuova concezione degli spazi urbani in fase di trasformazione, come possibili contenitori temporanei per diverse forme di espressione artistica.

Nel mese di aprile Raw Tella e il suo amico Eugenio Dragoni vengono a sapere che nel quartiere Aurora alcuni vecchi capannoni industriali saranno demoliti per far posto a moderni loft. In un primo momento chiedono di poter utilizzare lo spazio, prima dell’inizio dei lavori, per dipingere. Sono 1500 metri quadri: una palazzina di tre piani, un’ampia area esterna, tre capannoni, un grande terrazzo. Un potenziale enorme. Sarebbe uno spreco limitarsi ad un uso personale di quell’immenso patrimonio. Bisogna aprire l’area, farla conoscere, metterla a disposizione. L’attesa dell’inizio lavori offre un’opportunità da non sciupare: uno spazio immenso di libera espressione. Uno spazio “a tempo”. Un po’ per la conformazione degli ambienti, un po’ per la transitorietà stessa del luogo, la street art sembra il contenuto ideale: il carattere effimero delle opere in esposizione, destinate ad una scomparsa certa, è condiviso con le opere realizzate in strada. Si decide così di aprire il portone agli street artist che arrivano alla spicciolata, si scelgono una parete, iniziano a lasciare qualche traccia. Passano parola. E Facebook aiuta. Continua a crescere il numero di persone che comincia a frequentare l’ex fabbrica. Le pareti bianche si colorano, compaiono le prime tag, scritte, stencil, poster art. Ecco allora che prende forma un’idea più articolata, quella di una grande mostra di street art nel mese di luglio: opere site specific, realizzate sulle pareti, interne ed esterne, della fabbrica, destinate a scomparire con la demolizione della struttura. Le buone idee però sono contagiose, ne fanno germogliare di altre. Il progetto cresce, si complica, si arricchisce. “Perché non creare un’associazione che renda replicabile questo modello?” è il pensiero che inizia a rimbalzare in testa a Raw Tella ed Eugenio. La domanda, ovviamente retorica, ricalca il motto di George Bernard Shaw: “Alcuni vedono le cose come sono e dicono perché? Io sogno cose non ancora esistite e chiedo perché no?”. Loro forse non se lo sono nemmeno chiesto, semplicemente hanno seguito l’istinto.

Nel bel mezzo dei preparativi pratici della mostra – allacciamento elettrico, pulizia e arredo degli spazi, per non citare che quelli più impellenti –, si decide di dar vita all’associazione. Il lavoro raddoppia, le energie anche, grazie a costanti iniezioni di entusiasmo. Mentre da un lato si delinea un ricco cartellone di eventi di avvicinamento all’inaugurazione, con lo scopo di far conoscere e abitare lo spazio; dall’altro prende forma lo statuto di “URBE. Rigenerazione Urbana”, che si propone di replicare l’esperimento, prendendo spazi in via di trasformazione, a tempo, e dandogli nuova vita nel periodo di inter-vita. Nel frattempo si battezza anche lo spazio: WTC – Wartradecenter, giocando con le lettere del più celebre World Trade Center.

Nel mese di giugno il WTC è in costante fermento, le pareti si trasformano in continuazione sotto le bombolette e i pennarelli degli artisti di passaggio. Le caratteristiche facce di Galo osservano curiose una parete su cui si dipanano idee e pensieri di Jins, che in un altro spazio intreccia i suoi personaggi con le arzigogolate decorazioni di Halo Halo. Spuntano ovunque dei piccoli Super Mario Bros, NOx attacca un pipistrello gigante che chiede “gentilmente” di spegnere la luce, mentre da una parete si affaccia il volto della Marilyn Monroe centralinista di Gec, affiancata da uno dei messaggi provocatori dei Dott. Porka’s: “enjoy the poverty”.

Col mese di luglio si entra nel vivo: SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio coinvolge più di 40 artisti e il 14 e il 15 luglio presenterà il suo volto definitivo. Definitivo per quanto lo possa essere uno spazio a tempo, con centinaia di metri di muro a disposizione degli street artist. Opiemme farà crescere un albero di parole, Pixel Pancho e il francese, tedesco di adozione, The WA saranno protagonisti di live performance, mentre Garu proporrà una performance di light painting. Ci saranno video e musica, le donne col velo di Br1 e le tag dei KNZ, lasceranno la firma Eme, dalla spagna, e le bolognesi TO/LET, la romana MP5, 999, Reser, Xel, Mr. Fijodor e si attende la conferma di un “big” internazionale, sul cui nome per il momento vige il più stretto riserbo (qui l’elenco completo e in evoluzione dei partecipanti).

