VESOD & REMS da Konsequenz

A4Il primo evento di KNZ Creative Studio dell’anno 2013 vede in scena la coppia Vesod e Rems182.
Due artisti torinesi che daranno vita ad un evento unico: per la prima volta infatti, lo spazio espositivo non sarà gestito in maniera singola da ogni artista. I due dovranno condividere lo spazio per realizzare un’opera a quattro mani: “Vogliamo creare il “Frankenstein”, l’opera perfetta, la nuova era…”, spiegano i KNZ.

Vesod_TW15TVesod nasce nel 1981 a Torino, vive e lavora a Venaria Reale.
Writer dal 1998, dipinge graffiti in Italia e all’estero partecipando ai più importanti eventi del settore, come il Picturin Festival ed il Meeting of Styles.
Dopo aver conseguito la laurea in Matematica, sceglie di intraprendere in modo definitivo la carriera artistica. Segnato dalle opere del padre Dovilio, si avvicina alla tela conciliando diversi mezzi, come lo spray e l’olio. La sua prima personale si è svolta nel 2011 con il titolo “Distopia”. Nel luglio 2012 partecipa a “Beyond the city walls 2012”, mostra collettiva presso il Castello Orsini di Soriano del Cimino (VT) che raccoglie le opere di alcuni tra i migliori artisti contemporanei della Street Art internazionale.

Rems182_'Corn',-acrylic-and-spraypaint-on-wall,-400x300cm_2012Rems182 nasce a Torino nel 1982; pittore, illustratore, graphic designer e aerosol artist.
Avvicinatosi in adolescenza all’areosol art, decide di intraprendere studi artistici presso l’Accademia Albertina di belle Arti di Torino, sviluppando un personale linguaggio pittorico, che si traduce in ritratti e teschi dipinti su carta, tela o muro, sempre di grandi dimensioni e dipinti con una tecnica che comprende l’uso di olio, spray, acrilico e smalti. Parallelamente alla formazione accademica diventa co-fondatore del collettivo artistico Truly Design, con cui approfondisce un percorso legato ai graffiti, portando il gruppo a collocarsi fra i più noti in Italia.

Appuntamento il 16 febbraio 2013 a partire dalle ore 16 negli spazi di Konsequenz Graffiti Shop, in via dei Quartieri 10/A.

Street Art: nel Bunker e in classe

Ignorando le bizze di un meteo quasi novembrino e l’implacabile calendario, che scandisce il conto alla rovescia verso l’equinozio d’autunno, la street art sboccia come fosse primavera.

A Torino e in provincia. In fabbrica e a scuola.

L’Associazione «Urbe», un anno dopo via Foggia 28, quest’estate è sbarcata a Barriera di Milano, trasformando lo spazio dell’ex stabilimento «Sicma», in via Paganini, nel Bunker. Il progetto prevede, fino al 30 settembre, iniziative di animazione sociale e culturale, con particolare attenzione alla cosiddetta arte urbana, con numerosi artisti italiani e internazionali chiamati a lasciare il segno sulle pareti dell’area abbandonata.

Parallelamente, a Chieri, proprio in questi giorni, l’associazione Patchanka, ricalcando l’esperienza di «Urbe», nell’ex scuola Angelo Mosso di via Tana 21, sta dando vita a SketchMate. Il giardino del complesso si prepara ad ospitare, da sabato 8 a metà ottobre, eventi, concerti e dj set, mentre le aule si trasformeranno in spazio espositivo, le pareti in altrettante tele bianche.

 

Al Bunker, in attesa che venerdì 7 prenda il via la quarta edizione del Reser Festival, entra nel vivo Sub Urb Art 2, l’Urban Art Festival che coinvolgerà fino al 19 settembre oltre 15 artisti, chiamati a lasciare un segno effimero sullo stabilimento, che sarà nuovamente abbandonato a fine settembre. I tratti ossessivi di Halo Halo, i triangoli di AK, gli animali fantastici di Mattia Lullini stanno sbocciando sulle pareti esterne dell’ex «Sicma».

