Dietro le sbarre

IMG_1755Parafrasando Gauguin: “L’arte o è plagio o rivoluzione”.

La street art è sicuramente rivoluzionaria e, in alcuni casi, può anche essere terapeutica, perché espressione e interpretazione del “sentire” sociale. Questo il motivo che ha spinto l’associazione Il Gabbiano a coinvolgere due gallerie – Studio D’Ars di Milano e Square23 di Torino – per la riqualificazione del carcere di Tirano (Sondrio), in occasione del proprio trentennale.

Mercoledì scorso, il 19 giugno, a Milano, la presentazione del progetto con alcuni degli artisti che interverranno, a partire dalla metà di settembre, nelle celle e sui muri esterni dell’ex carcere.

Senza limiti o restrizioni, in sintonia con le finalità del progetto, gli artisti saranno liberi di seguire il proprio estro e interpretare con la propria arte la trasformazione e l’evoluzione di quegli spazi, nati come struttura detentiva e destinati ora a diventare un grande centro di accoglienza e di recupero. Tra gli artisti coinvolti nel progetto: AlePuro, Alessandro Caligaris, Corn79, Etnik, Mr Fijodor, Opiemme, Orticanoodles, Andrea Ravo Mattoni, Seacreative, UrbanSolid.

L’appuntamento è il 20 settembre a Sondrio, ma nel frattempo i loro lavori si possono vedere allo Studio D’Ars.

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Reblogging… off line

È uno dei pochi casi in cui soffermarsi sulla cover di un CD si rivela più stimolante che aprirlo e ascoltarlo.

Una parete della Galleria di via San Massimo 45, Square23, è ricoperta da un’installazione composta da 96 compact disc. Niente di particolare a prima vista. Avvicinandosi però, ci si accorge che non si tratta delle normali copertine degli album. Sono piccoli dipinti incastonati nello spazio angusto di 14 centimetri per 12. Rielaborazioni di cover celebri, frasi, personaggi dei fumetti, ritratti, simboli. Ma è solo osservandoli da una distanza minima che si può apprezzare l’originalità del lavoro di Andrea Mattoni. I cd sono stati dipinti a olio dall’interno, la plastica diventa così una sorta di schermo, un vetro senza tela, perché è il vetro stesso la tela. Mentre li si ammira, si assiste in un certo senso al “negativo” del lavoro, quasi si potesse ammirare un’opera attraverso la tela.

Se per tecnica e stravaganza questa è una delle opere che maggiormente colpiscono il visitatore, non è certo di minore impatto il corpo della personale, curata da Davide Del Sasso, “Reblogging”. Andrea Mattoni esplora il linguaggio della rete, concentrando la sua attenzione sulla voglia di protagonismo amplificata da Internet e dai social network. Una ragazza discinta si affaccia dalla tela, intenta a scattarsi una foto allo specchio, con la sua cameretta sullo sfondo. Sulla parete viene riprodotta la veste grafica di Facebook, per incorniciare cinque ragazze in lingerie intente a immortalarsi reciprocamente, con i loro smartphone.

Reblogging è la prima tappa di un progetto del giovane artista varesino, che pone l’accento sull’analisi della diffusione delle immagini e dell’effetto moltiplicazione del web. L’operazione nasce dall’interesse di Andrea per l’intensa attività dei blogger, che in rete comunicano oltre che con le parole, attraverso le immagini. Immagini che Mattoni manipola, remixa e porta fuori dalla rete, proponendo un reblogging – quel meccanismo che consiste nel ri-postare il contenuto di un altro blogger – nel mondo reale.

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Mostre in corso

Con la primavera la street art torna a sbocciare, più in galleria che per strada… E anche StreetArTO torna a far germogliare le sue pagine.

Mentre alla GaloArt Gallery è in corso la mostra “The Classy Clash of Stylie Styles“, che mette insieme i lavori di Sjoco Sjon (Amsterdam) e di Sister Flash (Torino)

Xel inaugura la sua personale alla POW Gallery, affiancando i “cavalli di battaglia”, o meglio i pulcini, a nuovi lavori (il trittico delle carte da gioco), con un rimando alle origini da writer.

Da Square23, il milanese Andrea Mattoni espone “Reblogging“, con la sua visione del web dipinta su tela, muri e copertine di CD.

Domani (venerdì 20 aprile) da Amantes inaugura “Vecchie e nuove resistenze“, personale di Xumia, che a ridosso del 25 aprile propone una propria riflessione sul significato attuale della parola “Resistenza”.

Buona visione!