Dott. Porka’s @ Lastvagito

In perfetta sintonia con lo spirito di Lastvagito, lo (s)collettivo anonimo Dott. Porka’s P-proj propone un’installazione che immerge il visitatore nel loro “magazzino creativo”, come se varcando la soglia della vetrina di Amantes, in via Principe Amedeo 38/a, ci si ritrovasse catapultati nella stanza dell’artista.

Ci si muove disordinatamente tra poster, immagini, teste di porco e un ossario dall’immediato impatto, anche sull’avventore più distratto.

Si passa così dalla zona rossa della Ciavolotta, ex solfatara oggi miniera radioattiva di rifiuti tossici, al centro di uno dei loro interventi di street-photo performance, tecnica di intervento spaziale-situazionista teorizzata dal collettivo, ai poster post-dada, che sbattono in faccia al pubblico i mostri della morte dell’estetica; il tutto corredato dai recenti dipinti dipinti frutto del percorso illustrativo/fumettistico iniziato oltre 10 anni fa come narrazione della “lotta per la sopravvivenza”.

La prossima settimana (martedì 6 dicembre) appuntamento con Across Rewriting.

AK @ Lastvagito: il triangolo sì

A cercare le influenze di AK ci si perde tra il Geometrismo russo e il Bauhaus, lo studio di Munari e l’esperienza dell’Optical art.
Il triangolo, forma geometrica essenziale, diventa per AK sinonimo di stabilità e pulizia, inserendosi nel contesto urbano ne smaschera l’intrinseco disordine; trasforma le pareti di fabbriche fatiscenti – sua “tela” prediletta – modificandone le superfici, introducendo oridne, colore e armonia.
Non manca poi un’attenzione ai materiali: cartone, legni di cassette della frutta, imballaggi. Un modo per recuperare e ridare nuova vita agli oggetti, che diventano ora supporto dell’opera, ora elemento intrinseco delle creazioni di AK.

In mostra da Amantes – nell’ambito di Lastvagito – fino a domenica 30 ottobre.

La natura ribelle

I volti di capi di stato – da Obama a Putin, da Berlusconi alla Regina d’Inghilterra – pendono alla parete dell’Amantes, come quelli di tanti ricercati. La scritta “Wanted” sostituita dal marchio “First Enemy“.
L’altra metà della vetrina di Amantes, allestita da Nero Rebel in occasione di Lastvagito, indica l’unica rivoluzione possibile: quella della natura, che a colpi di piante, palme, erbe ed erbacce abbatte le pompe del petrolio, computer, macchinari e l'”invasore” umano, che se non rallenta per tempo… rischia di “finire impiccato”.

Musica e colori

Amantes – 10 ottobre 2011.
Lastvagito ospita Halo Halo.

Nella vetrina con vista su via Principe Amedeo, Halo Halo mostra una mole immensa di disegni, schizzi su fogli di recupero, vecchi compiti scolastici, collage a un ragazzo con un grosso paio di cuffie al collo (scoprirò dopo che si chiama Paolo Lupo e con Tommaso Feyles compone il duo ELOHIM&EDEM, autori di “Appesa ad un filo“, diventata colonna sonora del video sull’esposizione di Halo Halo). Ci sono lavori degli ultimi 10 / 15 anni: un viaggio nel tempo, immersi nei mondi surreali di Halo Halo.
Poi Paolo passa le cuffie a Halo Halo, che prende posto a un tavolino su cui si trova un libro di storia dell’arte – “Stampato su carta, di solito sono fogli lucidi. Quando l’ho visto l’ho subito trovato fantastico!“.
Perfetto per insinuarsi tra gli spazi, entrare nei quadri, nei personaggi.
Halo Halo impugna un tratto pen, inizia a immergersi nelle riproduzioni dei capolavori del passato, accompagnato dalla soundtrack di ELOHIM&EDEM.
Tratto dopo tratto, la mostra continua a crescere…

Next event: martedì 18 ottobre, Nero Rebel.

Lastvagito (Amantes): l’invasione di Halo Halo

Non proprio una mostra…
Più che altro, sembra di entrare nello studio di Halo Halo. Lui è seduto in un angolo, un libro di storia dell’arte aperto sul tavolino – immagini a colori e in bianco e nero -, con la sua penna implacabile si insinua negli spazi o ne crea di inaspettati.
Ogni tanto stacca un foglio e la collezione alle pareti si arricchisce.

C’è anche un raccoglitore denso di fogli, disegni, progetti, la storia di Halo Halo in formato quasi tascabile. E così salta fuori un paesaggio dipinto a scuola più di dieci anni fa (gli valse un “Ottimo”… la prof. vedeva lungo!) o un omaggio all’Italia Campione del Mondo in Germania.

Tra i disegni appesi a una parete densa di rivisitazioni, che spaziano da San Sebastiano a Quentin Tarantino, si staglia anche la prima tela dipinta da Halo Halo.


