“Public Arena” a Barriera

PublicArena

Nell’ambito del progetto di Artegiovane, “Contesto/Barriera“, mercoledì 11 settembre alle 18, presso l’Associazione Barriera di via Crescentino 25, inaugura la collettiva “Public Arena”, curata da Roberta Pagani. La mostra, attraverso le opere degli artisti BR1, Markus Butkereit, Elfo, Fra.biancoshok, Gecdott.Porka’s, the Wa, vuole offrire uno sguardo sulle diverse forme espressive adottate nello spazio pubblico.
L’intervento urbano si apre sempre più a nuovi linguaggi, sospesi tra design, fotografia artistica, Net Art. Si spazia dei berlinesi tha Wa e Markus Butkereit, pionieri dell’Urban Intervention, che propongono vere e proprie “situazioni”, con operazioni che invertono le logiche di utilizzo dello spazio urbano; alle Unconventional Experiences del milanese Fra.biancoschock. L’ironia di Elfo si declina in performance e installazioni nei contesti urbani, veicolate attraverso il web; Gec utilizza i social network per dar vita a opere partecipate; BR1 lavora sulla dicotomia Oriente-Occidente; i dott. Porka’s usano la Street Photo Performance, invenzione sottoscritta nel manifesto del trio, come tecnica di intervento multiplo nello spazio.
La mostra sarà visitabile fino all’11 ottobre 2013, con orario 15 – 19.
In parallelo alla mostra e sempre nell’ambito del progetto “Contesto/Barriera”, l’artista BR1 realizzerà un intervento sulla facciata dei Bagni Pubblici di via Agliè, in collaborazione con i ragazzi delle scuole del quartiere. Inoltre l’artista AK terrà un laboratorio incentrato sulla tecnica della graffiti art, rivolto agli anziani, ai circoli e alle bocciofile.
Contatti +39 011 287.64.85 o barriera@associazionebarriera.com.

Dott. Porka’s @ Lastvagito

In perfetta sintonia con lo spirito di Lastvagito, lo (s)collettivo anonimo Dott. Porka’s P-proj propone un’installazione che immerge il visitatore nel loro “magazzino creativo”, come se varcando la soglia della vetrina di Amantes, in via Principe Amedeo 38/a, ci si ritrovasse catapultati nella stanza dell’artista.

Ci si muove disordinatamente tra poster, immagini, teste di porco e un ossario dall’immediato impatto, anche sull’avventore più distratto.

Si passa così dalla zona rossa della Ciavolotta, ex solfatara oggi miniera radioattiva di rifiuti tossici, al centro di uno dei loro interventi di street-photo performance, tecnica di intervento spaziale-situazionista teorizzata dal collettivo, ai poster post-dada, che sbattono in faccia al pubblico i mostri della morte dell’estetica; il tutto corredato dai recenti dipinti dipinti frutto del percorso illustrativo/fumettistico iniziato oltre 10 anni fa come narrazione della “lotta per la sopravvivenza”.

La prossima settimana (martedì 6 dicembre) appuntamento con Across Rewriting.

L’Italia Unita in strada

Dopo essere stata all’Amantes prima e a Roma poi, la mostra “Street Art 1861 – la strada immagina l’Italia” – nata su iniziativa del blog di Dario Ujetto Madness Wall – è approdata alle Officine Grandi Riparazioni, ospite de “Il futuro nelle mani. Artieri domani”, curata da Enzo Biffi Gentili. E a concludere questa avventura lunga più di otto mesi, ha trovato spazio nella sezione “Grafica peripatetica” del catalogo curato dallo stesso Biffi Gentili.
Qui sotto un piccolo omaggio alla pregevole iniziativa (e subito dopo la recensione apparsa su La Stampa del 29 marzo 2011)

Mazzini trasformato in icona pop; Garibaldi è un soldato sporco di sangue incorniciato dalla scritta “Mi vergogno di essere Nato”; l’Italia è uno stivale bendato. C’è chi gioca sui colori del Tricolore, sottolineando il passaggio dal rosso delle camicie dei Garibaldini al verde della Lega, separati dal bianco che per Gec riassume l’incomunicabilità, per Biopdi rappresenta il mercantilismo del codice a barre, stampato sotto la scritta “Mad in Italy”. Molte riflessioni sono dedicate ai migranti, parte integrante, ma poco integrata, del nostro paese; Stencilnoire invece si concentra sulla Costituzione, con un trittico che illustra l’articolo 1, “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”; l’articolo 3, che sancisce la pari dignità di tutti i cittadini, e l’articolo 21, sulla libertà di espressione. Sono alcune delle opere di “Street Art 1861 – la strada immagina l’Italia”, un progetto indipendente legato alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, in esposizione da Amantes, in via Principe Amedeo 8/a, fino al 29 marzo.
L’idea è partita dal blog Madness Wall di Dario Ujetto, si è sviluppata nel 2010 attraverso la partecipazione volontaria di artisti provenienti da diverse città, legati alla scena della Street Art, e nello stesso anno ha trovato casa sul sito www.streetart1861.org. Da 999 a Br1, dai Dott. Porka’s a Nox-Art, ad HaloHalo, sono 17 gli artisti che hanno accettato di riflettere sull’immagine del nostro paese dopo 150 anni di percorso comune. Hanno dato vita ad altrettanti lavori, racchiusi nello spazio limitato di tele 10×10, da cui emergono riflessioni sull’Italia di oggi, slegate dalle logiche delle celebrazioni ufficiali. Provocazioni e spunti di riflessione sono raccolti anche all’interno di un catalogo cartaceo, redatto in edizione limitata, di 150 copie, curato da Dario Ujetto, Elena Belliardi, l’artista 999 e il fotografo Alessandro Pastorino. Dopo aver abitato lo spazio espositivo di Amantes, le tele si sposteranno a Roma nel mese di aprile, per poi tornare nuovamente nella prima capitale dell’Italia unita.

