Shit Art Fair 2 – la gallery

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L’intestazione sulla galleria, purtroppo è stata rimossa il mattino successivo all’installazione. Ma l’azione di rimozione è stata piuttosto particolare.

Mentre ci trovavamo a fare foto nel tunnel alle opere, sono arrivati due vigili – un ragazzo e una ragazza piuttosto giovani – che si sono messi a guardare i pezzi esposti. Il ragazzo si avvicina: “Da quel che mi ricordo qui sotto ci sono sempre state delle scritte, queste almeno sono belle, non mi sembra ci sia alcuna ragione per rimuoverle”.

“Quelle esterne abbiamo dovuto staccarle, perché ci hanno chiamato. Peccato perché erano molto belle anche quelle” e mi mostra le foto scattate con lo smartphone prima della rimozione. Mentre sta arrivando un camioncino della nettezza urbana, che dovrà smontare e portare via i pezzi dell’insegna, quasi a giustifacrsi, il vigile aggiunge: “La struttura appesa alla ringhiera del ponte dobbiamo rimuoverla, perché potrebbe cadere e risultare pericosola… anche se a me sembra che sia stata attaccata molto bene”.

Il risultato è un compromesso accettabile: smantellate le opere esterne del tunnel, salvaguardate quelle all’interno. Qui sotto la nostra gallery:

 

Case POP

La palazzina del progetto Buena Vista, un’esperienza di social co-housing proprio accanto al MOI, ha cambiato look. Nei giorni di Paratissima l’intervento murale di Vesod Brero – artista selezionato dall’associazione Il Cerchio e Le Gocce – ne ha ridisegnato la facciata. Se l’intento del Social Club era quello di aprirsi al quartiere, i giochi prospettici di Vesod ne sono la migliore rappresentazione grafica.

Poco lontano, nei giardini interni delle case sorte nell’ex Villaggio Olimpico, Halo Halo sta reinventando il colonnato di uno dei palazzi. Non solo “svarioni” liberi, tra le facce e le linee che si inseguono, trovano posti i nomi dei bambini che abitano nell’interno di via Pio VII.

I “ricami” di Halo Halo

Dove passa Halo Halo niente rimane come prima. Ogni superficie diventa una tela, non ci sono limiti o confini.

Il suo tratto quasi ossessivo va oltre la cornice, prosegue sulle pareti, trasforma gli ambienti. Nemmeno la galleria Square23 è rimasta immune al suo passaggio. Nell’allestire la personale  “Pitagora muore affogato nello yogurt”, Luigi Garofalo, questo il suo nome all’anagrafe, è rimasto chiuso nella galleria per cinque giorni: ha consumato 5 pennarelli neri per dipingere, punto dopo punto, pareti e soffitto. Una cartografia emozionale, da cui emergono volti, ritratti, scritte e qua e là la sua firma nascosta. Il colpo d’occhio attraverso le vetrate che si affacciano su via San Massimo è incredibile, si ha la sensazione di trovarsi davanti a un ricamo, un intreccio di pizzi leggeri sembra aver sostituito i muri.

Su questo sfondo si stagliano quadri e tele, che raccontano il cambiamento di stile nella tecnica di Halo Halo. Dalle opere delle origini – linee in bianco e nero intrecciate a comporre paesaggi immaginari, che lui, di estrazione street, lasciava spesso attaccate alle fermate degli autobus –, Garofalo è passato all’uso del colore. Dal pennarello all’acquerello, nuova fonte d’innamoramento artistico.

I suoi lavori mantengono quell’impronta istintiva, che rappresenta il suo marchio di fabbrica, ma si arricchiscono di una nuova dimensione. Quella cromatica. E le sue strutture intricate sembrano uscire dal piano della tela, diventano materiche. Tra le “colate” accese di rosa, giallo, azzurro, rosso, viola emergono strutture fantastiche, a comporre un’architettura immaginaria. Suggestioni cromatiche che lasciano allo spettatore la possibilità di spaziare con la fantasia, alla ricerca della propria immagine.

