Raid Painting da Amantes

“Uno sfregio all’arte ed al luogo che la sostiene, dove la galleria d’arte si trasforma in strada, treno,ponte, capace di accogliere gli sfoghi più estremi della creatività sommersa. Cinque interventi di pitturadal vivo dove, artisti e non, potranno lasciare un segno sui muri dello spazio espositivo dell’Amantes”.

Così Amantes presenta “Raid Painting”:

Tre appuntamenti + due, con orario 19 – 1.

Si comincia venerdì 18, con Frenulo, Guerrilla Spam e Snem; si prosegue martedì 22 con Alex Caligaris e MrFijodor, e si chiudono i primi tre appuntamenti venerdì 25 con Raid Painting Crossing Out: un gruppo di artisti interviene sui graffiti esistenti con disegni e tag proprie, così come avviene in strada, trasformando i muri in luoghi di comunicazione sovrapposta.

Infine martedì 29 e venerdì 3 dicembre è di scena Raid Painting Colori Al Popolo, un atto performativo per chi lo fa già e per chi non ha mai osato, tutte e tutti potranno lasciare un messaggio o un disegno sui muri dell’Amantes. Pennelli e colori in sede. Venite a liberare i vostri pensieri.

Annunci

Un “tratto” in comune

Hand Made” è il titolo dello show ospitato dalla Galo Art Gallery da oggi (13 maggio) all’11 giugno. In un intreccio grafico affascinante e coinvolgente si mescolano i lavori di Galo con quelli di Jins e Halo Halo.

C’è da perdersi tra i volti inanellati da Galo, i micro-mondi che si aprono sulle tele di Halo Halo e i numerosi personaggi e messaggi che popolano i lavori di Jins. Attraverso le parole dei protagonisti cerchiamo di ricostruire com’è nata l’idea di “Hand Made”.

Galo: vita e arte (o vita è arte)

Galo è stato visto dipingere su quasi ogni superficie immaginabile”.
Dopo essersi laureato ed aver lavorato come graphic designer ha deciso di voltare le spalle a tutto, eccetto all’amore e alla pittura”.
Con Galo, la vita è arte e lui dedica la sua vita a condividere la sua arte”.

Così dà il benvenuto ai visitatori sul suo sito web Galo, artista di fama internazionale, che ha vissuto ad Amsterdam ed esposto in svariate galleria in Europa e nel mondo, da Berlino agli Stati Uniti, dall’Islanda al Giappone.
Il 29 aprile 2010 ha deciso di tornare a piantare radici solide in città, e a San Salvario in particolare, dando vita alla Galo Art Gallery, in via Saluzzo 11/g, la prima galleria torinese interamente dedicata alla street art, “un luogo in cui l’arte e la gente, gli artisti e gli amanti dell’arte sono una cosa sola”.
Impegnato alla realizzazione della sua prossima esposizione, che lo porterà nuovamente lontano dall’Italia, e nell’organizzazione del prossimo evento in galleria (lo show “Home sweet home”, che vedrà protagonista il prossimo 8 aprile Pixel Pancho), Galo ha trovato il tempo di fornirci alcune risposte via mail per aggiungere il suo tassello a questa storia della street art torinese.

Dove hai iniziato?
“Amsterdam nel 1998”
A che età?
“26 anni”
Ti ricordi il tuo primo “muro” a Torino?
“Non proprio… Ho vissuto 9 anni in Olanda e quando tornavo in Italia era solo per pochi giorni e per rivedere i miei amici e la mia famiglia… capitava comunque di uscire con markers o spray e disegnare sui muri. In quegli anni era qualcosa di molto importante per il mio progetto artistico…”
Da sempre c’è chi considera gli street artist degli artisti e chi dei vandali. Da quando hai iniziato ad oggi cosa è cambiato?
“Sono cambiato io innanzitutto… Ci sono molte piu telecamere e ci sono leggi anti vandaliche che bloccano e impauriscono gli artisti piu giovani. Città come Amsterdam, Barcellona, Berlino, Milano erano molto piu aperte alla street art… Ora la situazione è in molti casi quella della tolleranza zero, stile Giuliani in NY… Castrazione totale di ogni tipo di intervento artistico pubblico non autorizzato e nessuna differenza tra arte in citta e vandalismo puro. La differenza tra chi vuole abbellire e personalizzare parti urbane grigie e piatte con i propri lavori artistici o chi vuole semplicemente sporcare dovrebbe essere presa in considerazione”
Oggi, sei a tutti gli effetti un artista di fama internazionale. Quando è avvenuto il passaggio dalla strada alle gallerie? Che differenza c’è? La galleria, secondo te, è un’opportunità o rappresenta una limitazione della libertà dello street artist?
“Il passaggio in galleria è un passaggio obbligato per qualsiasi tipo di artista che voglia lavorare e vivere della propria arte”
La scelta della visibilità per un artista di strada come si concilia con la volontà e spesso l’esigenza dell’anonimato?
“Non c’è anonimato… Ci deve essere riconoscibilità di stile e di tratto… Un buon street artist comunica con la propria città o con quante piu città e realtà ha la possibilita di visitare e vivere… Non bisogna però farsi intercettare nel momento creativo… altrimenti multe, sanzioni e in alcuni casi la prigione!”

Sei un’artista che diventa gallerista. Cosa ti ha portato ad aprire la “Galo Art Gallery” a Torino?
“Ho viaggiato e esposto i miei lavori in gallerie in quasi tutto il mondo e continuo a farlo. Aprendo la galleria ho semplicemente rallentato il ritmo della mia vita nomade e credendo profondamente nella corrente artistica della street art ho deciso di portare in Torino un genere artistico non ancora riconosciuto ufficialmente in città”
Che tipo di rapporto instauri con gli artisti che espongono nella tua galleria?
“Gli artisti che rappresentiamo sono quasi tutti amici e colleghi che hanno iniziato come me piu di 10 anni fa, con i quali ho viaggiato e con i quali ho instaurato un rapporto di amicizia e di stima. Sono quasi tutti precursori del movimento street art e in qualche caso sono giovani promesse che ci interessa motivare e sostenere con la nostra galleria”.