Durante tutto il mese di luglio, parafrasando Nanni Moretti, “succederanno cose, si vedrà gente”. Dal 6 al 12 il WTC diventerà spazio reale per la galleria virtuale “Fartgallery – fare arte a ogni costo”: la mostra, che ospiterà tra gli altri Andrea Guerzoni, Monica Indelicato, Stefano Cento, sarà l’occasione per presentare il neonato progetto mirato a dare visibilità ai giovani artisti.

Per essere aggiornati su quello che capiterà nelle prossime settimane si può far riferimento alla pagina Facebook “Wtc Wartradecenter” o al blog di Raw Tella.

O più semplicemente raggiungete il numero 28 di via Foggia, varcate il portone, fatevi “inghiottire” dal faccione su sfondo azzurro che decora il passo carraio. E non dimenticate di scattare qualche foto. Sarà tutto quello che di tangibile resterà di questa fantastica avventura, quando l’ex Aspira scomparirà sotto moderni loft.

Dal numero di luglio 2011 di ArteSera.

ArteSera WTC.1

ArteSera WTC.2

Qui sotto una gallery con le immagini di SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio:

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Lapiztola messicana colpisce al WTC

Lapiztola è un collettivo di street artist messicano.

Nei loro lavori sui muri del Sud America ritornano con insistenza alcuni elementi caratteristici: i bambini; il tema del viaggio e del volo; stormi di uccelli neri, che a seconda del contesto si trasformano da dolci a minacciosi; paramilitari armati e manifestanti incappucciati, scontri con la polizia. Come nello stencil realizzato nel 2008 al centro Fotografico Manuel Alvarez Bravo, dove si ripercorrono i fatti di Oaxaca, del 2006.

 

 

 

 

 

 

Da più di un mese stanno girando l’Europa, lasciando segni del loro passaggio in diverse città: Barcellona, AmsterdamParigi, Bologna, infine Torino. Torino quasi per caso, non a caso nel WTC però. A Bologna hanno sentito parlare di questa ex fabbrica, trasformata in uno spazio espositivo a tempo dedicato alla street art.

Hanno preso il treno da Bologna, sono arrivati mercoledì 6 luglio, hanno raggiunto il numero 28 di via Foggia, si sono scelti la loro parete e hanno iniziato a dipingere (nella foto il lavoro in fase di realizzazione – erano le 18,30 di mercoledì).

Giovedì 7 sono ripartiti: tappa a Bologna, aereo verso Barcellona, ultimi giorni europei e rientro in Messico.

BIOGRAFÍA El Colectivo Lapiztola es una de las propuestas más importantes del estado de Oaxaca. Este colectivo surgió como respuesta a los movimientos políticos de Oaxaca en el 2006. Desde entonces, además de realizar intervenciones urbanas, ha expuesto en galerías de México y Estados Unidos, otros recintos cerrados como el Museo Nacional de la Estampa, y el Museo de arte Popular, en México DF y centros culturales como el Centro cultural España, Don Apolonio, y ha estado presente en eventos de importancia como la Bienal de la Habana y el Festival Entijuanarte.

Il Collettivo Lapiztola rappresenta una delle proposte più interessanti dello stato di Oaxaca. Questo collettivo nacque come risposta ai movimenti politici di Oaxaca del 2006. Da allora, oltre che realizzare azioni urbane, ha esposto in gallerie del Messico e degli Stati Uniti, in spazi chiusi come il Museo Nazionale della Stampa, il Museo de arte Popolare e centri culturali quali il Centro cultural Spagna, Don Apolonio, ed ha partecipato a importanti eventi, come la Biennale de La Havana e il Festival Entijuanarte.

SOBRE SU TRABAJO, DICE: “Lapiztola trata de manejar el arte urbano en cierto sentido como protesta, pero también busca a través de imágenes crear un dialogo con el espectador intentando aportar ideas visuales que probablemente hagan conciencia de la realidad social, no siempre es el objetivo a veces solo queremos que la gente se haga una historia de lo que está viendo. La mayoría de veces usando como soporte técnico el esténcil y la serigrafía.”