Spazio a tempo #6

C’è chi si limita a sognare la città che vorrebbe e chi prova a darle forma e colore. È così che l’Aspira, una fabbrica dismessa al numero 28 di via Foggia, da alcuni mesi ha iniziato a prendere vita. E a dar vita a una nuova concezione degli spazi urbani in fase di trasformazione, come possibili contenitori temporanei per diverse forme di espressione artistica.

Nel mese di aprile Raw Tella e il suo amico Eugenio Dragoni vengono a sapere che nel quartiere Aurora alcuni vecchi capannoni industriali saranno demoliti per far posto a moderni loft. In un primo momento chiedono di poter utilizzare lo spazio, prima dell’inizio dei lavori, per dipingere. Sono 1500 metri quadri: una palazzina di tre piani, un’ampia area esterna, tre capannoni, un grande terrazzo. Un potenziale enorme. Sarebbe uno spreco limitarsi ad un uso personale di quell’immenso patrimonio. Bisogna aprire l’area, farla conoscere, metterla a disposizione. L’attesa dell’inizio lavori offre un’opportunità da non sciupare: uno spazio immenso di libera espressione. Uno spazio “a tempo”. Un po’ per la conformazione degli ambienti, un po’ per la transitorietà stessa del luogo, la street art sembra il contenuto ideale: il carattere effimero delle opere in esposizione, destinate ad una scomparsa certa, è condiviso con le opere realizzate in strada. Si decide così di aprire il portone agli street artist che arrivano alla spicciolata, si scelgono una parete, iniziano a lasciare qualche traccia. Passano parola. E Facebook aiuta. Continua a crescere il numero di persone che comincia a frequentare l’ex fabbrica. Le pareti bianche si colorano, compaiono le prime tag, scritte, stencil, poster art. Ecco allora che prende forma un’idea più articolata, quella di una grande mostra di street art nel mese di luglio: opere site specific, realizzate sulle pareti, interne ed esterne, della fabbrica, destinate a scomparire con la demolizione della struttura. Le buone idee però sono contagiose, ne fanno germogliare di altre. Il progetto cresce, si complica, si arricchisce. “Perché non creare un’associazione che renda replicabile questo modello?” è il pensiero che inizia a rimbalzare in testa a Raw Tella ed Eugenio. La domanda, ovviamente retorica, ricalca il motto di George Bernard Shaw: “Alcuni vedono le cose come sono e dicono perché? Io sogno cose non ancora esistite e chiedo perché no?”. Loro forse non se lo sono nemmeno chiesto, semplicemente hanno seguito l’istinto.

Nel bel mezzo dei preparativi pratici della mostra – allacciamento elettrico, pulizia e arredo degli spazi, per non citare che quelli più impellenti –, si decide di dar vita all’associazione. Il lavoro raddoppia, le energie anche, grazie a costanti iniezioni di entusiasmo. Mentre da un lato si delinea un ricco cartellone di eventi di avvicinamento all’inaugurazione, con lo scopo di far conoscere e abitare lo spazio; dall’altro prende forma lo statuto di “URBE. Rigenerazione Urbana”, che si propone di replicare l’esperimento, prendendo spazi in via di trasformazione, a tempo, e dandogli nuova vita nel periodo di inter-vita. Nel frattempo si battezza anche lo spazio: WTC – Wartradecenter, giocando con le lettere del più celebre World Trade Center.

Nel mese di giugno il WTC è in costante fermento, le pareti si trasformano in continuazione sotto le bombolette e i pennarelli degli artisti di passaggio. Le caratteristiche facce di Galo osservano curiose una parete su cui si dipanano idee e pensieri di Jins, che in un altro spazio intreccia i suoi personaggi con le arzigogolate decorazioni di Halo Halo. Spuntano ovunque dei piccoli Super Mario Bros, NOx attacca un pipistrello gigante che chiede “gentilmente” di spegnere la luce, mentre da una parete si affaccia il volto della Marilyn Monroe centralinista di Gec, affiancata da uno dei messaggi provocatori dei Dott. Porka’s: “enjoy the poverty”.