Dopo essere passato dalla carta alla tela, alle grandi superfici, l’introduzione del colore, con i suoi sorprendenti risultati, sembra preludere a una nuova evoluzione nella ricerca di Halo Halo, verso la tridimensionalità della scultura.

 

 

Gli acquerelli e i “ricami” di Halo Halo:

 

 

 

 

 

 

La Stampa 20.05.2012

WASTED TALENTS – 5 semifinalisti

La prima fase di Wasted Talent è giunta al termine, i giudici Blef, Etnik e Hide hanno deciso e la giuria popolare si è espressa.
Aspe, Beso, Orgh, Weed&HaloHalo e Zork sono i cinque semifinalisti della prima edizione di Wasted Talent.

 

 

Le 5 opere selezionate:

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Ai 5 semifinalisti sarà richiesta un’altra opera da consegnare entro il 23 dicembre 2011: nessun tema, nessuno schema e questa volta le regole le decideranno loro…
Tutto vale, tutto meriterà attenzione: disegno, bozze, sculture, tele, fotografie… insomma, che vinca VERAMENTE il migliore.
Il 7 gennaio 2012, come augurio per un anno ricco di “talenti sprecati”, ci sarà la festa per il vincintore, presso Konsequenz Graffiti Shop in via dei Quartieri 10/a, Torino.
Knz Creative Studio ringrazia tutti i partecipanti per l’alto livello raggiunto in questa prima edizione del concorso.

Lavori in corso al Cantiere

Continuano i lavori a Cantiere 25.

Dopo Ak, Halo Halo, Weed, Jins, Davem, Mattia Lullini, Skesis e Mauro 149 dei Truly Design, il piano inferiore si sta popolando dei personaggi e delle falene di MP Cinque (short video qui sotto).

Anche per oggi (giovedì 8 dicembre), dalle 15 alle 20, via Berthollet sarà pedonalizzata, in occasione del Live Painting Movie Scene organizzato da Square 23 sulle immagini de “L’Odio“, con Alessandro Caligaris e Davide Andreazza aka Shirk.

A proposito di Square 23… qui sotto un breve video realizzato da KillCoffee Video in occasione del Live Painting su plexiglas di Halo Halo e Jins negli spazi di via San Massimo 45

CANTIERE 25 #2

Continuano i lavori al Cantiere 25. I triangoli di AK invadono gli spazi, i mostri di Skesis e Halo Halo intrecciano i tentacoli, mentre sul bancone del bar prende forma una delle creature di Lullini. Intanto via Berthollet è stata “pedonalizzata” per lavori in corso…

Gli aggiornamenti sul programma, ricco e in costante aggiornamento, li trovate sul nuovo sito del Cantiere.

Contest “cARTelli immobiliari – Street Art Edition” – il video parte II

Vista l’abbondanza di girato in occasione del Graffiti Contest “cARTelli immobiliari – Street Art Edition“, che si è tenuto nell’ambito di Paratissima, venerdì 4 novembre 2011, in piazza Madama Cristina, ecco un secondo video di quella splendida serata.
In questa seconda parte si vedono anche all’opera i giurati Galo e Wens.

Live Painting Movie Scene (Manhattan) @ Square23

Una gallery con alcune immagini del Live Painting organizzato da Square23 sulle scene di “Manhattan” di Woody Allen (immagini di Square 23):

Hanno partecipato Paolo Jins, Halo Halo, Yob(13), Davide Andreazza (Shirk), Encs, Skia e Alex Caligaris.

Il consiglio però, resta quello di andare in via San Massimo 45 a vedere con i propri occhi il risultato della performance!

