La street art invade l’Assago Summer Arena

Ok, Assago non è proprio Torino, ma in fondo START – Street Art Fest è un po’ torinese. C’è Pixel Pancho, che di base è a Torino, c’è Etnik, che torinese un po’ lo è diventato, e anche i vari Roa, Nevercrew, Zedz, Vhils a Torino qualche segno lo hanno lasciato. E poi, gli artisti coinvolti nel progetto (ci sono ancora Chazme e Sepe) sono stati arruolati con la collaborazione della galleria torinese Square 23.
Ma andiamo con ordine. Cos’è START – Street Art Fest? Si tratta di un evento che si svolge dal 9 al 12 giugno all’Assago Summer Arena (tutti i giorni dalle 11 alle 19), a ingresso gratuito. Protagonista sarà anzitutto la Street Art: gli artisti coinvolti realizzerann opere site-specific che resteranno in loco fino alla fine di luglio, diventando coreografia dell’evento musicale Street Music Art. Ci saranno le geometrie di Zedz, gli animali di Roa, le esplosioni geometriche di Etnik, i volti di Vhils, i robot di Pixel Pancho, gli intensi lavori del duo polacco Chazme e Sepe e le opere animate con la realtà aumentata della Nevercrew. A START infatti esordisce “Synchronizing machine n°4”, realizzata da Nevercrew grazie a BEPART – the Public Imagination Movement: un’installazione digitale animata che sarà visibile solo attraverso i propri smart device, scaricando l’app gratuita Bepart, disponibile per Android e iOS. L’opera resterà all’Assago Summer Arena fino al 29 luglio, e sarà anche visibile in Gps: puntando la camera in direzione del palco, si potrà visualizzare il contenuto nel cielo sopra il festival.
Oltre alla street art, START riserverà ampio spazio anche ad altri linguaggi della cultura di strada, quali i Graffiti e l’Hip Hop, con una serie di attività collaterali – in collaborazione con Stradedarts – che offriranno la possibilità di vedere dal vivo dimostrazioni di Breakdance, performance di specialisti di Parkour, esibizioni di Skate e Bmx, di ascoltare scratch di Dj di fama internazionale, e di dipingere con le bombolette su spazi murali liberi nell’area Graffiti Writing.
Inoltre, l’area ospiterà l’esposizione Post Graffiti and Street Art Expo, la mostra del fotografo Cosimo Griso Alfarano, workshop di calligrafia e laboratori di serigrafia, proiezioni di film, documentari, e interviste legate al mondo della street art.
Sono infine previsti due eventi speciali, che proseguiranno in orario serare: venerdì 10 alle 20,30 si terrà il dj set di Dimitri Vegas & Like Mike, sabato 11 alle 21 sarà di scena Boosta dei Subsonica, in versione dj.

Come raggiungere l’Assago Summer Arena: area esterna Mediolanum Forum, Via G. Di Vittorio 6 – 20090 Assago MI.
Per informazioni al pubblico: info@streetmusicart.com.

Un orso bianco sul Teatro Colosseo

Secondo lavoro sulla facciata del Teatro Colosseo, sempre con la collaborazione di Square23. Dopo l’intervento di Zedz, è il turno della Nevercrew, che lasciata da parte la caratteristica balena, danno vita a un incredibile orso bianco, lungo più di 25 metri.

IMG_3828Loro la raccontano così:

“Giocando con la linea di visibilità del punto di vista forzato dal marciapiedi ed ispirandoci al teatro (sulla cui parete è stato realizzato il dipinto), abbiamo deciso di lavorare sull’idea di rappresentazione, intesa in senso allargato come messa in scena e come raffigurazione della realtà. Abbiamo utilizzato riferimenti diretti al contesto teatrale per definire delle proporzioni “reali” ed un punto di partenza, ma abbiamo voluto concentrare l’attenzione sul riscaldamento globale in relazione al comportamento umano.

