Robot a Torino. Atto II

Labadanzky ha colpito ancora. Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 ottobre un secondo robot è apparso all’angolo tra via Lagrange e corso Vittorio Emanuele. Questa volta sul profilo Instagram ha condiviso anche la fase creativa…

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…e un breve video su Facebook ci mostra invece il momento dell’arrivo in città…

Per tutta la giornata di lunedì, il robot fa bella mostra di sè… sembra quasi sorvegliare il traffico all’imbocco della Zona a Traffico Limitato, come mostrano le immagini realizzate da Vincenzo Cicanese.

Ma la mattina di martedì 3 ottobre, le forze dell’ordine individuano l’invasore. Dopo una fase di studio, come era preventivabile…

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…decidono per la rimozione…

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O forse, come suggerisce Stefano Guastella, autore dello scatto che ne mostra la scomparsa: “E poi via per altre mete a difendere gli oppressi…”.

A questo punto non resta che attendere un nuovo capitolo della saga.

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Misteri risolti… e l’ASSEDIO continua

Cacce (più o meno lunghe) ad artisti urbani misteriosi hanno trovato spazio sui quotidiani cittadini negli ultimi mesi.

Schermata 2017-09-27 alle 19.56.22Prima a quello che è stato ribattezzato il “Banksy torinese“, alias Andrea Villa, altro nick dietro cui si cela la vera identità dello street artist che per mesi ha preso di mira politici e celebrità, con i suo finti manifesti pubblicitari.

E sempre in tema di manifesti pubblicitari “fake”, è durata poco la caccia all’autore del cartellone apparso il 25 settembre sul cavalcaferrovia di via Valperga Caluso. Solo due giorni dopo la rivelazione: si tratta del romano Hogre, non nuovo a colpire in città. Spesso in collaborazione con Guerrilla Spam (di loro ci Schermata 2017-09-27 alle 19.56.35occuperemo tra poco).

Senza dimenticare Mr. Pink, che a quanto pare sarebbero due: quello che ha tinteggiato di ros cabine telefoniche, panchine e toret sarebbe ancora ignoto; quello che ha colpito in piazza San Carlo ha un nome e un cognome: Marco Abrate, in arte Rebor. O ancora il robot misterioso apparso a Porta Nuova, che poi tanto misterioso non era, vista la firma vergata su braccia e gambe: l’opera è stata installata da LABADANzky, che ha promesso un vero e proprio attacco nei prossimi mesi.

E a proposito di attacchi… o assedi…

Mentre sui giornali ci si interroga sull’identità di street artist misteriosi [senza arrivare a scomodare Banksy, quello vero (?)], continua puntuale, meticoloso e martellante l’ASSEDIO sugli spazi pubblicitari all’angolo di corso Massimo d’Azeglio e corso Raffaello.

Non c’è mistero in questo caso. Promotori dell’iniziativa (occupazione non autorizzata di spazi pubblicitari) sono i Guerrilla Spam, gli autori degli interventi sono elencati sulla pagina Facebook di Andrè Guerrilla. Tra loro ci sono anche Hogre e Andrea Villa… Manca il mistero e l’operazione suscita meno curiosità. Meno attenzione (vuoi vedere che ha ragione Banksy a mantenere il mistero sulla sua identità?). Eppure l’idea (e la costanza) che ci sono dietro, pur non rappresentando una novità assoluta sulla scena street (come qualcuno ha fatto anche notare con una polemica velata nei commenti al giorno 1 dell’ASSEDIO), offrono interessanti spunti di riflessione.

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Loro lo raccontano così: “Il progetto nasce come occupazione non autorizzata di UNO spazio pubblicitario. Non vari interventi sparsi per la città ma un’occupazione unica di un solo totem pubblicitario. L’assedio consiste nel sovrapporre a manifesti pubblicitari autorizzati, opere di artisti con il fine di trasformare uno spazio ideato per scopi commerciali in un supporto per un’esposizione illegale fruibile da tutti.
Ogni volta che una nuova pubblicità compare sui disegni, un nuovo artista prosegue l’assedio attacchinando nello stesso totem delle opere nuove” (nello slideshow i diversi attacchi dell’Assedio, dalla pagina Facebook di Andrè Guerrilla).

