Vhils fa emergere la storia stratificata dei muri

foto 4Volti giganteschi di personaggi celebri e gente comune, intagliati sulle pareti con scalpello e vernice. È questo il marchio di fabbrica dello street artist portoghese Vhils, all’anagrafe Alexandre Farto.

Dopo aver lasciato tracce a Londra, Parigi, Las Vegas, Lisbona, Mosca, Rio De Janeiro e in altre città del globo, negli ultimi giorni è approdato a Torino, nell’ambito del progetto NizzArt, organizzato dall’associazione URBE, in collaborazione con la Circoscrizione 8, e col sostegno de La Stampa. Sulla facciata cieca di un condominio al numero 50 di via Nizza, dopo due giorni di lavoro, ha preso forma una grande faccia in primo piano, “Una delle tante persone qualunque incontrate durante un viaggio in Messico – racconta Vhils –. Mi piace ritrarre persone comuni è un modo per dare risalto agli eroi di tutti i giorni e umanizzare i luoghi”. Sulla base di vernice bianca che delinea i lineamenti del volto, emergono le ombre e le rughe attraverso un complesso lavoro di scalpello sui diversi strati di materiali che compongono la facciata. “I muri in Portogallo raccontano la storia. Ai tempi della dittatura i graffiti erano illegali, le pareti venivano usate per diffondere messaggi politici, poi sono diventati spazi pubblicitari – spiega Vhils –. Quando dipingi su una parete in qualche modo ti confronti con tutti gli strati che la compongono; anziché lavorarci sopra ho deciso di giocare con questi strati, scolpendoli per riportare in superficie la storia del muro”. Questa tecnica è alla base della serie “Scratching the Surface / Graffiando la Superficie”, presentata per la prima volta a Vhils & BanksyLisbona nel 2007 e impostasi a livello mondiale l’anno successivo, quando uno dei suoi volti scolpiti è apparso accanto a un’opera di Banksy, al Cans Festival di Londra.

La sua prima “parete” torinese arriva a completare la prima fase del progetto NizzArt, che mira a trasformare via Nizza in un grande museo a cielo aperto, puntando sul valore dell’arte come elemento di riqualificazione urbana. Il volto di Vhils si va così ad aggiungere alle geometrie e alle forme prospettiche di Moneyless lungo il muro dell’Istituto Rosmini, all’angolo tra la via omonima e via Nizza, e al grande murales realizzato da Agostino Iacurci nel parcheggio di via Lugaro.

Si conclude la prima fase, sostenuta da La Stampa, non l’intero progetto – spiega Raw Tella di URBE –. Ora dovremo trovare nuove facciate e nuovi fondi. Via Nizza è ancora lunga”.

Qui il video realizzato dall’alto del cestello.

 

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Urbansolid: dalla Metro a Square 23

DSCN3288Uno sorride beffardo, l’altro ha un naso da clown. E poi c’è quello che stringe tra i denti una presa per l’elettricità. Sono i volti che da due giorni si affacciano lungo la scalinata della stazione Nizza della metropolitana.

L’installazione porta la firma Urbansolid, duo di street artist milanesi, che ha introdotto la tridmensionalità nell’arte urbana, passando dal graffito all’altorilievo. A Torino per la personale “Cemento”, che inaugura oggi pomeriggio (mercoledì 30 gennaio) alle 18 nella galleria Square 23, di via San Massimo 45, i due hanno colto al volo la possibilità di lasciare una firma in città. L’occasione è stata offerta dal progetto NizzArt, ideato dall’associazione URBE, in collaborazione con Torino True e col sostegno della Circoscrizione 8, mirato alla riqualificazione artistica di via Nizza. Dopo i primi interventi realizzati intorno a via Lugaro, col sostegno della “Stampa”, firmati da Agostino Iacurci, Moneyless e BR1, il progetto continua a crescere. E scende nell’underground torinese, che da semplice luogo di transito si trasforma in spazio espositivo. Come avviene nelle grandi capitali europee, da Londra a Berlino.

DSCN3296I viaggiatori che ogni giorno riemergono dal ventre della metropolitana in piazza Nizza, avranno la possibilità di incrociare volti nuovi. Quelli realizzati con calchi in gesso dagli Urbansolid. “Cerchiamo di metterci un po’ di ironia, senza rinunciare al messaggio – spiegano i due artisti –. Tutto è iniziato al Salone del Mobile di Milano nel 2010: in occasione del fuori-salone abbiamo installato una serie di teste che emergevano dal pavimento, tappandosi il naso in segno di protesta. A terra però erano poco visibili e troppo facili da portare via, così abbiamo introdotto la variante sul muro”. Messaggi diretti, che uscendo dalla parete vanno incontro ai passanti, invadendo in maniera ancora più audace lo spazio urbano.

In attesa di veder germogliare altre loro opere in città, la mostra curata da Giovanna Lacedra è un’ottima occasione per apprezzare il percorso artistico degli Urbansolid. Percorso che parte proprio dal “cemento” del titolo: è da lì che sbocciano e si affacciano le loro provocazioni, a metà strada tra lo spazio e la parete.