Lapiztola messicana colpisce al WTC

Lapiztola è un collettivo di street artist messicano.

Nei loro lavori sui muri del Sud America ritornano con insistenza alcuni elementi caratteristici: i bambini; il tema del viaggio e del volo; stormi di uccelli neri, che a seconda del contesto si trasformano da dolci a minacciosi; paramilitari armati e manifestanti incappucciati, scontri con la polizia. Come nello stencil realizzato nel 2008 al centro Fotografico Manuel Alvarez Bravo, dove si ripercorrono i fatti di Oaxaca, del 2006.

 

 

 

 

 

 

Da più di un mese stanno girando l’Europa, lasciando segni del loro passaggio in diverse città: Barcellona, AmsterdamParigi, Bologna, infine Torino. Torino quasi per caso, non a caso nel WTC però. A Bologna hanno sentito parlare di questa ex fabbrica, trasformata in uno spazio espositivo a tempo dedicato alla street art.

Hanno preso il treno da Bologna, sono arrivati mercoledì 6 luglio, hanno raggiunto il numero 28 di via Foggia, si sono scelti la loro parete e hanno iniziato a dipingere (nella foto il lavoro in fase di realizzazione – erano le 18,30 di mercoledì).

Giovedì 7 sono ripartiti: tappa a Bologna, aereo verso Barcellona, ultimi giorni europei e rientro in Messico.

BIOGRAFÍA El Colectivo Lapiztola es una de las propuestas más importantes del estado de Oaxaca. Este colectivo surgió como respuesta a los movimientos políticos de Oaxaca en el 2006. Desde entonces, además de realizar intervenciones urbanas, ha expuesto en galerías de México y Estados Unidos, otros recintos cerrados como el Museo Nacional de la Estampa, y el Museo de arte Popular, en México DF y centros culturales como el Centro cultural España, Don Apolonio, y ha estado presente en eventos de importancia como la Bienal de la Habana y el Festival Entijuanarte.

Il Collettivo Lapiztola rappresenta una delle proposte più interessanti dello stato di Oaxaca. Questo collettivo nacque come risposta ai movimenti politici di Oaxaca del 2006. Da allora, oltre che realizzare azioni urbane, ha esposto in gallerie del Messico e degli Stati Uniti, in spazi chiusi come il Museo Nazionale della Stampa, il Museo de arte Popolare e centri culturali quali il Centro cultural Spagna, Don Apolonio, ed ha partecipato a importanti eventi, come la Biennale de La Havana e il Festival Entijuanarte.

SOBRE SU TRABAJO, DICE: “Lapiztola trata de manejar el arte urbano en cierto sentido como protesta, pero también busca a través de imágenes crear un dialogo con el espectador intentando aportar ideas visuales que probablemente hagan conciencia de la realidad social, no siempre es el objetivo a veces solo queremos que la gente se haga una historia de lo que está viendo. La mayoría de veces usando como soporte técnico el esténcil y la serigrafía.”

“La Piztola utilizza l’arte urbana in un certo senso come protesta, però allo stesso tempo cerca attraverso le imamgini di creare un dialogo con lo spettatore, cercando di proporre idee visive che aiutino a prender coscienza della realtà sociale. Altre volte vogliamo semplicemente che la gente si faccia una storia su quello che sta osservando. Per lo più utilizziamo lo stencil e la serigrafia”.

Galo’s Angels

Photo by Stefano Guastella

L’arte si affaccia su via Saluzzo, in maniera bizzarra e variopinta. Una grande casa di pezza colorata in vetrina. È questo il biglietto da visita che accoglie il visitatore della Galo Art Gallery fino al 22 luglio. Un invito a entrare in un mondo magico e avvolgente, fatto di tessuti, disegni, pupazzi, fili sospesi, design tessile, fotografie manipolate. Il mondo di “Angels on Charlie”, che raccoglie nella galleria torinese dedicata alla street art i lavori dell’italiana Maoma, della croata MiniVila e della francese Lil’Shy. Tre artiste con differenti background culturali, ma accomunate da due elementi: tutte e tre vivono e lavorano ad Amsterdam e hanno trovato uno stile particolare per lavorare con i tessuti.

Photo by Stefano Guastella

Eleganza e impatto sono i principali ingredienti dell’esposizione. A partire dal piccolo villaggio fantastico costruito da Maoma con pupazzi volanti dai volti sorridenti, che tanto colpiscono i bambini, e casette di cartone, tra cui si insinuano lombrichi di peluches. Un mondo in cui si può entrare attraverso il sito MaomaLand dove scoprire la magia e l’amore che lega Rocco e Giulia, anima e braccia di Maoma. Si rimbalza sulle tele ricamate dall’artista multimediale Lil’Shy, tra cuciture e rilievi, con lettere in grassetto e simbologie e grafiche intriganti, per immergersi tra i vestiti creati da MiniVila, stilista, pittrice, street artist, performer. In occasione dell’inaugurazione della mostra, cantando e sfoggiando un look decisamente originale, si è anche esibita in una performance live, ”Una delle mie prime passioni – come lei stessa ammette con ironia – fare la stupida e vedere cosa succede”. Il viaggio continua al piano superiore: in cima alla scala si viene accolti dal Big Dog di Maoma, prima di seguire le linee sfuggenti della ragnatela costruita lungo le pareti da Lil’Shy. L’ultimo approdo è il balcone interno; dalla parete fanno capolino gli sguardi penetranti delle donne di MiniVila, piccoli dipinti incastonati in cornici dai colori vivaci; dalla ringhiera ci si affaccia sullo spazio sottostante, con vista sul tetto della grande casa di pezza colorata.

Recensione su La Stampa del 24 giugno 2011.

Recensione Angels on Charlie