Con loro sono molti gli artisti stranieri coinvolti: dal gallese Phlegm, coi suoi personaggi che richiamano fumetti e cartoon; alla polacca Nespoon, che ama dialogare con lo spazio che ospita le sue opere; allo spagnolo H101, che si muove nella tradizione dei writers di Barcellona. E ancora dalla Spagna, il duo Btoy e Kenor, in attesa delle firme prestigiose del nostrano Pixel Pancho e del tedesco Dome, che han già lasciato il loro segno sulle pareti cittadine durante la prima edizione del PicTurin.

Sono forse meno roboanti i nomi degli artisti coinvolti, ma non cambia lo spirito che si respira nelle aule della scuola Angelo Mosso di Chieri, dove dopo anni di polvere e abbandono, torna a suonare la campanella. Lo squillo chiama a raccolta i compagni di disegno – gli SketchMate del nome del progetto – che tornano in classe per lasciare un segno. Anche in questo caso effimero, come il progetto, destinato a esaurirsi nell’arco di un mese. Effimero. Come inevitabilmente è la street art.

L’apertura al pubblico è fissata per sabato 8, quando in occasione della notte bianca chierese, a partire dalle 18, nel cortile della scuola si alterneranno i djs di Sweetly, The Taste, Luch, Gammo e Luca Favaro. Ma già da qualche giorno gli artisti coinvolti nel progetto hanno libero accesso alla struttura, che in occasione dell’inaugurazione si presenterà con la sua nuova veste. I personaggi inquietanti di Fabrizio Visone, i volti caratteristici di Max Petrone e la rivisitazione della favola di Cappuccetto Rosso firmata da NOx. E poi ancora i pezzi di Orma, Truly Design, Zork Made e Knz, coinvolti anche nell’organizzazione e realizzazione dell’evento.

 

Da La Stampa del 05.09.2012

Monkeys Evolution

Era nell’aria da tempo questa chiacchierata coi Monkeys Evolution. Prima ventilata via Facebook, rimandata, quindi realizzata via chat. Tempi lunghi i miei nel formulare le domande, l’attesa delle risposte. Finalmente ecco qui il risultato.

Partiamo dall'”abc”, perché la prima volta che li incontriamo ufficialmente sul blog – Sotto i Mulini era solo un flash dedicato al loro lavoro sul cavalcavia di corso Bramante.

Street ArTO: Cominciamo dall’inizio: chi sono i Monkey’s Evolution?
MONKEYS EVOLUTION: Monkeys Evolution nasce nel 2004 da un gruppo di amici con la semplice voglia di dipingere e di far conoscere il writing come attività culturale e propositiva.
Abbiamo sviluppato diversi progetti di “riqualificazione urbana” usando come strumento il writing. Questo ci ha permesso nel tempo di sensibilizzare e comunicare alla cittadinanza che i graffiti non sono solo vandalismo, ma anche strumento comunicativo ed espressivo che può, a seconda di come è organizzato, essere anche rivolto a tutti. Se 6 anni fa la gente ci guardava con diffidenza quando dipingevamo legalmente sui muri delle fabbriche, oggi vengono organizzate mostre e festival per artisti e street-artist su tutti i muri di Torino con il plauso generale.
Oltre a questo le nostre attività sono rivolte anche all’organizzazione di corsi in collaborazione con professionisti di altre discipline relative alle arti visive: Paolo Mottura per il Fumetto, Fulvio Bisca per l’Illustrazione, Massimo Polello per la Calligrafia, Michelangelo Fornaro per la Modellazione, la gestione di laboratori permanenti di Serigrafia e di Writing sono alcune delle attività messe sul piatto negli ultimi anni.
Questo genere di attività ci ha permesso di far conoscere ad una fascia maggiore di cittadinanza, la cultura e le tecniche del writing e della street-art e di creare all’interno della nostra sede, il POLO creativo 3.65, un vero e proprio luogo di scambio di saperi.

