Halo Halo: l’arte sui banchi di scuola

Enormi cartografie di città immaginarie? Ghirigori senza senso? Labirinti da percorrere in cerca dell’uscita? Quel che è certo è che nei disegni di Halo Halo c’è da perdersi. La visione della tela avviene su due piani paralleli: uno sguardo d’insieme fornisce una prima immagine del lavoro, ma ci si deve avvicinare per entrare nel mondo di Halo Halo… linee morbide si sommano dando vita a costruzioni complesse. Basta abbandonarsi e il viaggio comincia…

Jins: disegno quindi conosco

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Siamo al primo piano della Galo Art Gallery, tra poltroncine vintage e copertoni di camion. Mentre Galo e Halo Halo stanno ultimando gli ultimi ritocchi della mostra “Hand Made” (che vede protagonisti Galo, Jins e Halo Halo); Jins parla della sua storia, dei temi a lui più cari, ma anche del mondo dell’arte, che “si prende troppo sul serio” e della sua voglia di divertirsi che lo ha fatto avvicinare alla Street Art.

I Robot di Pixel Pancho

Dopo l’esperienza “valenciana”, Pixel Pancho torna a Torino con la personale “Home Sweet Home“, ospitata dalla Galo Art Gallery (via Saluzzo 11/c), dove è possibile apprezzare l’evoluzione tecnica e stilistica dei suoi personaggi, che acquistano una nuova forma, arricchita di luce e contrasti.

La strada si fa andando (A. Machado)

Attraversando momenti di maggiore creatività ed espansione ed altri più sterili, talvolta anche a causa di scelte repressive, “che bloccano e impauriscono gli artisti più giovani” (come sottolinea Galo), la street art torinese ha visto un punto di svolta all’inizio del millennio, con l’avvio del dialogo tra writers e istituzioni sancito da “Murarte”, in grado di trasformare alcuni muri in un’originale “tela urbana” pronta ad accogliere la creatività dei giovani aderenti al progetto.
Dopo l’ovvio entusiasmo dei primi tempi, Murarte ha registrato una certa complessità degli ingranaggi, dovuti ai tempi della burocrazia, così lontani dall’immediatezza espressiva dai writers. Intoppi inevitabili, in un progetto amplio e articolato, ma come insegna Antonio Machado, il cammino si fa camminando e le difficoltà vengono superate grazie alla collaborazione tra tutte le parti in causa, e nell’anno di Torino Capitale Europea dei Giovani, il progetto ha avuto un’impennata culminata con l’evento internazionale PicTurin.
In generale il 2010 si è rivelato un anno particolarmente prolifico per la scena torinese: oltre al Festival PicTurin e all’apertura della Galo Art Gallery, inaugura la mostra “Strada Facendo”, nello spazio ArteGiovane di Barriera. L’esposizione – nata da un’idea di Alvise Chevallard (presidente di ArteGiovane), con il supporto di Gec e Br1 – rientra nella rassegna sulla Street Art, che coinvolge altre due locations cittadine: Cripta 747, con la mostra 747, e il Circolo Culturale Amantes per la quinta edizione di Rewriting.

Alvise Chevallard, presidente di ArteGiovane, racconta come è nata la rassegna “Strada Facendo” e fornisce qualche anticipazione sugli appuntamenti del 2011.

 

Galo: vita e arte (o vita è arte)

Galo è stato visto dipingere su quasi ogni superficie immaginabile”.
Dopo essersi laureato ed aver lavorato come graphic designer ha deciso di voltare le spalle a tutto, eccetto all’amore e alla pittura”.
Con Galo, la vita è arte e lui dedica la sua vita a condividere la sua arte”.

Così dà il benvenuto ai visitatori sul suo sito web Galo, artista di fama internazionale, che ha vissuto ad Amsterdam ed esposto in svariate galleria in Europa e nel mondo, da Berlino agli Stati Uniti, dall’Islanda al Giappone.
Il 29 aprile 2010 ha deciso di tornare a piantare radici solide in città, e a San Salvario in particolare, dando vita alla Galo Art Gallery, in via Saluzzo 11/g, la prima galleria torinese interamente dedicata alla street art, “un luogo in cui l’arte e la gente, gli artisti e gli amanti dell’arte sono una cosa sola”.
Impegnato alla realizzazione della sua prossima esposizione, che lo porterà nuovamente lontano dall’Italia, e nell’organizzazione del prossimo evento in galleria (lo show “Home sweet home”, che vedrà protagonista il prossimo 8 aprile Pixel Pancho), Galo ha trovato il tempo di fornirci alcune risposte via mail per aggiungere il suo tassello a questa storia della street art torinese.

Dove hai iniziato?
“Amsterdam nel 1998”
A che età?
“26 anni”
Ti ricordi il tuo primo “muro” a Torino?
“Non proprio… Ho vissuto 9 anni in Olanda e quando tornavo in Italia era solo per pochi giorni e per rivedere i miei amici e la mia famiglia… capitava comunque di uscire con markers o spray e disegnare sui muri. In quegli anni era qualcosa di molto importante per il mio progetto artistico…”
Da sempre c’è chi considera gli street artist degli artisti e chi dei vandali. Da quando hai iniziato ad oggi cosa è cambiato?
“Sono cambiato io innanzitutto… Ci sono molte piu telecamere e ci sono leggi anti vandaliche che bloccano e impauriscono gli artisti piu giovani. Città come Amsterdam, Barcellona, Berlino, Milano erano molto piu aperte alla street art… Ora la situazione è in molti casi quella della tolleranza zero, stile Giuliani in NY… Castrazione totale di ogni tipo di intervento artistico pubblico non autorizzato e nessuna differenza tra arte in citta e vandalismo puro. La differenza tra chi vuole abbellire e personalizzare parti urbane grigie e piatte con i propri lavori artistici o chi vuole semplicemente sporcare dovrebbe essere presa in considerazione”
Oggi, sei a tutti gli effetti un artista di fama internazionale. Quando è avvenuto il passaggio dalla strada alle gallerie? Che differenza c’è? La galleria, secondo te, è un’opportunità o rappresenta una limitazione della libertà dello street artist?
“Il passaggio in galleria è un passaggio obbligato per qualsiasi tipo di artista che voglia lavorare e vivere della propria arte”
La scelta della visibilità per un artista di strada come si concilia con la volontà e spesso l’esigenza dell’anonimato?
“Non c’è anonimato… Ci deve essere riconoscibilità di stile e di tratto… Un buon street artist comunica con la propria città o con quante piu città e realtà ha la possibilita di visitare e vivere… Non bisogna però farsi intercettare nel momento creativo… altrimenti multe, sanzioni e in alcuni casi la prigione!”

Sei un’artista che diventa gallerista. Cosa ti ha portato ad aprire la “Galo Art Gallery” a Torino?
“Ho viaggiato e esposto i miei lavori in gallerie in quasi tutto il mondo e continuo a farlo. Aprendo la galleria ho semplicemente rallentato il ritmo della mia vita nomade e credendo profondamente nella corrente artistica della street art ho deciso di portare in Torino un genere artistico non ancora riconosciuto ufficialmente in città”
Che tipo di rapporto instauri con gli artisti che espongono nella tua galleria?
“Gli artisti che rappresentiamo sono quasi tutti amici e colleghi che hanno iniziato come me piu di 10 anni fa, con i quali ho viaggiato e con i quali ho instaurato un rapporto di amicizia e di stima. Sono quasi tutti precursori del movimento street art e in qualche caso sono giovani promesse che ci interessa motivare e sostenere con la nostra galleria”.