Sapete dove trovarlo. Non c’è mistero, se non quello di scoprire, di volta in volta, quale opera potrete ammirare sullo spazio pubblicitario.

Il robot che guardava passare i tram

Questa mattina sulla mia timeline di Facebook, grazie a Fabrizio Furchì, compare uno strano robot con la testa da semaforo

Appena sbarcato a Porta Nuova, sembra guardarsi attorno un po’ spaesato nel silenzio della notte, in attesa della folla mattutina, che inevitabilmente sarà attratta dalla sua presenza e non saprà resistere alla tentazione di uno scatto o un selfie con robot.

Sui giornali si parla di un Transformer-semaforo, si scomoda la Guerra dei Mondi di Orson Welles e sui social si condivide. C’è anche una richiesta, purtroppo inascoltata:

Purtroppo, già nel primo pomeriggio del robot di cartone di Labadanzky non c’è più traccia. Il collettivo genovese Labadanzky Unpolite Art Machine non è nuovo a queste incursioni: due anni fa avevano colpito a Sampierdarena, un anno fa hanno invaso il Museo di Storia Naturale Giacomo Doria con un esercito di ragni robot.

Dopo le parodie dei manifesti pubblicitari targate Andrea Villa (ribattezzato da La Stampa il Banksy torinese), il robot venuto dalla Liguria, fermatosi qualche ora a guardar passare i tram su corso Vittorio, porta una bella ventata di freschezza sulla scena street torinese. In attesa di scoprire se i robot torneranno in città, potete godervi la gallery sul profilo Instagram labadanzky.

Gec e Br1 in Amichevole

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Br1 e GEC sono due artisti che, legati da una profonda amicizia, condividono un confronto artistico quotidiano da più di dieci anni. Attraverso azioni nello spazio pubblico, il loro lavoro parla alla collettività intesa nel senso più ampio e trasversale possibile.
Nella maggior parte dei casi, l’intervento artistico nasce senza alcuna intermediazione o autorizzazione, essendo frutto di una spiccata attitudine alla pianificazione strategica dell’azione. Si tratta di azioni libere ed improvvise in grado di modificare il paesaggio urbano, in cui l’osservatore si ritrova inconsapevolmente coinvolto nella situazione orchestrata dai due artisti. Altre volte, lo spazio pubblico viene traslato direttamente sul web, dove l’individuo è coinvolto attivamente tramite i social network, diventando protagonista. Tramite open call, viene richiesto di compiere un’azione che andrà ad innescare un processo creativo collettivo, che l’artista sintetizzerà in un’opera che mai sarebbe esistita senza il supporto e la partecipazione diretta della collettività.
Gli artisti propongono una selezione di opere inedite in Amichevole, per Here, che dialogano fra loro con lo spazio della Cavallerizza Reale, attraverso la combinazione di fotografie e quadri.
Le opere resteranno esposte dal 19 al 28 maggio.

MurArte is back

Il progetto MurArte, nato nel 1999 con l’obiettivo di favorire l’interazione tra creatività giovanile, produzione culturale e riqualificazione del territorio, diventa maggiorenne e viene rilanciato con la sua versione 2.0. Promosso originariamente dal Servizio Politiche Giovanili e dal 2012 abbracciato anche dal Servizio Arti Visive, Cinema e Teatro, mentiene oggi questa sua duplice vocazione, di attenzione ai giovani e al territorio, senza dimenticare la dimensione artistica.

LA “CREW” ISTITUZIONALE
DSC_0309«C’è una grande richiesta di arte urbana e questo progetto è la riposta che vogliamo dare come Città – spiega l’assessora alla Cultura Francesca Leon –. Mi auguro che MurArte possa diventare un luogo comune di riflessione su tematiche quali la rigenerazione urbana ed l’espressione giovanile». Le fa eco l’assessore alle Politiche Giovanili Marco Giusta: «MurArte è una di quelle iniziative su cui abbiamo deciso di puntare fin dall’inizio e che ci siamo contese con Francesca, alla fine abbiamo deciso di lavorarci insieme. Stiamo lavorando per fare di Torino la capitale della creatività diffusa».
Insomma la “crew” istituzionale prende posizione e l’assessora Leon anche un impegno: «La Città si mette al servizio di tutti gli interlocutori per creare alleanze, sinergie e progetti condivisi».