S.A.: Il collettivo originario è poi cresciuto nel tempo; come è cambiato, come si è evoluto?
M.E.: Il collettivo originario nel tempo è cambiato, pur mantenendo un nucleo storico forte. Inizialmente siamo partiti in 5, poi siamo passati a 11. L’anno scorso i nostri tesserati erano 40… Da questo punto di vista non ci possiamo lamentare, le nostre attività hanno seguito, anche perchè fatte a costi molto contenuti o con la modalità della “banca del tempo”. Come in tutti i gruppi c’è sempre qualcuno che entra e qualcuno che esce, sia per questioni personali che per cambi di interessi.
Siamo sempre interessati a collaborare con tutte/i quelli che vogliano diffondere le arti legate ai graffiti (e non solo!). Le nostre porte sono sempre aperte!

S.A.: Nel viaggio dal 2004 a oggi, facciamo una tappa al 6 dicembre 2008, quando assieme all’Associazione Legami d’Acciaio, l’ass. Artefatti, l’ass Il Cerchio e le Gocce e il KNZ Creative Studio, avete realizzato il murales commemorativo per la tragedia Thyssenkrupp: un evento sintomatico – ancor più di un’iniziativa come Murarte – di una trasformazione tra le istituzioni e la street art. La città affida a un gruppo di writers il compito di ricordare una tragedia che l’ha colpita. Cosa vuol dire?
M.E.: Quella è stata una vicenda molto dolorosa e importante per la storia di Torino. Subito dopo il rogo alla Thyssen, dove morirono Antonio, Roberto, Angelo, Bruno, Rocco, Rosario,Giuseppe, fummo contatattati da un loro collega che voleva usare i muri per ricordare i suoi amici. Da quel momento in poi abbiamo iniziato una lotta, durata circa un’anno, per realizzare il murale di corso Valdocco. Legami d’Acciaio e il quotidiano La Repubblica hanno raccolto 60.000 firme in sostegno dell’iniziativa (che abbiamo consegnato all’allora sindaco Chiamparino). La parte più complessa è stata trovare una superficie che soddisfacesse le esigenze di tutte le parti e trovare i finanziamenti necessari.
Riteniamo che questa occasione abbia siglato l’entrata del writing tra gli strumenti di comunicazione. Detto questo crediamo che siano stati i torinesi (e non solo) ad affidare al writing il compito di comunicare un tema sociale così forte. Dimostrando in questo modo che una comunicazione “dal basso” sia più efficace e sentita.

S.A.: Veniamo a Pic Turin (ne abbiamo parlato anche qui). Nel 2010 un’edizione in grande stile – anche grazie ai fondi di Torino Youth Capital, con nomi quali Roa, Spok, Dome -, nel 2011 un’edizione più sottotono, non tanto nei partecipanti e nei risultati, ma sicuramente nella comunicazione e visibilità dell’evento. Quali sono state le principali ragioni? Che futuro vedi per Pic Turin?
M.E.: Le principali ragioni sono state quelle descritte nella tua domanda! La mancanza di fondi, ormai problema strutturale, ha impedito e rallentato uno svolgimento efficace del festival. Il nostro parere “personale” è che si debba lavorare molto sull’autofinanziamento delle attività. Da anni chiediamo (e non solo noi) di avere strumenti efficaci per chiedere sponsorizzazioni, speriamo che questo momento storico aiuti le associazioni di writing e street-art a trovare strade che non dipendano da finanziamenti pubblici.
Siamo comunque fiduciosi per il futuro, la Città di Torino sta lavorando per un ritorno in grande stile del festival!

A proposito di Pic Turin e della possibilità di aprire agli sponsor privati, un breve estratto dell’intervista con Riccardo Lanfranco de Il Cerchio e le Gocce, una delle anime di Pic Turin:

 

Infine torniamo sul tema già affrontato anche nel post precedente e sul quale – si accettano contributi e suggerimento – vorremmo ampliare la riflessione: lo stato della scena torinese e – per citare Ujetto – “cos’è il graffitismo e i suoi confini”.

