Il robot che guardava passare i tram

Questa mattina sulla mia timeline di Facebook, grazie a Fabrizio Furchì, compare uno strano robot con la testa da semaforo

Appena sbarcato a Porta Nuova, sembra guardarsi attorno un po’ spaesato nel silenzio della notte, in attesa della folla mattutina, che inevitabilmente sarà attratta dalla sua presenza e non saprà resistere alla tentazione di uno scatto o un selfie con robot.

Sui giornali si parla di un Transformer-semaforo, si scomoda la Guerra dei Mondi di Orson Welles e sui social si condivide. C’è anche una richiesta, purtroppo inascoltata:

Purtroppo, già nel primo pomeriggio del robot di cartone di Labadanzky non c’è più traccia. Il collettivo genovese Labadanzky Unpolite Art Machine non è nuovo a queste incursioni: due anni fa avevano colpito a Sampierdarena, un anno fa hanno invaso il Museo di Storia Naturale Giacomo Doria con un esercito di ragni robot.

Dopo le parodie dei manifesti pubblicitari targate Andrea Villa (ribattezzato da La Stampa il Banksy torinese), il robot venuto dalla Liguria, fermatosi qualche ora a guardar passare i tram su corso Vittorio, porta una bella ventata di freschezza sulla scena street torinese. In attesa di scoprire se i robot torneranno in città, potete godervi la gallery sul profilo Instagram labadanzky.

La Costituzione “on the road”



Grappoli di Rotolini di Poesia
a tema costituente
tornano a germogliare in città.

Dopo la prima installazione al Parco del Valentino – sabato 18 giugno – che nonostante il meteo avverso ha saputo coinvolgere e incuriosire i passanti; Opiemme torna a lasciare il segno sabato 2 luglio.

Questa volta il raggio d’azione si allarga. Da Porta Nuova a Porta Susa e altre stazioni della metropolitana, e ancora alcune fermate delle linee di superficie 4, 7, 9, 10, 11, 13, 33, 35, 46, 49 e 51, principalmente in centro e nei pressi dell’Università.

L’azione – da un’idea di Opiemme – rientra nell’ambito di Letture Ri-Costituenti, un’iniziativa sostenuta dal Piano Locale Giovani Città Metropolitane e da Città e Provincia di Torino, oltre che dalla GTT, che si propone di avvicinare soprattutto i giovani ai valori racchiusi nella Carta costituzionale.

In fondo ogni tanto fa bene ripassare i principi su cui dovrebbe fondarsi il nostro paese. E trovarli per strada mentre si passeggia, si prende il tram o la  metropolitana, può essere un’ottima occasione per farmarsi a riflettere. Si raccoglie il foglietto, lo si srotola, si incontra uno degli articoli che compongono la Costituzione italiana, commentati da frasi di pensatori, letterati, poeti, scienziati in grado di creare abbinamenti contrastanti, ironici, stimolanti. Il tutto avvolto graficamente in una bandiera italiana che rachciuderà alcuni divieti provocatori: di ignorare, di scordare, di subire, di dimenticare. E ad accomunare tutti i messaggi una citazione di Miles Davis: “La conoscenza è libertà, l’ignoranza è schiavitù”.

Un piccolo esempio:

ART. 1
L’Italia è una Repubblica democratica,
fondata sul lavoro. La sovranità
appartiene al popolo, che la esercita
nelle forme e nei limiti della Costituzione.

La sovranità appartiene al pubblico
che partecipa nelle forme in cui è
informato dai media.
Opiemme

Senza lavoro il 29,8% dei giovani.
Fonte Il Sole 24 Ore

Nel 2010 il lavoro nero ha fatto
fatturare circa 145 miliardi di euro
pari al 10%