La Mole di “Shades”

La mostra Stazione Futuro è stata costruita come fosse una città, dove gli spazi espositivi di dimensioni diverse evocano un paesaggio urbano. Luogo ideale per accogliere un intervento di street art. E così, se il sottotilo dell’allestimento promette “Qui si rifà l’Italia”, su una di queste facciate, ieri, Antonio “Shades” Agee, uno degli artisti storici della Graffiti Art americana, ha rifatto il monumento simbolo di Torino.

Una Mole Antonelliana pop emerge da una nuvola densa, su cui si appoggiano sfere colorate, intrecciate con linee di fuga, che rievocano in diverse declinazioni i colori della bandiera. Il Tricolore sventola sullo sfondo, contestualizzato dalla scritta “150°”. Nessun disegno, nessun progetto praparatorio: “Ce l’avevo in testa – confessa Shades –. Mi sono divertito molto, ho chiacchierato con i ragazzi che passavano di qua e pian piano il disegno ha preso forma sulla parete”. Cinque ore di lavoro per decorare una facciata di 3 metri per un metro e mezzo, nuvole di colore e tante interruzione: le scolaresche fanno tappa davanti alla parete e per le insegnanti diventa difficile schiodare gli studenti. Chiedono autografi, scattano foto con i cellulari, Shades lascia il suo segno con le bombolette su ogni foglio che gli viene allungato, scherza col pubblico, sempre numeroso, chiede consigli. Alla fine il risultato è semplice e di forte impatto. “Pochi fronzoli, quando ci metti dentro troppo non si vede nulla – spiega Shades –. Volevo che fosse centrale la Mole, anche se una Mole proiettata nel futuro”. Dopo aver incrociato le sue bombolette con eventi cittadini come Movement e Paratissima, e dopo aver lavorato con Fiat, sulle due sponde dell’oceano, Shades lascia il segno anche alle Ogr, dove il suo lavoro rimarrà visibile fino alla chiusura della mostra, il prossimo novembre.

 

Antonio Shades Agee parla della “sua” Mole:

Torino – Detroit

Due Motor City; “fabbriche” della musica elettronica – con particolare propensione alla techno. Torino e Detroit sono accomunate anche dalla presenza di scene di street art molto attive. Antonio “Shades” Agee si è imposto come uno dei più autorevoli Original Graffiti artist di Detroit e nell’ultimo anno si è fatto conoscere anche a Torino, partecipando a Movement, al Reset Festival ed all’ultima edizione di Paratissima.

Il 23 marzo 2011 lo Stadio Olimpico di Torino ha ospitato il derby tra vecchie glorie di Torino e Juventus “SLAncio per la vita“. Shades ha realizzato a bordo campo tre tele: il volto di Del Piero, quello di Buffon e un omaggio al Grande Torino. I suoi lavori sono poi stati messi all’asta su e-bay, alimentando la raccolta fondi a favore della ricerca sulla SLA.

Nell’occasione lo abbiamo raggiunto per farci raccontare le principali differenze tra le due scene di street art, quella di Detroit e quella di Torino.

Antonio “Shades” Agee: “La scena di Detroit è piuttosto diversa da quella torinese, è più vecchia. A Torino domina soprattutto la “new school”. Detroit è più incentrata sui graffiti, facciamo soprattutto personaggi e “lettering”, facciamo molto più “lettering” che in Europa. Quello che mi piace di Torino è che ci sono molti gruppi, molte crew; a Detroit è un discorso più individualista, laggiù è battaglia… Solo in alcuni, rari casi ci sono delle collaborazioni. Qui ci sono i Monkeys che sono fenomenali, adoro quello che fanno. Abbiamo stili diversi, come si può vedere, io sono “old school” e credo sia un’esperienza interessante per gli “old school guys” venire a Torino e vedere quello che capita da queste parti. La mia esperienza è stata fantastica, non c’è niente come arrivare in un posto e trovare subito un feeling perfetto con le persone del luogo…”

Street ArTO: Hai avuto diverse occasioni di collaborazione: Reset, Paratissima…

A.S.A.: “Ho fatto Paratissima con FIAT, dove ho dipinto un intero container, è stato divertente; ho partecipato a Movement. Sono stato tante volte a Torino…”

S.A.: Ormai sei cittadino onorario…

A.S.A.: “Sì, Torino è la mia seconda casa!”

S.A.: A Torino il dialogo con le istituzioni è molto sviluppato, qual’è la situazione a Detroit?

A.S.A.: “Sì, adesso c’è dialogo. Hanno iniziato a far entrare la street art nelle Università, non è più vista come una cosa di bande, con connotazioni negative. Si lavora nelle Università, coi ragazzi… Inizia a crearsi un certo dialogo”

S.A.: Tu hai lavorato con FIAT anche negli Stati Uniti per il lancio della 500. Come cambia il tuo lavoro, quando devi farlo su committenza?

A.S.A.: “Con Fiat si sono dimostrati subito molto aperti e disponibili a darmi quasi carta bianca. Anche a Detroit, che era la città chiave per il lancio della 500, mi hanno lasciato fare, totale libertà. Ho dipinto una macchina intera, è stato molto divertente”

S.A.: Quali sono le principali differenze di stili, tra Detroit e Torino?

S.A.S.: Come dicevo, a Detroit domina l’old school, uno stile più selvaggio; a Torino è new school, la chiamiamo 3D, è più realistica. Negli Stati Uniti il tratto è più simile al cartoon. Ma alla fine, è tutto graffiti!”

(Sunto della chiacchierata con Shades, che potete ascoltare integralmente in inglese nel video poco sopra)