10 anni di Truly

SeemsTrue_PosterVenerdì 5 aprile al Blah Blah i Truly Design festeggiano i loro primi 10 anni.

Con la musica dei Brandumize e dei Toys e un documentario di Trickle Production.

Si comincia alle 19 e sono previste tre proiezioni: alle 20, alle 22 e alle 24.

Ecco il “trailer”…

Il murales per le donne siriane censurato in tempi record (La Stampa)

Le grandi donne velate dello street artist BR1 sono ormai entrate a far parte del panorama urbano cittadino. Capita spesso di vederle, con burqua e niquab, stagliarsi coi loro colori intensi sui grandi pannelli pubblicitari torinesi.

Mercoledì scorso, l’ultimo intervento di BR1 è stato realizzato su un cartello di proprietà del Comune, nel parcheggio tra via Piave e via Caro Ignazio Giulio, su cui era affisso un manifesto scaduto da tempo. Il volto di una donna coperto da un niquab verde e azzurro, sullo sfondo otto stick di rossetto e tra questi un proiettile giallo. Il poster voleva essere un’opera di solidarietà verso la popolazione siriana e le donne in particolare: l’uso del rossetto è ormai comune nella grande maggioranza dei paesi musulmani, l’aggiunta del proiettile rappresentava il collegamento ad uno stato di soggiogamento militare. Sul suo blog, BR1 svela la fonte d’ispirazione dell’intervento, caricando tra le immagini del suo poster un video sulla repressione di una manifestazione in Siria. A rendere ancora più forte il messaggio, il contrasto con un vicino manifesto politico, parzialmente strappato, dove si leggeva: “– clandestini. Prima il Nord!”.

Tutte le opere di street art sono per definizione effimere, destinate a sparire, si consumano lentamente, ma inesorabilmente. In questo caso però, il destino del poster è stato decisamente più fulmineo. Il giorno stesso il “pezzo” di BR1 è stato coperto con carta blueback, quella utilizzata per i manifesti d’affissione, meticolosamente disposta a coprire il soggetto. Certo l’affissione non era autorizzata e come possono essere coperte le pubblicità scadute con il retro blu dei manifesti a maggior ragione poteva esserlo il poster di BR1. Si aggiunga pure il soggetto particolarmente forte e la possibilità di fraintendimenti. Quello che stupisce è la rapidità d’intervento della Città, di solito particolarmente attenta alla scena della street art torinese. La motivazione di tanta sollecitudine è fornita da Vincenzo Panetta del Servizio Affissioni del Comune: “La richiesta ci è arrivata dalla Circoscrizione 1, abbiamo controllato e non essendo un’affissione autorizzata abbiamo provveduto”. Motivazione che coglie alla sprovvisata Massimo Guerrini, Presidente della Circoscrizione: “Dai nostri uffici non è stata inoltrata nessuna richiesta in tal senso. Se poi un consigliere passando nel parcheggio ha visto il poster e ha telefonato all’ufficio competente, io non posso saperlo”.

La mia ricostruzione della vicenda, sulle pagine del La Stampa di oggi (mercoledì 24 ottobre 2012).

 

PicTurin 2012

PICTURIN

Torino Mural Art Festival 2012

III edizione – «Your City, Your Museum»

Giugno-Luglio-Settembre-Ottobre

Da Francia, Olanda, Bulgaria, Belgio, Spagna, Italia, più di 30 artisti per colorare alcuni luoghi simbolo della città – Parco Dora, Ospedale Amedeo di Savoia, Hiroshima Mon Amour, scuole e facciate di palazzi – e trasformare Torino in un grande museo a cielo aperto.

Il 15 giugno prende il via la terza edizione di PIC TURIN – TORINO MURAL ART FESTIVAL, uno dei principali eventi europei di street art e graffiti-writing che mostra “al lavoro” i grandi nomi dello scenario internazionale e artisti noti e emergenti della scena cittadina.

Tra i protagonisti di questa edizione: Zoer & Velvet (CSX crew – Francia), Erase & Arsek (Bulgaria), Graphic Surgery (Olanda), Bue The Warrior e Chase (Belgio), Escif (Spagna) e, tra gli italiani, 2501, Galo, Truly Design, ADC, KNZ, SMK e TOTS  crew.

Da Parco Dora – il cuore della grande trasformazione dell’area di Spina 3 – parte il terzo capitolo del legame tra la città e PicTurin che contribuisce così, in ottica Glocal, all’intervento di rinnovamento dell’area.

