Un orso bianco sul Teatro Colosseo

Secondo lavoro sulla facciata del Teatro Colosseo, sempre con la collaborazione di Square23. Dopo l’intervento di Zedz, è il turno della Nevercrew, che lasciata da parte la caratteristica balena, danno vita a un incredibile orso bianco, lungo più di 25 metri.

IMG_3828Loro la raccontano così:

“Giocando con la linea di visibilità del punto di vista forzato dal marciapiedi ed ispirandoci al teatro (sulla cui parete è stato realizzato il dipinto), abbiamo deciso di lavorare sull’idea di rappresentazione, intesa in senso allargato come messa in scena e come raffigurazione della realtà. Abbiamo utilizzato riferimenti diretti al contesto teatrale per definire delle proporzioni “reali” ed un punto di partenza, ma abbiamo voluto concentrare l’attenzione sul riscaldamento globale in relazione al comportamento umano.

Abbiamo quindi sviluppato queste tematiche cercando di evocare la posizione (e la responsabilità) dell’uomo all’interno di un equilibrio delicato, nel suo ecosistema, e quindi la scelta di punti di vista, di una reale coscienza e l’idea di una condizione passiva all’interno di un sistema”.

Qui sotto l’evoluzione del lavoro, durato oltre 10 giorni:

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Zedz al Colosseo

La sfida è stata davvero epica e dunque il teatro perfetto non poteva che essere il Colosseo.
Gladiatore delle bombolette, lo street artist olandese Zedz ha condensato 6 giorni di lavoro in 4, passando dalle 11 alle 13 ore sospeso sul braccio meccanico, misurandosi con una parete immensa e un’opera circolare di 10 metri di diametro.

Arrivato dalla Polonia il giorno prima, Zedz è salito su quella per i gironi successivi sarebbe diventata la sua seconda (forse più corretto dire prima) casa, alle 17,30 di venerdì 26 giugno e verso le 21 aveva tracciato i contorni del suo lavoro, terminato con gli ultimi ritocchi la mattina di mercoledì 1° luglio, verso le 10,30.
Ritmi serrati e grande attenzione ai dettagli. Mentre nuove aree del grande cerchio fioriscono di linee geometriche e colori, Zedz torna sulle parti già realizzate, per piccole correzioni, per aggiungere qualche linea o marcare maggiormente una sfumatura.
“Questo è il lavoro più grande che ho fatto, voglio che sia perfetto, deve essere il mio capolavoro”, spiega una sera verso le 22,30, mentre sceso dal carrello, continua a osservare la parete e annotarsi mentalmente, modifiche e correzioni.

La presenza di Zedz a Torino è dovuta alla personale “Tokyo to Torino”, che avrebbe inaugurato da Square23, giovedì 2 luglio. Andrea Spoto – grande appassionato di street art e proprietario del Teatro Colosseo, con la sorella Claudia, che ne è anche direttrice – coglie l’occasione per dare vita a un progetto a cui pensava da qualche tempo: cambiare faccia, o meglio facciata, al teatro, mettendo i muri a disposizione di alcuni street artist.
Il battesimo è toccato a Zedz.

Man mano che l’intreccio di linee e colori prendeva forma sul muro di via Bidone, gli abitanti di zona mostravano di apprezzare il lavoro: “Finalmente un po’ di colore, ci voleva proprio”, “Sarete il teatro più punk d’Italia!”.

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Ogni sera, al termine della giornata di lavoro, Zedz scende dal cestello e resta qualche minuto a osservare qualche dettaglio, che – mi vien da pensare – forse a me sfugge.
Poi, martedì sera, verso le 22, mi rende partecipe dei sui viaggi: “Quando realizzo le mie serigrafie, ogni volta che aggiungo un colore su un altro, vorrei potermi affacciare dietro l’ultimo strato, per vedere cosa c’è sotto. Nella mia mente si tratta di costruzioni tridimensionali, ma non ci posso entrare, perché le serigrafie sono troppo piccole. Questa invece è in scala umana, vedi quel quadrato nero – dice indicando un punto in alto a sinistra – lì ci passerei perfettamente e potrei andare a vedere cosa c’è dietro il muro. E poi qui ci sono pure le finestre, che mi permettono di entrare veramente nell’opera“.

La mostra da Square23 – in via San Massimo 45 – è aperta fino a metà settembre. Assolutamente da non mancare.
Il muro sulla facciata del teatro Colosseo vi aspetterà lì per i prossimi anni, pronto a sorprendere ogni sera gli spettatori. E farà bella mostra di sé anche sul catalogo della stagione 2015 / 2016. Grazie anche agli splendidi scatti realizzati da Livio Ninni.