LE ASSOCIAZIONI SONO PRONTE A PARTIRE
via borgosesia-roberto manciniIncassa sostegno e complienti Ruben Marchisio dell’associazione Monkeys Evolution, assieme a Il Cerchio e Le Gocce, vincitrice del bando della Città di Torino per l’affidamento di una serie di attività legate al nuovo biennio del progetto MurArte. «Sono tre le azioni che porteremo avanti fino all’autunno 2018: ci occuperemo di trovare e mettere a disposizione muri e pareti per chi vorrà dipingere; organizzeremo workshop e appuntamenti sul territorio e lavoreremo all’interno delle scuole per aiutare i giovani ad avvicinarsi in modo corretto alla street art». Grazie al sostegno del Comitato Creo – Ars Captiva in questa prima fase sono stati coinvolti tre istituti: il Primo Liceo Artistico, l’Albe Steiner e il Bodoni Paravia. E per quanto riguarda le azioni che verranno realizzate sul territorio cittadino è stata assicurata la collaborazione di tutte le Circoscrizioni. Nonostante le ottime premesse, non si fa illusioni Ruben: «Si tratta di un progetto che impatta sullo spazio pubblico e dunque non potrà essere esente da critiche. Non imporremo censure ai lavori, ma siamo aperti al dialogo».
« È un buon segno – sottolinea Corn 79 de Il Cerchio e Le Gocce –. Adesso mi piacerebbe si ricominciasse anche a fare qualche intervento grosso, con ospiti internazionali, per continuare il discoro avviato con PicTurin e poi interrotto». Si ventila la possibilità di vedere Torino inserita in un quintetto di città europee protagoniste dell’arte pubblica, entro un biennio: potrebbe essere il motore perfetto per dare nuova linfa alla sccena torinese.

PRIMI APPUNTAMENTI DI MURARTE
Intanto si delineano le prime tappe del calendario di MurArte: l’8 e il 9 aprile jam inaugurale in via Forlì angolo via Morelli; l’ultimo weekend di aprile (29 e 30 aprile) appuntamento in via Bixio; infine, il 20 e 21 maggio ci si sposta in Circoscrizione 9 ai giardini di via Invernizio.

Per restare aggiornati c’è la Pagina Facebook.

Raid Painting da Amantes

“Uno sfregio all’arte ed al luogo che la sostiene, dove la galleria d’arte si trasforma in strada, treno,ponte, capace di accogliere gli sfoghi più estremi della creatività sommersa. Cinque interventi di pitturadal vivo dove, artisti e non, potranno lasciare un segno sui muri dello spazio espositivo dell’Amantes”.

Così Amantes presenta “Raid Painting”:

Tre appuntamenti + due, con orario 19 – 1.

Si comincia venerdì 18, con Frenulo, Guerrilla Spam e Snem; si prosegue martedì 22 con Alex Caligaris e MrFijodor, e si chiudono i primi tre appuntamenti venerdì 25 con Raid Painting Crossing Out: un gruppo di artisti interviene sui graffiti esistenti con disegni e tag proprie, così come avviene in strada, trasformando i muri in luoghi di comunicazione sovrapposta.

Infine martedì 29 e venerdì 3 dicembre è di scena Raid Painting Colori Al Popolo, un atto performativo per chi lo fa già e per chi non ha mai osato, tutte e tutti potranno lasciare un messaggio o un disegno sui muri dell’Amantes. Pennelli e colori in sede. Venite a liberare i vostri pensieri.