“La Piztola utilizza l’arte urbana in un certo senso come protesta, però allo stesso tempo cerca attraverso le imamgini di creare un dialogo con lo spettatore, cercando di proporre idee visive che aiutino a prender coscienza della realtà sociale. Altre volte vogliamo semplicemente che la gente si faccia una storia su quello che sta osservando. Per lo più utilizziamo lo stencil e la serigrafia”.

Spazio a tempo #4

La Stampa – venerdì 1 luglio 2011

Foto di GARU

Un’immensa tela bianca di 1500 mq. È quello che devono aver pensato Raw Tella e Eugenio Dragoni quando si sono trovati davanti agli spazi dell’ex fabbrica Aspira, di via Foggia 28, destinati a essere smantellati il prossimo settembre, per lasciare il posto a moderni loft.

In questo periodo sospeso hanno deciso di dar vita a un centro culturale “a tempo”, creando l’associazione culturale URBE – Rigenerazione Urbana. La conformazione degli ambienti e la transitorietà stessa del luogo sono apparsi fin da subito perfetti per accogliere i lavori degli street artist, condividendone le natura effimera. Dall’inizio di giugno writers, graffitari e artisti di diversa estrazione iniziano a popolare le pareti dell’ex fabbrica di tag, stencil, poster, intricati labirinti di segni e colori. Lo spazio, ribattezzato WTC – Wartradecenter, si trasforma giorno dopo giorno e da oggi diventa sede di SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio, una mostra in costante evoluzione che annovera oltre 40 artisti, con molti nomi di spicco della scena italiana e internazionale, da Galo ai Dott. Porka’s, da Gec a Opiemme, da Pixel Pancho al francese, tedesco d’adozione, The WA, che saranno protagonisti di live performance. E ancora i Truly Design, che hanno dato vita a un suggestivo anamorfismo, le bolognesi TO/LET, la romana MP5Eme dalla Spagna e gli interventi di light painting di Garu. A sorpresa, si sono aggiunti anche i messicani Lapiztola, capitati a Torino e al WTC per vie traverse, durante il loro giro in Europa. Inoltre dal 6 al 12 luglio il WTC ospiterà una mostra organizzata da “Fartgallery – fare arte a ogni costo”, che presenterà nomi emergenti dell’arte contemporanea.

Gli artisti fin qui coinvolti:

TURIN | 13 / 999 / Ak Dwg / BR1 / Contra / Corn79 / Davem / Fabrizio Visone / Galo / Gec / Halo Halo / Idipsy Diverz / Jins / KNZ / Marco Memeo / Max Petrone + Petr1’s Brothers / Mr. Fijodor / NOx / Opiemme / Orma + Ranul / Pixel Pancho / Reser / Riccardo Nervo / Skesis / SR / Sviz + Self / Truly Design / Up / Xel / Zorkmade

ITALY | 2501 / Dott. Porka’s / El_Even / Elfo / Ext / Mattia Lullini / MP5 / Seacreative / TO/LET / Weed

GUEST | The WA (F) – Eme (ES) – La Piztola (MEX)

LIGHT PAINTING | Garu-Garu
VISUALS | Andy Others – Cheeky Monkeys – Nerdo

Spazio a tempo #3

L’ex fabbrica di via Foggia 28, come abbiamo già avuto modo di raccontare in questo blog, è uno spazio a tempo: ormai dismessa l’Aspira, non ancora trasformato in moderni loft. E allora la neonata (costituitasi con l’occasione) Associazione URBE Rigenerazione Urbana, nell’attesa dell’inizio dei lavori, ha deciso di trasformare lo spazio in un centro culturale “a tempo”, per l’appunto. Nel mese di luglio (le date sono ancora da definire, in attesa dei permessi) i muri della fabbrica accoglieranno le opere di street artist italiani e stranieri (molti lavori stanno già facendo la loro comparsa sulle pareti), in occasione di Urban Art in the Factory.

Nel frattempo lo spazio è aperto a tutti coloro che vogliono curiosare o partecipare. Il 21 giugno, in occasione del Go Skateboarding Day la fabbrica è stata teatro di un secret event, organizzato in collaborazione con Skateboarding Finest’s Torino.

Ecco cosa è capitato.