Col mese di luglio si entra nel vivo: SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio coinvolge più di 40 artisti e il 14 e il 15 luglio presenterà il suo volto definitivo. Definitivo per quanto lo possa essere uno spazio a tempo, con centinaia di metri di muro a disposizione degli street artist. Opiemme farà crescere un albero di parole, Pixel Pancho e il francese, tedesco di adozione, The WA saranno protagonisti di live performance, mentre Garu proporrà una performance di light painting. Ci saranno video e musica, le donne col velo di Br1 e le tag dei KNZ, lasceranno la firma Eme, dalla spagna, e le bolognesi TO/LET, la romana MP5, 999, Reser, Xel, Mr. Fijodor e si attende la conferma di un “big” internazionale, sul cui nome per il momento vige il più stretto riserbo (qui l’elenco completo e in evoluzione dei partecipanti).

Durante tutto il mese di luglio, parafrasando Nanni Moretti, “succederanno cose, si vedrà gente”. Dal 6 al 12 il WTC diventerà spazio reale per la galleria virtuale “Fartgallery – fare arte a ogni costo”: la mostra, che ospiterà tra gli altri Andrea Guerzoni, Monica Indelicato, Stefano Cento, sarà l’occasione per presentare il neonato progetto mirato a dare visibilità ai giovani artisti.

Per essere aggiornati su quello che capiterà nelle prossime settimane si può far riferimento alla pagina Facebook “Wtc Wartradecenter” o al blog di Raw Tella.

O più semplicemente raggiungete il numero 28 di via Foggia, varcate il portone, fatevi “inghiottire” dal faccione su sfondo azzurro che decora il passo carraio. E non dimenticate di scattare qualche foto. Sarà tutto quello che di tangibile resterà di questa fantastica avventura, quando l’ex Aspira scomparirà sotto moderni loft.

Dal numero di luglio 2011 di ArteSera.

ArteSera WTC.1

ArteSera WTC.2

Qui sotto una gallery con le immagini di SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio:

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Spazio a tempo #4

La Stampa – venerdì 1 luglio 2011

Foto di GARU

Un’immensa tela bianca di 1500 mq. È quello che devono aver pensato Raw Tella e Eugenio Dragoni quando si sono trovati davanti agli spazi dell’ex fabbrica Aspira, di via Foggia 28, destinati a essere smantellati il prossimo settembre, per lasciare il posto a moderni loft.

In questo periodo sospeso hanno deciso di dar vita a un centro culturale “a tempo”, creando l’associazione culturale URBE – Rigenerazione Urbana. La conformazione degli ambienti e la transitorietà stessa del luogo sono apparsi fin da subito perfetti per accogliere i lavori degli street artist, condividendone le natura effimera. Dall’inizio di giugno writers, graffitari e artisti di diversa estrazione iniziano a popolare le pareti dell’ex fabbrica di tag, stencil, poster, intricati labirinti di segni e colori. Lo spazio, ribattezzato WTC – Wartradecenter, si trasforma giorno dopo giorno e da oggi diventa sede di SUB URB ART / Arte Urbana in Subbuglio, una mostra in costante evoluzione che annovera oltre 40 artisti, con molti nomi di spicco della scena italiana e internazionale, da Galo ai Dott. Porka’s, da Gec a Opiemme, da Pixel Pancho al francese, tedesco d’adozione, The WA, che saranno protagonisti di live performance. E ancora i Truly Design, che hanno dato vita a un suggestivo anamorfismo, le bolognesi TO/LET, la romana MP5Eme dalla Spagna e gli interventi di light painting di Garu. A sorpresa, si sono aggiunti anche i messicani Lapiztola, capitati a Torino e al WTC per vie traverse, durante il loro giro in Europa. Inoltre dal 6 al 12 luglio il WTC ospiterà una mostra organizzata da “Fartgallery – fare arte a ogni costo”, che presenterà nomi emergenti dell’arte contemporanea.

Gli artisti fin qui coinvolti:

TURIN | 13 / 999 / Ak Dwg / BR1 / Contra / Corn79 / Davem / Fabrizio Visone / Galo / Gec / Halo Halo / Idipsy Diverz / Jins / KNZ / Marco Memeo / Max Petrone + Petr1’s Brothers / Mr. Fijodor / NOx / Opiemme / Orma + Ranul / Pixel Pancho / Reser / Riccardo Nervo / Skesis / SR / Sviz + Self / Truly Design / Up / Xel / Zorkmade

ITALY | 2501 / Dott. Porka’s / El_Even / Elfo / Ext / Mattia Lullini / MP5 / Seacreative / TO/LET / Weed

GUEST | The WA (F) – Eme (ES) – La Piztola (MEX)

LIGHT PAINTING | Garu-Garu
VISUALS | Andy Others – Cheeky Monkeys – Nerdo