Abbiamo quindi sviluppato queste tematiche cercando di evocare la posizione (e la responsabilità) dell’uomo all’interno di un equilibrio delicato, nel suo ecosistema, e quindi la scelta di punti di vista, di una reale coscienza e l’idea di una condizione passiva all’interno di un sistema”.

Qui sotto l’evoluzione del lavoro, durato oltre 10 giorni:

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Nevercrew e The Thin Can Phone Project

Vi avevamo parlato di loro qui, quasi due anni fa.

NEVERCREW - Tin Can Phone Project - Lugano - 2013 - Blackboard - Underpass - 01Torniamo a parlare della NeverCrew, dopo che via mail ci hanno parlato del “The Tin Can Phone Project“. Si tratta di un’installazione temporanea interattiva che si concentra sulla comunicazione e sull’interazione, con una forte relazione con il contesto (sia geografico che sociale). Dopo la prima variante, presentata col nome di “Funnel Project” per il concorso destinato al tunnel pedonale di Besso-Lugano (CH) indetto da Arte Urbana Lugano nel 2012, è stata rielaborata appositamente per il sottopassaggio dei Cigni e realizzata durante il Longlake Festival Lugano (21.06-21.07.2013).

Un luogo pubblico, coperto e di passaggio, trasformato in una grande lavagna munita di un distributore automatico di gessetti: spazio e strumenti illimitati ed indipendenti.

Tin Can Phone Project – Lugano 2013 by Nevercrew from LEDFILMS.COM on Vimeo.

Il video è stato realizzato tra il 19 ed il 20 luglio 2013.

Street Art elvetica

Tutto è cominciato con una mail, arrivata il 2 gennaio a streetarto@gmail.com, dagli svizzeri Nevercrew.

Con tempi lunghi e dopo un carteggio telematico, ne è nata questa chiacchierata. Ok, non sono torinesi e non lavorano a Torino, quindi ci si può chiedere cosa c’entrano con StreetArTO? Se la si mette così: niente. Però l’idea di ampliare i confini ci piace, della street art elevetica ne sapevamo poco e la curiosità è il principale motore di StreetArTO.

 

Dunque: buona lettura.

StreetArTO: Innanzitutto le vostre origini: siete svizzeri o vi siete trasferiti in Svizzera?
Nevercrew: Siamo entrambi svizzeri, anche se uno di noi è per metà italiano ed ha vissuto per i primi 4 anni della sua vita a Luino (VA). Da allora, ed attualmente, risediamo e lavoriamo nel sud della Svizzera, nel canton Ticino.