S.A.: Chiudiamo con uno sguardo sul presente e sul futuro della scena torinese. Come la giudichi, in che stato di salute si trova, come può svilupparsi?
M.E.: Questo tema è lungo e delicato. In questi anni si sono messe in gioco diverse organizzazioni, circoli, associazioni, ecc… per la promozione dei graffiti e della street-art. Molti sono gli artisti che aderiscono ed alimentano le diverse iniziative.
Come in tutte le cose vi sono aspetti posiviti e negaviti. Tanto per citare il più esemplificativo: il writing sta scomparendo dai media, la street-art si sta sviluppando molto e molto velocemente. A dare un giudizio (parziale) si può affermare che la scena goda di ottima salute, ma di poca consapevolezza ed indipendenza. Si guarda tantissimo alle gallerie, poco alla strada. Sempre semplificando, lo sviluppo sarà sempre più diretto all’assimilazione della street-art con le arti classiche. Uno sviluppo della street-art e dei graffiti in “strada” premette che vi sia una condivisione e una comunicazione con chi la vive, cosa che in questi anni sta mancando.

WASTED TALENTS – 5 semifinalisti

La prima fase di Wasted Talent è giunta al termine, i giudici Blef, Etnik e Hide hanno deciso e la giuria popolare si è espressa.
Aspe, Beso, Orgh, Weed&HaloHalo e Zork sono i cinque semifinalisti della prima edizione di Wasted Talent.

 

 

Le 5 opere selezionate:

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Ai 5 semifinalisti sarà richiesta un’altra opera da consegnare entro il 23 dicembre 2011: nessun tema, nessuno schema e questa volta le regole le decideranno loro…
Tutto vale, tutto meriterà attenzione: disegno, bozze, sculture, tele, fotografie… insomma, che vinca VERAMENTE il migliore.
Il 7 gennaio 2012, come augurio per un anno ricco di “talenti sprecati”, ci sarà la festa per il vincintore, presso Konsequenz Graffiti Shop in via dei Quartieri 10/a, Torino.
Knz Creative Studio ringrazia tutti i partecipanti per l’alto livello raggiunto in questa prima edizione del concorso.

WASTED TALENTS

Wasted Talents è un progetto creativo pensato e realizzato da KNZ Creative Studio.
E’ un concorso a tema libero, aperto a tutti, senza nessun limite di età, formazione o provenienza artistica.
Quello che chiediamo è di fare il meglio su un A3, di dimostrare il proprio valore, di farci vedere di che pasta siete fatti: cerchiamo il talento, quello vero, cerchiamo un eroe, vogliamo essere stupiti. Ecco perchè non ci sono limiti: perchè il talento vero non ne ha.

Il progetto ci piace. Qui sotto sono gli stessi KNZ a raccontarvi di cosa si tratta:

Un premio importante: il muro di Konsequenz Graffiti Shop e una murata nell’hall-of-fame KNZ, materiali inclusi.
Solo uno sarà il vincitore.

Wasted Talent è un concorso a tema libero aperto a tutti. Nessun limite.
Ogni partecipante potrà esibire la propria opera versando la quota d’iscrizione di €10.
Le opere devono essere presentate su cartoncino A3, da portare presso Konsequenz Graffiti Shop entro e non oltre il 05 dicembre 2011. I partecipanti dovranno fornire il nominativo da associare all’opera, un indirizzo mail valido e un numero di telefono a cui poter fare riferimento.

Il tema è libero: il meglio, il massimo, il non plus ultra…
Ricerca della perfezione, novità, freschezza: è questa la linea che caratterizza l’evento.

Il 10 dicembre 2011 si scopriranno i 5 semifinalisti, quattro decisi dai giudici e uno deciso dalla giuria popolare: ebbene sì, uno di Loro, lo scegliete voi!
Il voto della giuria popolare avverrà tramite facebook: attraverso la creazione di un album fotografico con tutte le opere, gli utenti potranno esprimere la loro preferenza (“Mi piace”).
I cinque vincitori verranno contattati da KNZ attraverso e-mail o numero di telefono precedentemente fornito.