Il parco – che sorge sulle aree un tempo occupate dai grandi stabilimenti produttivi e rappresenta uno dei più vasti polmoni verdi della città – è unico nel suo genere, perché integra ambienti naturalistici a memorie del passato industriale. Sono state, infatti, conservate ed escluse dalla demolizione dei vecchi capannoni, alcune delle strutture preesistenti, come il capannone dello strippaggio delle ex acciaierie Vitali con i suoi pilastri d’acciaio colorati di rosso, le torri e le vasche trasformate in giardini acquatici.

In questo paesaggio post-industriale si inserisce l’intervento di PicTurin.

Il 15-16-17 giugno saranno al lavoro sulle murate dell’ex acciaieria, Overspin, Take514, Vesod, Reser & Wens, TOTs crew, Knz Clan, Truly Design, Krio, Corn79 (Italia), Zoer & Velvet (CSX crew – Francia), Erase & Arsek (Bulgaria).

Il 22-23-24 giugno l’intervento riguarderà le torri, simbolo del passato industriale dell’area, ad opera di 2501, Graphic Surgery (Olanda), Verbo.

Nei mesi di luglio, settembre e ottobre, PicTurin sarà impegnato su diversi fronti: dall’ospedale Amedeo di Savoia, alle scuole Media Statale Peyron di piazza Giacomini 24 e Media Statale Nevio Matteotti di via Mentana 14, dall’Istituto Rosa Luxemburg di corso Caio Plinio 6, all’Hiroshima Mon Amour, e altre location ancora da definire.

PicTurin – Torino Mural Art Festival è ideato e curato dalle ACU (Associazioni per la Creatività Urbana) Il Cerchio e Le Gocce, Style Orange e Monkeys Evolution.

Con una prima edizione di altissimo livello, nel 2010 (a cui hanno partecipato artisti del calibro di Aryz, Dome, Roa, Erica il Cane, Satone, Etnik, Nychos, Pixel Pancho, Zedz), il Festival si impone fin da subito come il principale evento italiano di street art e uno dei più importanti a livello internazionale.

Organizzato da MurArte e dal Servizio Politiche Giovanili e Servizio Arti Contemporanee della Città di Torino, PicTurin è finanziato dal Dipartimento della Gioventù attraverso il Piano Locale Giovani Città Metropolitane e rientra tra gli eventi torinesi inseriti nel calendario di Torino Young City 2012, il palinsesto delle attività estive legate alla creatività giovanile.

Info: www.picturin-festival.com

PicTurin rientra tra gli eventi di Torino Young City

 

 

 

ENGLISH VERSION:

PICTURIN – Torino Mural Art Festival 2012

III edition

«Your City, Your Museum»

June-July-September-October

Over 30 artists from France, Holland, Bulgaria, Spain and Italy will be coloring city landmarks – Parco Dora, Amedeo di Savoia Hospital, Hiroshima Mon Amour, schools and façades – and turning Torino into a big outdoor museum.

June 15 will be the starting date for the third edition of PICTURIN – TORINO MURAL ART FESTIVAL, one of the main European street art and graffiti writing events which features several notorious international and emerging local artists in action.

Amongst the leading roles of this edition: Zoer & Velvet (CSX crew – France), Erase & Arsek (Bulgaria), Graphic Surgery (Holland), Bue The Warrior and Chase (Belgium), Escif (Spain) and, amongst the Italians, 2051, Galo, Truly Design, ADC, KNZ, SMK e TOTS  crew.

The third chapter starts from Parco Dora – the heart of the large scale Spina3 area transformation – extending further the bond between PicTurin and Torino, contributing to a Glocal renewal of the city.

The park – built on a vast area once occupied by big factories and representing one of the city’s biggest “green lungs” – is unique in its genre, thanks to the integration between natural habitats and the remnants of an industrial past. In fact, some parts of the old warehouses and factories have been excluded from the large scale demolition which has taken place in the past years. An example of preexisting structures are the large roof of the ex Vitali steelworks supported by its red steel pillars, the towers and the large basins turned into aquatic gardens.

PicTurin will intervene in this post-industrial scenery.

On June 15-16-17 the ex steelworks will be decorated by Overspin, Take514, Spek, Reser & Wens, TOT crew, Knz Clan, Truly Design, Krio, Corn79 (Italy), Zoer & Velvet (CSX crew – France), Erase & Arsek (Bulgaria).

On June 22-23-24 the towers – symbols of the area’s industrial past, will be painted by 2501, Graphic Surgery (Holland), Verbo.