Una forza creativa a 360 gradi

La mattina del 31 ottobre mi chiamano dalla redazione de La Stampa: «Conoscevi Sister Flash? è morta questa mattina, riusciamo a fare un pezzo per ricordarla?». La conoscevo, come si poteva non conoscerla a Torino? Incontrata alle mostre, al lavoro su un muro. La conoscevo, non così a fondo da sapere fosse malata. Ma conosco molte persone che la conoscevano. Ho cercato di raccogliere qualche ricordo, ho messo insieme i miei e usato quelle tracce che – volenti o nolenti – il web lascia su di noi.

Questo è il risultato sul giornale: lastampa_t2_20161101-trascinato.

Di seguito, riporto il testo.

«È una forza creativa a 360 gradi». Così Galo descriveva Maria Bruno a.k.a. Sister Flash nella presentazione della mostra “Classy clash of sylie styles”, ospitata dalla GaloArtGallery, tra aprile e maggio 2012. Declinata al passato, quella stessa frase ne rappresenta oggi il perfetto epitaffio. Perché l’artista torinese è scomparsa ieri mattina, all’età di cinquant’anni, dopo tre mesi di lotta contro un male incurabile.

Nata l’8 marzo 1966, Maria si è avvicinata al mondo della street art nella seconda metà degli anni Ottanta. Anni pionieristici in Italia, soprattutto per una donna. «In quel periodo ho iniziato a lavorare come professore all’Istituto Europeo di Design – racconta Assi-One, uno dei primi a portare la street art a Torino –. Lì ho “contaminato” Sister Flash, Bostik, Cipolla e molti altri». Poprio in quegli anni in cui la street art era alle sue fasi sperimentali, Sister Flash è stata tra le prime donne, a Torino e in Italia, a usare gli stencils per le strade. Colori forti, lavori ipnotici dotati di una profondità unica. Nel nuovo millennio, come molti artisti, ha trasferito il suo lavoro dal muro alla tela, senza mai abbandonare la strada. Tipici i suoi lavori “puntinati”, composti da griglie cromatiche dai colori brillanti, a tratti acidi. Frutto forse della contaminazione di quella che è stata una delle sue altre passioni: la musica. Quella underground, emersa dalla scena rave. Intorno alla metà degli anni Novanta è infatti tra i fondatori del sound system Acid Drop, orientato a sonorità hardcore, industrial e acid, attivissimo per una quindicina d’anni a livello nazionale. Così la ricorda Davide Loritano, della Galleria Square23, che ha condiviso con Maria un percorso lungo una ventina d’anni: «Se chiudo gli occhi mi tornano in mente quei festoni interminabili in cui lasciava sempre il segno, con giochi di luci, fumogeni, raggi, Maria sapeva creare dei drop fantastici». E quelle due passioni si sono spesso intrecciate, ad esempio nei lavori realizzati sulle pareti delo Studio 2, locale che ha segnato la storia delle notti torinesi dal 1987 al 1993.
Mostre, pareti non solo torinesi – a Roma le venne commissionata un’installazione sulla facciata di una chiesa –, esibizioni su stencil, ma anche altre forme d’arte. Per molto tempo Maria è stata un membro attivo del festival di arte digitale Share. È transitata dal Circolo Amantes, in occasione delle varie edizioni di “Across rewriting”, ha partecipato alla collettiva “Zoofanie” alla Galleria Oblom, ha esposto alla GaloArtGallery. E poi restano in giro per la città segni sparsi del suo passaggio. Le sue grafiche inconfondibili emergono da un murales collettivo realizzato in via Luini nel 2013, per sostenere la campagna “Sorrisi di Madri Africane” del. Una panchina “puntinata” davanti all’Auchan di corso Romania, realizzata nel. Un intervento sul Wall of Fame di via Braccini; un muro al MAU – Museo di Arte Urbana, in zona Campidoglio; una parete al Bunker. Resta anche “Punti e basta”, libro d’artista che racconta 12 anni di opere di Sister Flash: “L’ampia superficie che si stende sotto gli occhi non è che un frammento” scrive Francesco Bernardelli, lasciando intendere che l’opera prosegue in un altrove non visibile, ma immaginabile. È quell’altrove che resta, oggi, a tutti gli amici di Maria Bruno.