Ma non è finita!
Ai 5 semifinalisti sarà richiesta un’altra opera da consegnare entro il 20 dicembre 2011: nessun tema, nessuno schema e questa volta le regole le decideranno loro…
Un’opera ancora meglio di quella precedente, il fiore all’occhiello, il sangue del mio sangue!
Tutto vale, tutto meriterà attenzione: disegno, bozze, sculture, tele, fotografie… insomma, che vinca VERAMENTE il migliore.
Il 7 gennaio 2012, come augurio per un anno ricco di “talenti sprecati”, ci sarà la festa per il vincintore, presso Konsequenz Graffiti Shop in via dei Quartieri 10/a, Torino.

Dimostriamo che nessun talento è sprecato, dimostriamoci che è un peccato sprecare il talento.

Ed ecco qui il regolamento.

Se volete saperne di più: WASTED TALENT – Be our Hero

Spazio a tempo #6

C’è chi si limita a sognare la città che vorrebbe e chi prova a darle forma e colore. È così che l’Aspira, una fabbrica dismessa al numero 28 di via Foggia, da alcuni mesi ha iniziato a prendere vita. E a dar vita a una nuova concezione degli spazi urbani in fase di trasformazione, come possibili contenitori temporanei per diverse forme di espressione artistica.

Nel mese di aprile Raw Tella e il suo amico Eugenio Dragoni vengono a sapere che nel quartiere Aurora alcuni vecchi capannoni industriali saranno demoliti per far posto a moderni loft. In un primo momento chiedono di poter utilizzare lo spazio, prima dell’inizio dei lavori, per dipingere. Sono 1500 metri quadri: una palazzina di tre piani, un’ampia area esterna, tre capannoni, un grande terrazzo. Un potenziale enorme. Sarebbe uno spreco limitarsi ad un uso personale di quell’immenso patrimonio. Bisogna aprire l’area, farla conoscere, metterla a disposizione. L’attesa dell’inizio lavori offre un’opportunità da non sciupare: uno spazio immenso di libera espressione. Uno spazio “a tempo”. Un po’ per la conformazione degli ambienti, un po’ per la transitorietà stessa del luogo, la street art sembra il contenuto ideale: il carattere effimero delle opere in esposizione, destinate ad una scomparsa certa, è condiviso con le opere realizzate in strada. Si decide così di aprire il portone agli street artist che arrivano alla spicciolata, si scelgono una parete, iniziano a lasciare qualche traccia. Passano parola. E Facebook aiuta. Continua a crescere il numero di persone che comincia a frequentare l’ex fabbrica. Le pareti bianche si colorano, compaiono le prime tag, scritte, stencil, poster art. Ecco allora che prende forma un’idea più articolata, quella di una grande mostra di street art nel mese di luglio: opere site specific, realizzate sulle pareti, interne ed esterne, della fabbrica, destinate a scomparire con la demolizione della struttura. Le buone idee però sono contagiose, ne fanno germogliare di altre. Il progetto cresce, si complica, si arricchisce. “Perché non creare un’associazione che renda replicabile questo modello?” è il pensiero che inizia a rimbalzare in testa a Raw Tella ed Eugenio. La domanda, ovviamente retorica, ricalca il motto di George Bernard Shaw: “Alcuni vedono le cose come sono e dicono perché? Io sogno cose non ancora esistite e chiedo perché no?”. Loro forse non se lo sono nemmeno chiesto, semplicemente hanno seguito l’istinto.

Nel bel mezzo dei preparativi pratici della mostra – allacciamento elettrico, pulizia e arredo degli spazi, per non citare che quelli più impellenti –, si decide di dar vita all’associazione. Il lavoro raddoppia, le energie anche, grazie a costanti iniezioni di entusiasmo. Mentre da un lato si delinea un ricco cartellone di eventi di avvicinamento all’inaugurazione, con lo scopo di far conoscere e abitare lo spazio; dall’altro prende forma lo statuto di “URBE. Rigenerazione Urbana”, che si propone di replicare l’esperimento, prendendo spazi in via di trasformazione, a tempo, e dandogli nuova vita nel periodo di inter-vita. Nel frattempo si battezza anche lo spazio: WTC – Wartradecenter, giocando con le lettere del più celebre World Trade Center.

