Lavori in corso al Cantiere

Continuano i lavori a Cantiere 25.

Dopo Ak, Halo Halo, Weed, Jins, Davem, Mattia Lullini, Skesis e Mauro 149 dei Truly Design, il piano inferiore si sta popolando dei personaggi e delle falene di MP Cinque (short video qui sotto).

Anche per oggi (giovedì 8 dicembre), dalle 15 alle 20, via Berthollet sarà pedonalizzata, in occasione del Live Painting Movie Scene organizzato da Square 23 sulle immagini de “L’Odio“, con Alessandro Caligaris e Davide Andreazza aka Shirk.

A proposito di Square 23… qui sotto un breve video realizzato da KillCoffee Video in occasione del Live Painting su plexiglas di Halo Halo e Jins negli spazi di via San Massimo 45

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Live Painting Movie Scene (Manhattan) @ Square23

Una gallery con alcune immagini del Live Painting organizzato da Square23 sulle scene di “Manhattan” di Woody Allen (immagini di Square 23):

Hanno partecipato Paolo Jins, Halo Halo, Yob(13), Davide Andreazza (Shirk), Encs, Skia e Alex Caligaris.

Il consiglio però, resta quello di andare in via San Massimo 45 a vedere con i propri occhi il risultato della performance!

L'”occhio” di Nervo

Nell’androne del palazzo di via Ivrea 24 – realizzato da Sharing srl con l’intento di creare nuove soluzioni abitative per risopndere alle esigenze di affitti temporanei a costi calmierati – si staglia un murale dai colori vivaci. Tre donne dalle labbra carnose, con capelli biondi e rossi, le mani stringono un cuore comune; ma sono soprattutto gli occhi a catturare l’attenzione. Grandi, grandissimi e contornati di un rosso acceso.
Marchio di fabbrica ormai riconoscibilissimo. Quello di Riccardo Nervo.
Artista anomalo. “Per 15 anni almeno ho fatto tutto solo per me. Disegnavo, ma non esponevo. Pensavo che prima avrei dovuto far conoscere il mio tratto, poi mi sarei potuto far vedere fisicamente. Dalla metà degli anni Ottanta ho dipinto tantissimo, acculando opere che realizzavo solo per me. Ero alla ricerca del mio stile”.
In realtà qualche lavoro ha iniziato a circolare. “Sono sempre stato appassionato di street art, ma ho lavorato poco sulle strade. Però la strada la usavo per distribuire i miei lavori. Ogni tanto lasciavo dei disegni in giro, a disposizione dei passanti”. Prima che il bookcrossing diventasse di moda, Nervo aveva lanciato il “drawing-crossing”.
“Ricordo con estremo piacere la telefonata di una ragazza che aveva trovato un mio disegno, spesso lasciavo dietro i miei recapiti telefonici: aveva chiamato solo perché voleva ringraziarmi”.
E con gli street artist, Nervo non solo ha in comune l’uso della strada – seppur con modalità diverse –, ma anche il fatto di essersi creato un marchio di fabbrica riconoscibilissimo. Gli occhi enormi, appunto.
“È nato quasi per caso, ora mi caratterizza. Spesso, quando disegno, parto proprio dall’occhio, poi il resto viene da solo”.
Altro elemento caratterizzante dei suoi lavori sono i materiali: “Tassativamente di recupero. Mi sento più libero a lavorare su pezzi di carta di poco prezzo. Cartoncini recuperati, spartiti musicali, fogli di qualsiasi tipo, mi piace l’idea di ridar vita ai materiali. E poi la tela bianca mi manda in paranoia!”.
Ma come si è avvicinato alla pittura Riccardo Nervo?
“Ero un grande appassionato di musica e sono sempre stato molto curioso. Quando ho capito che non sarei mai diventato un musicista, ho deciso di impugnare il pennello. Lentamente, l’arte è diventato un elemento imprescindibile della mia vita. È terapeutica, mi aiuta a liberare la mente”.