Intanto la penna corre, la mano si muove da sola, segue percorsi tutti suoi. Curiosi labirinti che nascondono storie non raccontate. Incastonate nei “ghirigori” – termine limitativo per descrivere il tratto di Halo Halo, ma rende bene l’idea… – che si estendono senza confini.
Soprattutto da Amantes, dove i suoi panorami immaginari escono dalla mostra, proseguono sulle pareti e si adagiano sul bancone e sulla consolle del dj.

La mostra rimane da Amantes fino a sabato 15. Qui di seguito se ne può gustare un assaggio:

Lastvagito: Tonichina e l’arte in strada

Gioca con i materiali, rigorosamente recuperati e riusati, per realizzare le sue opere. Gioca coi volti degli amici, con nomi e doppi sensi nel scegliere i titoli.

Tonichina – pittore di strada mitologico almeno nel nome, che mescola l’uomo, Toni, con la sua fedele cane lupo, China – è fino a sabato protagonista ad Amantes, per Lastvagito. Appuntamento anomalo nell’ambito della rassegna che fino a fine novembre si propone come finestra sulla street art cittadina. Tonichina non disegna sui muri, non usa bombolette, non appiccica poster sui cartelloni. Insomma non è né un writer né uno street artist. Tonichina, però, recupera per strada i materiali su cui dipingere, espone e vende le sue opere sulla pubblica via. A Torino, ma anche tra Spagna e Francia, dove tutto è cominciato: “Fino a otto anni fa facevo l’informatico, poi ho deciso di provare a dedicarmi alla pittura a tempo pieno. Sono andato in Francia e ho iniziato a dipingere per strada”.

Nella vetrina al numero 38/a di via Principe Amedeo è possibile apprezzare pochi, ma rappresentativi pezzi del suo repertorio. Entrando l’attenzione viene subito colpita da un enorme crocifisso composto da quattro pannelli: il corpo e le braccia – densi dei dettagli e dei colori che caratterizzano il tratto di Toni – si adagiano su sfondo rosa, mentre il volto è incorniciato in un tiro a segno. I tratti del volto potrebbero risultarvi familiari, è Beppe Grumbi, a sgombrare ogni dubbio la scritta “Inri” è sostituita da “Arci”. Dal sacro al profano, sulla parete di fondo un pannello composto da una serie di assi regala un curioso gioco di specchi. Quasi come se vi si fosse riflesso, appare il furgone decorato con i tipici volti di Galo, che ormai staziona davanti ad Amantes da alcune settimane. Al centro, Toni mentre disegna, riflesso nello specchio usato per dipingere l’opera pochi giorni prima dell’inaugurazione. O ancora i cinque pannelli “autobiografici”, che ritraggono l’artista e il suo cane, racchiusi nel titolo “ToniChina FraMe”, che gioca sulla traduzione inglese di fotogramma.

 

Lastvagito: i contrasti di XEL

Colori vivaci, teneri uccellini e pesci tondeggianti. Eppure in mezzo ci sono barche che affondano, case travolte dalle onde… e quegli uccellini che protraggono il becco in cerca di cibo non sempre trovano soddisfazione ai loro bisogni.

Il tutto nascosto tra le linee morbide del tratto di XEL, protagonista questa settimana di Lastvagito da Amantes. Rende bene l’idea la metafora di Roberto Tos (non me ne voglia, continuo a citare le nostre chiacchierate, ma questa non potevo lasciarmela sfuggire…): “è come nelle canzoni cubane: ti parlano di disgrazie, ma con quel ritmo allegro scandito da maracas, chitarre e tamburelli”.

Prossimo appuntamento, il 4 ottobre con Tonichina.

Lastvagito: NOx e le clessidre

“Un modo per recuperare il tempo perduto”. Spiega così il senso di Lastvagito, Roberto Tos di Amantes, lontano dal suo locale e dalla scena street per alcuni mesi causa infortunio: “Non sono riuscito nemmeno a passare in via Foggia… Mi sono perso anche Rewriting, la mia creatura. E allora ho deciso di regalarmi uno sguardo su quello che sta capitando tra street art e graffiti a Torino. Partendo da i numerosi artisti che hanno partecipato ad Across Rewriting, ho deciso di dar vita a piccole e brevi personali”.

Il via martedì 13 settembre con le donne velate di Br1. Cinque giorni in vetrina, poi si cambia allestimento.

Ieri (martedì 20) inaugurazione del secondo appuntamento: protagonista NOx e la sua passione/ossessione per lo scorrere del tempo, imprigionato e inarrestabile nelle sue clessidre alate. Lastvagito diventa inoltre l’occasione per vedere le opere che NOx ha esposto quest’estate a Fenestrelle in occasione dello Speak Festival.

In attesa di vedere le sue opere su schermi ben più grandi (!), una visita virtuale nella vetrina di Amantes:

LASTVAGITO 2011

13 settembre – BR1

20 settembre – NOx

27 settembre – XEL

4 ottobre – Tonichina

11 ottobre – Halo Halo