S.A.: Quando, come e perché avete iniziato? Fin da subito in coppia o vi siete incontrati in un momento successivo?
N.: Ci siamo conosciuti durante il secondo anno di Liceo Artistico (C.S.I.A. di Lugano, CH) ed abbiamo iniziato a lavorare insieme per progetti scolastici. A poco a poco, visto che la collaborazione funzionava bene, abbiamo deciso di provare a fare lo stesso con qualcosa di nostro. Ci siamo messi a realizzare disegni e grafiche per mixtapes Hip-Hop e nel 1996, quindi, abbiamo realizzato il nostro primo “graffito” come NEVERCREW (avevamo 16 e 17 anni, usavamo bombolette Sparvar ed il primo risultato è stato abbastanza inquietante a rivederlo adesso :-P). Prima di allora entrambi amavamo creare, ma lo facevamo per conto nostro e senza nemmeno pensare ad un possibile utilizzo di queste creazioni (erano ancora anni in cui internet non permetteva la visibilità che permette oggi ed era quindi diverso l’approccio verso il mostrare il proprio lavoro).
Non c’è un vero e proprio motivo per cui abbiamo deciso di iniziare ad usare le bombolette. In parte forse eravamo condizionati dall’ambiente hip-hop, che in quel periodo era particolarmente presente nelle nostre zone e che frequentavamo, in parte avevamo voglia di produrre qualcosa di tangibile e dinamico e quella ci è sembrata una scelta interessante. Abbiamo quindi proseguito in tal senso, alternando già dal 1997-98 i graffiti alle grafiche (il Clan, Kaso e Maxi-B, Nest,…), ai disegni ed alla scultura.
Dopo il Liceo Artistico abbiamo frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano (corso di Pittura) ed una volta diplomati (2005) abbiamo continuato sulla stessa strada.
S.A. : Qual’è la situazione graffiti/street art in Svizzera? Come sono visti? C’è una scena strutturata?
N.: Dobbiamo premettere che il Ticino, per questioni territoriali e linguistiche (unico cantone dove la lingua parlata è l’italiano), è un pochino tagliato fuori dal resto della Svizzera, o almeno questa è la sensazione in diversi campi. La street-art è uno di questi: mentre nel resto della Svizzera è presente una scena abbastanza ricca e coesa, qui da noi ci sono sicuramente artisti molto bravi ed interessanti, come BigTato, Michele Tanner, Francesco Lorenzetti, PlusPower e molti altri…, ma non una struttura che li possa riunire e valorizzare.
Sicuramente questo è dovuto in primo luogo alle dimensioni ed alla tipologia di territorio. Città come Zurigo, Lucerna, Losanna, Ginevra, sono molto più grandi e sviluppate, e questo porta con sè anche una diversa apertura mentale, una maggiore quantità di differenze e di possibilità. Da tempo in queste città si svolgono eventi e ci sono istituzioni dedicati unicamente alla street art e di conseguenza si è creata una scena molto presente ed interessante. Città come Lugano, Bellinzona, Locarno o Mendrisio (in Ticino) sono notevolmente più piccole e prevalentemente residenziali. Sono diverse quindi la mentalità e l’offerta e la street-art non ha sicuramente il valore, l’immagine e la forza che può avere altrove.
In ogni caso, abbiamo spesso avuto la fortuna di trovare disponibilità e richiesta da parte dei nostri comuni (Lugano in particolare) e da privati, e negli ultimi tempi stanno aumentando i tentativi di dare spazio all’arte di strada, come nei casi di Arte Urbana Lugano e Ti-Street-Art a Bellinzona.
Rimane comunque un legame con il resto della Svizzera, le collaborazioni sono frequenti e le possibilità non mancano. Nel nostro caso, ad esempio, siamo stati invitati nel 2011 a partecipare alla Volvo Art Session a Zurigo, al Paint Club Switzerland a Lucerna, al Grafik12 di Zurigo, nel 2012 e presto parteciperemo a PropArt di Thun ed al BlueBalls festival di Lucerna.
S.A.: Con arte, grafica e design riuscite a vivere – insomma è la vostra attività, oltre che passione – o dovete dividervi con altre attività?
N.: L’arte per noi è prima di tutto una passione, ma dopo l’accademia abbiamo deciso di provare a trasformarla anche nella nostra attività principale.
Inizialmente abbiamo sacrificato molto il lavoro personale, lavorando quasi unicamente su commissione, ma ci siamo resi conto che non era quello che volevamo e non era nemmeno particolarmente utile.
Attualmente lavoriamo a tempo pieno come artisti indipendenti e cerchiamo di alternare il lavoro personale al lavoro su commissione, provando a rendere anche questo il più interessante possibile (per noi e, possibilmente, per gli altri) persino quando le richieste sono molto vincolanti. Questa scelta influisce molto sull’aspetto economico, ma preferiamo sacrificare un po’ di guadagno per fare in modo che l’arte continui ad essere prevalentemente un piacere, piuttosto che unicamente un impegno senza libertà e soddisfazione creativa.
L’idea di trovare altre attività parallele più sicure ci è venuta in mente spesso, anche perché, come detto, le entrate non sono ne molte ne costanti; ma, oltre a non esserci molta disponibilità, ci siamo resi conto che il tempo che abbiamo a disposizione ora è davvero prezioso e spesso non basta per realizzare tutto quello che vogliamo o dobbiamo.