Nel mese di giugno il WTC è in costante fermento, le pareti si trasformano in continuazione sotto le bombolette e i pennarelli degli artisti di passaggio. Le caratteristiche facce di Galo osservano curiose una parete su cui si dipanano idee e pensieri di Jins, che in un altro spazio intreccia i suoi personaggi con le arzigogolate decorazioni di Halo Halo. Spuntano ovunque dei piccoli Super Mario Bros, NOx attacca un pipistrello gigante che chiede “gentilmente” di spegnere la luce, mentre da una parete si affaccia il volto della Marilyn Monroe centralinista di Gec, affiancata da uno dei messaggi provocatori dei Dott. Porka’s: “enjoy the poverty”.

Col mese di luglio si entra nel vivo: SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio coinvolge più di 40 artisti e il 14 e il 15 luglio presenterà il suo volto definitivo. Definitivo per quanto lo possa essere uno spazio a tempo, con centinaia di metri di muro a disposizione degli street artist. Opiemme farà crescere un albero di parole, Pixel Pancho e il francese, tedesco di adozione, The WA saranno protagonisti di live performance, mentre Garu proporrà una performance di light painting. Ci saranno video e musica, le donne col velo di Br1 e le tag dei KNZ, lasceranno la firma Eme, dalla spagna, e le bolognesi TO/LET, la romana MP5, 999, Reser, Xel, Mr. Fijodor e si attende la conferma di un “big” internazionale, sul cui nome per il momento vige il più stretto riserbo (qui l’elenco completo e in evoluzione dei partecipanti).

Durante tutto il mese di luglio, parafrasando Nanni Moretti, “succederanno cose, si vedrà gente”. Dal 6 al 12 il WTC diventerà spazio reale per la galleria virtuale “Fartgallery – fare arte a ogni costo”: la mostra, che ospiterà tra gli altri Andrea Guerzoni, Monica Indelicato, Stefano Cento, sarà l’occasione per presentare il neonato progetto mirato a dare visibilità ai giovani artisti.

Per essere aggiornati su quello che capiterà nelle prossime settimane si può far riferimento alla pagina Facebook “Wtc Wartradecenter” o al blog di Raw Tella.

O più semplicemente raggiungete il numero 28 di via Foggia, varcate il portone, fatevi “inghiottire” dal faccione su sfondo azzurro che decora il passo carraio. E non dimenticate di scattare qualche foto. Sarà tutto quello che di tangibile resterà di questa fantastica avventura, quando l’ex Aspira scomparirà sotto moderni loft.

Dal numero di luglio 2011 di ArteSera.

ArteSera WTC.1

ArteSera WTC.2

Qui sotto una gallery con le immagini di SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio:

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A lezione con Reser

Ai nostri tempi, quando abbiamo cominciato con le prime bozze e i primi spray, avremmo dato qualunque cosa per avere qualcuno di spicco che si affiancasse a noi e ci spiegasse le basi, i trucchi o che semplicemente ci raccontasse le sue avventure. Ecco che, allora, abbiamo pensato di proporre questo progetto: una domenica diversa, all’insegna del buon umore e del disegno!”  (KNZ Clan)

Partendo dall’idea di offrire la possibilità a chi è alle prime armi di interagire e relazionarsi con un grande personaggio nel mondo del lettering, i KNZ hanno organizzato “A Day with Raser”.

Domenica 22 maggio, il Konsequenz Graffiti Shop, di via dei Quartieri 10/a, ospita un workshop di sei ore a numero chiuso, che vedrà come relatore e interprete Reser (15 posti disponibili, costo di 15 euro comprensivo di kit distribuito in loco, iscrizioni entro l’11 maggio: 011/5792068 o Konsequenz Graffiti).

Nato a Torino nel 1974, Reser è attivo fin dai primi anni ’90: da sempre amante del disegno, adora le tags che colano e l’odore dei markers.

Nel 2000 si spinge nel Nord dell’Europa e le visioni dei graffiti in Francia e in Olanda influenzano notevolmente le sue prospettive. Lo sviluppo artistico è in continua crescita attraverso un lungo percorso fatto di bozze, pannelli, murate e tele.