Dopo anni nell’anonimato, la prima occasione per farsi conoscere arriva con la III edizione di Paratissima. “Nel carcere Le Nuove mi sono confrontato con migliaia di persone. Stavo lì nella mia cella e vedevo passare un sacco di gente, ascoltavo i commenti, fortunatamente positivi. Mi ha dato il coraggio necessario a uscire allo scoperto”.
E poi cosa è successo?
Partecipazione alle edizioni successive di Paratissima, qualche segno lasciato nella fabbrica di via Foggia, ma soprattutto tante collaborazioni interessanti. “Con Jins, con Xel, con Halo Halo. Trovo fantastica l’idea di condividere un lavoro, uan tela. Mi piace tantissimo quando uno entra nel quadro dell’altro”

Alcune opere di Riccardo Nervo:

Spazio a tempo #6

C’è chi si limita a sognare la città che vorrebbe e chi prova a darle forma e colore. È così che l’Aspira, una fabbrica dismessa al numero 28 di via Foggia, da alcuni mesi ha iniziato a prendere vita. E a dar vita a una nuova concezione degli spazi urbani in fase di trasformazione, come possibili contenitori temporanei per diverse forme di espressione artistica.

Nel mese di aprile Raw Tella e il suo amico Eugenio Dragoni vengono a sapere che nel quartiere Aurora alcuni vecchi capannoni industriali saranno demoliti per far posto a moderni loft. In un primo momento chiedono di poter utilizzare lo spazio, prima dell’inizio dei lavori, per dipingere. Sono 1500 metri quadri: una palazzina di tre piani, un’ampia area esterna, tre capannoni, un grande terrazzo. Un potenziale enorme. Sarebbe uno spreco limitarsi ad un uso personale di quell’immenso patrimonio. Bisogna aprire l’area, farla conoscere, metterla a disposizione. L’attesa dell’inizio lavori offre un’opportunità da non sciupare: uno spazio immenso di libera espressione. Uno spazio “a tempo”. Un po’ per la conformazione degli ambienti, un po’ per la transitorietà stessa del luogo, la street art sembra il contenuto ideale: il carattere effimero delle opere in esposizione, destinate ad una scomparsa certa, è condiviso con le opere realizzate in strada. Si decide così di aprire il portone agli street artist che arrivano alla spicciolata, si scelgono una parete, iniziano a lasciare qualche traccia. Passano parola. E Facebook aiuta. Continua a crescere il numero di persone che comincia a frequentare l’ex fabbrica. Le pareti bianche si colorano, compaiono le prime tag, scritte, stencil, poster art. Ecco allora che prende forma un’idea più articolata, quella di una grande mostra di street art nel mese di luglio: opere site specific, realizzate sulle pareti, interne ed esterne, della fabbrica, destinate a scomparire con la demolizione della struttura. Le buone idee però sono contagiose, ne fanno germogliare di altre. Il progetto cresce, si complica, si arricchisce. “Perché non creare un’associazione che renda replicabile questo modello?” è il pensiero che inizia a rimbalzare in testa a Raw Tella ed Eugenio. La domanda, ovviamente retorica, ricalca il motto di George Bernard Shaw: “Alcuni vedono le cose come sono e dicono perché? Io sogno cose non ancora esistite e chiedo perché no?”. Loro forse non se lo sono nemmeno chiesto, semplicemente hanno seguito l’istinto.

Nel bel mezzo dei preparativi pratici della mostra – allacciamento elettrico, pulizia e arredo degli spazi, per non citare che quelli più impellenti –, si decide di dar vita all’associazione. Il lavoro raddoppia, le energie anche, grazie a costanti iniezioni di entusiasmo. Mentre da un lato si delinea un ricco cartellone di eventi di avvicinamento all’inaugurazione, con lo scopo di far conoscere e abitare lo spazio; dall’altro prende forma lo statuto di “URBE. Rigenerazione Urbana”, che si propone di replicare l’esperimento, prendendo spazi in via di trasformazione, a tempo, e dandogli nuova vita nel periodo di inter-vita. Nel frattempo si battezza anche lo spazio: WTC – Wartradecenter, giocando con le lettere del più celebre World Trade Center.

Nel mese di giugno il WTC è in costante fermento, le pareti si trasformano in continuazione sotto le bombolette e i pennarelli degli artisti di passaggio. Le caratteristiche facce di Galo osservano curiose una parete su cui si dipanano idee e pensieri di Jins, che in un altro spazio intreccia i suoi personaggi con le arzigogolate decorazioni di Halo Halo. Spuntano ovunque dei piccoli Super Mario Bros, NOx attacca un pipistrello gigante che chiede “gentilmente” di spegnere la luce, mentre da una parete si affaccia il volto della Marilyn Monroe centralinista di Gec, affiancata da uno dei messaggi provocatori dei Dott. Porka’s: “enjoy the poverty”.