L’Italia Unita in strada

Dopo essere stata all’Amantes prima e a Roma poi, la mostra “Street Art 1861 – la strada immagina l’Italia” – nata su iniziativa del blog di Dario Ujetto Madness Wall – è approdata alle Officine Grandi Riparazioni, ospite de “Il futuro nelle mani. Artieri domani”, curata da Enzo Biffi Gentili. E a concludere questa avventura lunga più di otto mesi, ha trovato spazio nella sezione “Grafica peripatetica” del catalogo curato dallo stesso Biffi Gentili.
Qui sotto un piccolo omaggio alla pregevole iniziativa (e subito dopo la recensione apparsa su La Stampa del 29 marzo 2011)

Mazzini trasformato in icona pop; Garibaldi è un soldato sporco di sangue incorniciato dalla scritta “Mi vergogno di essere Nato”; l’Italia è uno stivale bendato. C’è chi gioca sui colori del Tricolore, sottolineando il passaggio dal rosso delle camicie dei Garibaldini al verde della Lega, separati dal bianco che per Gec riassume l’incomunicabilità, per Biopdi rappresenta il mercantilismo del codice a barre, stampato sotto la scritta “Mad in Italy”. Molte riflessioni sono dedicate ai migranti, parte integrante, ma poco integrata, del nostro paese; Stencilnoire invece si concentra sulla Costituzione, con un trittico che illustra l’articolo 1, “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”; l’articolo 3, che sancisce la pari dignità di tutti i cittadini, e l’articolo 21, sulla libertà di espressione. Sono alcune delle opere di “Street Art 1861 – la strada immagina l’Italia”, un progetto indipendente legato alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, in esposizione da Amantes, in via Principe Amedeo 8/a, fino al 29 marzo.
L’idea è partita dal blog Madness Wall di Dario Ujetto, si è sviluppata nel 2010 attraverso la partecipazione volontaria di artisti provenienti da diverse città, legati alla scena della Street Art, e nello stesso anno ha trovato casa sul sito www.streetart1861.org. Da 999 a Br1, dai Dott. Porka’s a Nox-Art, ad HaloHalo, sono 17 gli artisti che hanno accettato di riflettere sull’immagine del nostro paese dopo 150 anni di percorso comune. Hanno dato vita ad altrettanti lavori, racchiusi nello spazio limitato di tele 10×10, da cui emergono riflessioni sull’Italia di oggi, slegate dalle logiche delle celebrazioni ufficiali. Provocazioni e spunti di riflessione sono raccolti anche all’interno di un catalogo cartaceo, redatto in edizione limitata, di 150 copie, curato da Dario Ujetto, Elena Belliardi, l’artista 999 e il fotografo Alessandro Pastorino. Dopo aver abitato lo spazio espositivo di Amantes, le tele si sposteranno a Roma nel mese di aprile, per poi tornare nuovamente nella prima capitale dell’Italia unita.

Musica e colori

Amantes – 10 ottobre 2011.
Lastvagito ospita Halo Halo.

Nella vetrina con vista su via Principe Amedeo, Halo Halo mostra una mole immensa di disegni, schizzi su fogli di recupero, vecchi compiti scolastici, collage a un ragazzo con un grosso paio di cuffie al collo (scoprirò dopo che si chiama Paolo Lupo e con Tommaso Feyles compone il duo ELOHIM&EDEM, autori di “Appesa ad un filo“, diventata colonna sonora del video sull’esposizione di Halo Halo). Ci sono lavori degli ultimi 10 / 15 anni: un viaggio nel tempo, immersi nei mondi surreali di Halo Halo.
Poi Paolo passa le cuffie a Halo Halo, che prende posto a un tavolino su cui si trova un libro di storia dell’arte – “Stampato su carta, di solito sono fogli lucidi. Quando l’ho visto l’ho subito trovato fantastico!“.
Perfetto per insinuarsi tra gli spazi, entrare nei quadri, nei personaggi.
Halo Halo impugna un tratto pen, inizia a immergersi nelle riproduzioni dei capolavori del passato, accompagnato dalla soundtrack di ELOHIM&EDEM.
Tratto dopo tratto, la mostra continua a crescere…

Next event: martedì 18 ottobre, Nero Rebel.