Il risultato di questa evoluzione dell’artista torinese sarà apprezzabile la domenica successiva, il 29 maggio, alle 16,30: Konsequenz Graffiti Shop presenta l’esposizione di Reser, che chiude un anello apertosi col workshop, offrendo una doppia versione dell’artista torinese: maestro e protagonista.

Street design

A volte l’evoluzione è non solo stilistica, ma anche personale. La street art è un punto di partenza per diventare qualcosa di diverso, si evolve, si trasforma, prende la forma di un lavoro, si mescola al design. Anche se il primo amore non si scorda mai.

Jaman, Hide, Deep e Ruas sono quattro amici che hanno dato vita alla crew KNZ. Il collettivo è diventato un progetto creativo a 360°: dai graffiti al graphic design, dal restyling d’interni all’illustrazione. Tappa fondamentale nella loro evoluzione è stata l’apertura nel 2009 del Konsequenz Graffiti Shop/Creative Studio, che col suo studio creativo e lo spazio espositivo è diventato ben presto punto di riferimento per i writer della scena regionale.

La nuova sede, di recente apertura, in via dei Quartieri 10/a, risponde perfettamente alle esigenze dei KNZ: «Avevamo bisogno di uno spazio diverso, rispetto a quello che avevamo prima e fortunatamente lo abbiamo trovato nella stessa zona».

Attualmente il progetto si articola principalmente attorno a tre elementi:

il negozio, dotato di un’ampia scelta di materiali, con particolare attenzione ai nuovi trend e alle ultime innovazioni;

lo studio creativo, che è il centro di sviluppo e l’evoluzione della semplice idea di writing e permette al gruppo di relazionarsi con un mondo lavorativo differente;

lo spazio espositivo, con 25mq di superficie verticale libera in cui gli artisti possono dar luogo ad eventi culturali di vario genere.

Inoltre, concessionario ufficiale dei materiali per Murarte, il Konsequenz Graffiti Shop è un prezioso punto di riferimento sul territorio per assistere i writer in cerca di muri liberi. “Diamo le informazioni sulle pratiche da fare per aderire a Murarte e cerchiamo così di coinvolgere nel progetto soprattutto le nuove leve”. Poiché a volte i tempi burocratici sono troppo lenti per rispondere all’impellente necessità artistica, i KNZ hanno un sogno: “Ci piacerebbe ottenere da Murarte due o tre muri cittadini in concessione, in modo che se arriva qua un ragazzo in cerca di uno spazio da dipingere possiamo dargli un indirizzo senza che debba sbattersi troppo”.

Ma come si diceva, il primo amore non si scorda mai, e allora dall’apertura del negozio nel 2009, i KNZ hanno continuato a partecipare a diverse conventions di calibro nazionale e internazionale, manifestazioni culturali cittadine (PicTurin), mostre collettive e personali, senza mai dimenticare la strada.

 

 

 

 

Dalla strada alla grafica è anche il percorso dei Truly Design, collettivo artistico formato da quattro amici uniti dalla passione per i graffiti e la street art. Nato nel 2001 da un’idea di Mauro149, Rems 182 e Man23 (oggi Brutalgraph-x), cambia diverse volte composizione, fino a raggiungere nel 2005 l’attuale formazione, che vede accanto ai fondatori Mauro149 e Rems 182, Ninja1 e Mach!505.

Quattro creativi con stili ed approccio all’arte molto differenti tra loro e per questo complementari. La curiosità e la voglia di sperimentare li portano a misurarsi con diversi mezzi, supporti e tecniche per realizzare veri e propri esperimenti visivi, in grado di smuovere le coscienze.

Recentemente Truly Design si è trasformato da collettivo artistico in società e studio di arti visive.

 

Ninja1 racconta la storia di Truly Design in un’intervista a Radio Flash, realizzata da Luca Indemini in occasione dell’inaugurazione di “Ibridi”, la prima mostra antologica dedicata al lavoro del collettivo torinese, svoltasi tra maggio e giugno 2010.