Col mese di luglio si entra nel vivo: SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio coinvolge più di 40 artisti e il 14 e il 15 luglio presenterà il suo volto definitivo. Definitivo per quanto lo possa essere uno spazio a tempo, con centinaia di metri di muro a disposizione degli street artist. Opiemme farà crescere un albero di parole, Pixel Pancho e il francese, tedesco di adozione, The WA saranno protagonisti di live performance, mentre Garu proporrà una performance di light painting. Ci saranno video e musica, le donne col velo di Br1 e le tag dei KNZ, lasceranno la firma Eme, dalla spagna, e le bolognesi TO/LET, la romana MP5, 999, Reser, Xel, Mr. Fijodor e si attende la conferma di un “big” internazionale, sul cui nome per il momento vige il più stretto riserbo (qui l’elenco completo e in evoluzione dei partecipanti).

Durante tutto il mese di luglio, parafrasando Nanni Moretti, “succederanno cose, si vedrà gente”. Dal 6 al 12 il WTC diventerà spazio reale per la galleria virtuale “Fartgallery – fare arte a ogni costo”: la mostra, che ospiterà tra gli altri Andrea Guerzoni, Monica Indelicato, Stefano Cento, sarà l’occasione per presentare il neonato progetto mirato a dare visibilità ai giovani artisti.

Per essere aggiornati su quello che capiterà nelle prossime settimane si può far riferimento alla pagina Facebook “Wtc Wartradecenter” o al blog di Raw Tella.

O più semplicemente raggiungete il numero 28 di via Foggia, varcate il portone, fatevi “inghiottire” dal faccione su sfondo azzurro che decora il passo carraio. E non dimenticate di scattare qualche foto. Sarà tutto quello che di tangibile resterà di questa fantastica avventura, quando l’ex Aspira scomparirà sotto moderni loft.

Dal numero di luglio 2011 di ArteSera.

ArteSera WTC.1

ArteSera WTC.2

Qui sotto una gallery con le immagini di SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio:

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Spazio a tempo #3

L’ex fabbrica di via Foggia 28, come abbiamo già avuto modo di raccontare in questo blog, è uno spazio a tempo: ormai dismessa l’Aspira, non ancora trasformato in moderni loft. E allora la neonata (costituitasi con l’occasione) Associazione URBE Rigenerazione Urbana, nell’attesa dell’inizio dei lavori, ha deciso di trasformare lo spazio in un centro culturale “a tempo”, per l’appunto. Nel mese di luglio (le date sono ancora da definire, in attesa dei permessi) i muri della fabbrica accoglieranno le opere di street artist italiani e stranieri (molti lavori stanno già facendo la loro comparsa sulle pareti), in occasione di Urban Art in the Factory.

Nel frattempo lo spazio è aperto a tutti coloro che vogliono curiosare o partecipare. Il 21 giugno, in occasione del Go Skateboarding Day la fabbrica è stata teatro di un secret event, organizzato in collaborazione con Skateboarding Finest’s Torino.

Ecco cosa è capitato.

Jins: disegno quindi conosco

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Siamo al primo piano della Galo Art Gallery, tra poltroncine vintage e copertoni di camion. Mentre Galo e Halo Halo stanno ultimando gli ultimi ritocchi della mostra “Hand Made” (che vede protagonisti Galo, Jins e Halo Halo); Jins parla della sua storia, dei temi a lui più cari, ma anche del mondo dell’arte, che “si prende troppo sul serio” e della sua voglia di divertirsi che lo ha fatto avvicinare alla Street Art.

Un “tratto” in comune

Hand Made” è il titolo dello show ospitato dalla Galo Art Gallery da oggi (13 maggio) all’11 giugno. In un intreccio grafico affascinante e coinvolgente si mescolano i lavori di Galo con quelli di Jins e Halo Halo.

C’è da perdersi tra i volti inanellati da Galo, i micro-mondi che si aprono sulle tele di Halo Halo e i numerosi personaggi e messaggi che popolano i lavori di Jins. Attraverso le parole dei protagonisti cerchiamo di ricostruire com’è nata l’idea di “Hand Made”.