Prof. Bad Trip e la sua arte visionaria

Mentre la mostra “L’arte visionaria di PROF. BAD TRIP”, curata da Laura Rossi, è ancora in fase di allestimento alla Galo Art Gallery – in vista dell’inaugurazione di domani, sabato 17 dicembre, ore 17,30 -, abbiamo  intervistato Jenamarie Filaccio, scultrice e compagna (di vita e di lavoro) di Gianluca Lerici aka Prof. Bad Trip.

Su La Stampa di oggi (sabato 17 dicembre 2011):
“Siamo stati due alieni, eravamo due originali e abbiamo avuto la fortuna di incontrarci e portare avanti un progetto comune”. Così Jenamarie Filaccio descrive il suo rapporto con Gianluca Lerici, uno dei massimi esponenti della scena artistica underground italiana, dove era conosciuto come Professor Bad Trip.
Scomparso prematuramente nel 2006, all’età di 43 anni, ha comunque avuto il tempo di lasciare una produzione sconfinata, che spazia dalla pittura al fumetto, dal disegno a china al collage, al design, diffondendo i suo segni su qualsiasi tipo di supporto: cartoncino, gesso, plastica, metallo, muri, giubbotti, perfino sui frigoriferi e sui mattoncini Lego.
Un ampio spaccato del suo lavoro sarà visibile da oggi (inaugurazione alle 17,30) al 10 febbraio negli spazi della Galo Art Gallery. La personale si sviluppa come un racconto, che si dipana dalla fine degli anni Settanta agli ultimi anni del Professor Bad Trip. “Ho cercato di scegliere le sue icone, i teschi, i mutanti, che ritornano spesso nel suo lavoro; poi ho inserito alcuni pezzi insoliti, meno conosciuti, meno frequenti nel suo lavoro”. Lo ricorda con passione viva negli occhi e nelle parole, Jenamarie, curatrice della mostra, ma senza nostalgia o rimpianti: “Ci sono persone che arrivano, fanno quello che devono fare e se ne vanno”. Così è stato per Gianluca Lerici, che dopo aver militato nel movimento punk come musicista e disegnatore per fanzine underground, si è diplomato all’Accedemia di Belle Arti. Collabora quindi come vignettista con vari periodici, realizza inconfondibili copertine (“Ti prendo e ti porto via” di Niccolò Ammaniti), lavora nella stampa indipendente e già negli anni ottanta fa circolare i suoi lavori attraverso il network mondiale della mail-art. Lascia un segno profondo con la graphic novel basata sull’opera di William BurroughsIl pasto nudo”, pubblicata da Shake e trova prestigiosi riconoscimenti anche negli ambienti culturali “ufficiali”. Senza dimenticare i suoi enormi murales, tra cui spicca per intensità l’ultimo: “La Cappella Sistina dell’underground” dipinta nel suo studio.