Le opere on demand di Alessandro Caligaris

 

frontedefinitivoQuali sono le ricerche più frequenti su Google degli utenti di Internet? Rifiuti, calamità naturali, violenze sociali, pornografia, oggetti bizzarri che popolano il nostro mondo.

Alessandro Caligaris si è dedicato a una ricerca, non scientifica, ma molto attenta, sui principali trend di ricerca, per estrarre dal web immagini simbolo dei temi più cliccati.

Da Tiger ha comprato album per disegno incorniciati e li ha utilizzati per riprodurre, rielaborandole, alcune centinaia delle immagini selezionate.

retrodefinitivoNasce così la personale “Collection on Demand“, che inaugura venerdì 10 maggio alle 18 negli spazi di Square 23, in via San Massimo 45.

Centinaia di schizzi incollati alle pareti, pezzi unici, in vendita a costi decisamente contenuti, per rendere l’arte accessibile anche in tempi di crisi.

Bozzetti che diventano lo spunto per opere “on demand”. Sarà infatti possibile chiedere la riproduzione dell’opera preferita in diversi formati. Anche in forma di puzzle.

Attraverso i codici QR che costelleranno le pareti della galleria sarà inoltre possibile accede a una serie di contenuti multimediali attraverso il sito di Alessandro Caligaris.

Street Art View

Mappare la street art è come provare a svuotare il mare con un bicchiere.

Le opere spuntano all’improvviso, nell’arco di una notte, e altrettanto repentinamente svaniscono  per il logorio del tempo o per l’intervento di un Graffiti Busters.

Ciò nonostante è indubbiamente affascinante l’idea di tracciare un percorso di “visita” per le strade e le piazze delle città, trasformate dagli interventi degli street artist in gallerie a cielo aperto.

Ci abbiamo provato – ci stiamo provando – con Street ArTO. Ci hanno provato col festival PicTurin (operazione più semplice vista l’imponenza delle opere e considerato che sono state realizzate col consenso dell’amministrazione cittadina) e vari gruppi online attraverso Google map, Flickr o affini.

La formula più semplice prevede di segnalare sulle mappe di Google i punti in cui si trovano le opere e corredare la segnalazione con un’immagine dell’opera stessa.

Recentemente RedBull, in collaborazione con Google, ha dato vita a streetartview.com, un sito che si propone l’ambizioso obiettivo di segnalare su una mappa geotaggata la street art “all over the globe”, utilizzando street view. Cliccando sull’opera prescelta (dopo aver scelto continente, nazione e città) si passa dalla mappa a street view e si può ammirare l’opera come se si fosse lì.

L’unico inconveniente sono i tempi di aggiornamento di street view. Si possono ammirare e aggiungere solo opere di almeno sei mesi prima (lo stesso discorso vale per quando vengono rimosse, con un ulteriore interrogativo: si può riuscire a monitorare le “cancellazioni” in modo da attualizzare la mappa?). A Torino, per esempio, mancano ad oggi tutte le opere del festival PicTurin, che si è svolto sul finire del 2010…

Insomma, bella idea, ma anche RedBull e Google devono sottostare all’effimera transitorietà della street art.