Gec, Don Bosco e i PokemonGO

Stupore, gioia, soddisfazione. Sono le emozioni che sembrano dipingersi sui volti di Don Bosco e San Giuseppe Cafasso, dopo che hanno catturato il leggendario Dragonite… Si tratta dell’installazione urbana di GecArt, a pochi passi dal Rondò d’la Forca.

 

Il Sistema floreale di videosorveglianza sboccia al MAU

Venerdì 10 sarà presentata la prima opera pubblica permanente di Gec, promossa dal M.A.U Museo di Arte Urbana di Torino, Borgo Campidoglio. L’opera si trova sulla facciata cieca di un condominio all’incrocio fra Via Musinè e Via Corio.

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La giornata prende il via alle 16,30, con una visita guidata al Museo d’Arte Urbana e al Borgo Campidoglio, accompagnati dal Direttore Artistico del MAU, Edoardo Di Mauro.

Alle 18,30, presso la sede espositiva del Museo d’Arte Urbana, in via Rocciamelone 7 c, verrà presentata la nuova opera di Gec “Sistema floreale di videosorveglianza”.

 

La street art invade l’Assago Summer Arena

Ok, Assago non è proprio Torino, ma in fondo START – Street Art Fest è un po’ torinese. C’è Pixel Pancho, che di base è a Torino, c’è Etnik, che torinese un po’ lo è diventato, e anche i vari Roa, Nevercrew, Zedz, Vhils a Torino qualche segno lo hanno lasciato. E poi, gli artisti coinvolti nel progetto (ci sono ancora Chazme e Sepe) sono stati arruolati con la collaborazione della galleria torinese Square 23.
Ma andiamo con ordine. Cos’è START – Street Art Fest? Si tratta di un evento che si svolge dal 9 al 12 giugno all’Assago Summer Arena (tutti i giorni dalle 11 alle 19), a ingresso gratuito. Protagonista sarà anzitutto la Street Art: gli artisti coinvolti realizzerann opere site-specific che resteranno in loco fino alla fine di luglio, diventando coreografia dell’evento musicale Street Music Art. Ci saranno le geometrie di Zedz, gli animali di Roa, le esplosioni geometriche di Etnik, i volti di Vhils, i robot di Pixel Pancho, gli intensi lavori del duo polacco Chazme e Sepe e le opere animate con la realtà aumentata della Nevercrew. A START infatti esordisce “Synchronizing machine n°4”, realizzata da Nevercrew grazie a BEPART – the Public Imagination Movement: un’installazione digitale animata che sarà visibile solo attraverso i propri smart device, scaricando l’app gratuita Bepart, disponibile per Android e iOS. L’opera resterà all’Assago Summer Arena fino al 29 luglio, e sarà anche visibile in Gps: puntando la camera in direzione del palco, si potrà visualizzare il contenuto nel cielo sopra il festival.
Oltre alla street art, START riserverà ampio spazio anche ad altri linguaggi della cultura di strada, quali i Graffiti e l’Hip Hop, con una serie di attività collaterali – in collaborazione con Stradedarts – che offriranno la possibilità di vedere dal vivo dimostrazioni di Breakdance, performance di specialisti di Parkour, esibizioni di Skate e Bmx, di ascoltare scratch di Dj di fama internazionale, e di dipingere con le bombolette su spazi murali liberi nell’area Graffiti Writing.
Inoltre, l’area ospiterà l’esposizione Post Graffiti and Street Art Expo, la mostra del fotografo Cosimo Griso Alfarano, workshop di calligrafia e laboratori di serigrafia, proiezioni di film, documentari, e interviste legate al mondo della street art.
Sono infine previsti due eventi speciali, che proseguiranno in orario serare: venerdì 10 alle 20,30 si terrà il dj set di Dimitri Vegas & Like Mike, sabato 11 alle 21 sarà di scena Boosta dei Subsonica, in versione dj.

Come raggiungere l’Assago Summer Arena: area esterna Mediolanum Forum, Via G. Di Vittorio 6 – 20090 Assago MI.
Per informazioni al pubblico: info@streetmusicart.com.