Opiemme: Letture RiCostituenti

Gli articoli della Costituzione ricordano valori persi, di unità e crescita collettiva, ad una Politica che pare non occuparsi dell’interesse del proprio Paese, con un sano, assiduo, profondo lavoro.

Sabato 29 ottobre le “Letture Ri-Costituenti” vanno  a Porta Palazzo e in Piazza Castello, promuovendo lo slogan “L’autobus passa, la Costituzione resta”. Appuntamento dalle 12,30 alle 14, alla fermata di Porta Palazzo (Fermata 201 in Corso Regina Margherita); dalle 17 alle 18,30 alla fermate di Piazza Castello.

Letture Ricostituenti è un iniziativa del Comune di Torino, promossa dal Settore Politiche Giovanili, rivolta a diffondere la costituzione nella quotidianità, sensibilizzando i più giovani, tramite una serie di interventi nell’urbe, e in particolare alle fermate degli autobus, alla conoscenza dei valori in essa contenuti, nella ricorrenza del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.
L’associazione Altera ha realizzato un video nel quale documenta l’affissione di manifesti riportanti gli articoli, associati alle linee del trasporto pubblico e che descrive un momento nel quale l’artista Opiemme appende alcuni dei 12.000 Rotolini di Poesia “riempiti” con articoli della Costituzione Italiana.

I Rotolini di Poesia sono fogliettini contenenti brevi liriche, vengono arrotolati e composti in grappoli, e appesi per strada, per essere colti e scoperti dai passanti incuriositi. Vengono spesso scelti da manifestazioni letterarie per diffonedere poesia nelle strade come nel recente caso del PoesiaFestival dello scorso Settembre 2011 in Emilia Romagna a Vignola, o in passato da Scrittori in Città a Cuneo, Parma Poesia, e il Musicultura Festival di Macerata.
Caustico, come lo definisce il curatore Claudio Cravero in un articolo su  Artribune, Opiemme commenta e riflette sull’utilità del proprio operato, del quale si è detto entusiasta per gli intenti, quanto deluso dalla Politca che dovrebbe mettere in pratica e rispettare questi valori costituzionali:
A che serve diffondere articoli che vengono calpestati dai politici in carica con dichiarazioni imbarazzanti, e senza esclusione di schieramenti? Nessuno di noi, il popolo, si rivolta. Nessuno, di loro, i rappresentanti, ha la decenza di dimettersi. Negli articoli non ci sono valori riconosciuti dalla popolazione e dai suoi esponenti. Nel Paese non c’è più decenza, come raccontano i fatti. I buoni propositi lottano contro i mulini a vento. D’altronde ‘La democrazia bisogna guadagnarsela; la dittatura la si merita’ scrisse sarcastico Bukowski. E noi siamo in una dittatura che è fatta di avvilimento culturale e civile, di egoismo e individualismo, di caos e disordine burocratico e governativo, di indecenza.
Gli articoli della costituzione vengono così accompagnati da citazioni che creano una riflessione sull’applicazione dei valori e delle norme in essi contenuti, in un raffronto con la cronaca politica, sociale ed economica contemporanea.

L’articolo 9 oggi è quasi ridicolizzato, “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, se rapportato a fatti di cronaca.

La Costituzione “on the road”



Grappoli di Rotolini di Poesia
a tema costituente
tornano a germogliare in città.

Dopo la prima installazione al Parco del Valentino – sabato 18 giugno – che nonostante il meteo avverso ha saputo coinvolgere e incuriosire i passanti; Opiemme torna a lasciare il segno sabato 2 luglio.

Questa volta il raggio d’azione si allarga. Da Porta Nuova a Porta Susa e altre stazioni della metropolitana, e ancora alcune fermate delle linee di superficie 4, 7, 9, 10, 11, 13, 33, 35, 46, 49 e 51, principalmente in centro e nei pressi dell’Università.

L’azione – da un’idea di Opiemme – rientra nell’ambito di Letture Ri-Costituenti, un’iniziativa sostenuta dal Piano Locale Giovani Città Metropolitane e da Città e Provincia di Torino, oltre che dalla GTT, che si propone di avvicinare soprattutto i giovani ai valori racchiusi nella Carta costituzionale.

In fondo ogni tanto fa bene ripassare i principi su cui dovrebbe fondarsi il nostro paese. E trovarli per strada mentre si passeggia, si prende il tram o la  metropolitana, può essere un’ottima occasione per farmarsi a riflettere. Si raccoglie il foglietto, lo si srotola, si incontra uno degli articoli che compongono la Costituzione italiana, commentati da frasi di pensatori, letterati, poeti, scienziati in grado di creare abbinamenti contrastanti, ironici, stimolanti. Il tutto avvolto graficamente in una bandiera italiana che rachciuderà alcuni divieti provocatori: di ignorare, di scordare, di subire, di dimenticare. E ad accomunare tutti i messaggi una citazione di Miles Davis: “La conoscenza è libertà, l’ignoranza è schiavitù”.

Un piccolo esempio:

ART. 1
L’Italia è una Repubblica democratica,
fondata sul lavoro. La sovranità
appartiene al popolo, che la esercita
nelle forme e nei limiti della Costituzione.

La sovranità appartiene al pubblico
che partecipa nelle forme in cui è
informato dai media.
Opiemme

Senza lavoro il 29,8% dei giovani.
Fonte Il Sole 24 Ore

Nel 2010 il lavoro nero ha fatto
fatturare circa 145 miliardi di euro
pari al 10%