During July, September and October, PicTurin will split into different locations: from the Amedeo di Savoia Hospital to Peyron Middle School in piazza Giacomini 24 and Nevio Matteotti Middle School in via Mentana 14, from the Rosa Luxemburg Institute in corso Caio Plinio 6 to Hiroshima Mon Amour, and other locations which are currently being scouted.

PicTurin – Torino Mural Art festival is conceived and planned by the associations for urban creativity (ACU) Il Cerchio E Le Gocce, Style Orange and Monkeys Evolution.

After the high levels of its first edition in 2010 (with the participation of artist such as  Aryz, Dome, Roa, Erica il Cane, Satone, Etnik, Nychos, Pixel Pancho, Zedz), the Festival immediately turned out to be the main event in Italy and one of the most important international ones.

Organized by MurArte, the Youth Policies Service, and the Contemporary Arts Service of the City of Torino, PicTurin is sponsored by the Youth Department via the Local Plan for Metropolitan City Youth, and is featured in Torino Young City 2012’s event calendar, the program for summer activities dedicated to young creativity.

Info: www.picturin-festival.com

Trasferta a Berlino

StreetArTO in trasferta a Berlino non poteva perdere l’occasione per andare alla scoperta dei “muri” della capitale tedesca. Niente East Side Gallery, ormai meta turistica gettonatissima, niente grandi pezzi (da Blu a Os gemeos), facilmente raggiungibili seguendo la Map of Public Art Tour, abbiamo deciso di affidarci all’associazione Alternative Berlin, che tra gli altri propone un tour alla scoperta di Street Art / Graffiti berlinesi e chiude la visita con un workshop in una sticker / stencil gallery.

Ecco com’è andata:

Monkeys Evolution

Era nell’aria da tempo questa chiacchierata coi Monkeys Evolution. Prima ventilata via Facebook, rimandata, quindi realizzata via chat. Tempi lunghi i miei nel formulare le domande, l’attesa delle risposte. Finalmente ecco qui il risultato.

Partiamo dall'”abc”, perché la prima volta che li incontriamo ufficialmente sul blog – Sotto i Mulini era solo un flash dedicato al loro lavoro sul cavalcavia di corso Bramante.

Street ArTO: Cominciamo dall’inizio: chi sono i Monkey’s Evolution?
MONKEYS EVOLUTION: Monkeys Evolution nasce nel 2004 da un gruppo di amici con la semplice voglia di dipingere e di far conoscere il writing come attività culturale e propositiva.
Abbiamo sviluppato diversi progetti di “riqualificazione urbana” usando come strumento il writing. Questo ci ha permesso nel tempo di sensibilizzare e comunicare alla cittadinanza che i graffiti non sono solo vandalismo, ma anche strumento comunicativo ed espressivo che può, a seconda di come è organizzato, essere anche rivolto a tutti. Se 6 anni fa la gente ci guardava con diffidenza quando dipingevamo legalmente sui muri delle fabbriche, oggi vengono organizzate mostre e festival per artisti e street-artist su tutti i muri di Torino con il plauso generale.
Oltre a questo le nostre attività sono rivolte anche all’organizzazione di corsi in collaborazione con professionisti di altre discipline relative alle arti visive: Paolo Mottura per il Fumetto, Fulvio Bisca per l’Illustrazione, Massimo Polello per la Calligrafia, Michelangelo Fornaro per la Modellazione, la gestione di laboratori permanenti di Serigrafia e di Writing sono alcune delle attività messe sul piatto negli ultimi anni.
Questo genere di attività ci ha permesso di far conoscere ad una fascia maggiore di cittadinanza, la cultura e le tecniche del writing e della street-art e di creare all’interno della nostra sede, il POLO creativo 3.65, un vero e proprio luogo di scambio di saperi.

S.A.: Il collettivo originario è poi cresciuto nel tempo; come è cambiato, come si è evoluto?
M.E.: Il collettivo originario nel tempo è cambiato, pur mantenendo un nucleo storico forte. Inizialmente siamo partiti in 5, poi siamo passati a 11. L’anno scorso i nostri tesserati erano 40… Da questo punto di vista non ci possiamo lamentare, le nostre attività hanno seguito, anche perchè fatte a costi molto contenuti o con la modalità della “banca del tempo”. Come in tutti i gruppi c’è sempre qualcuno che entra e qualcuno che esce, sia per questioni personali che per cambi di interessi.
Siamo sempre interessati a collaborare con tutte/i quelli che vogliano diffondere le arti legate ai graffiti (e non solo!). Le nostre porte sono sempre aperte!

S.A.: Nel viaggio dal 2004 a oggi, facciamo una tappa al 6 dicembre 2008, quando assieme all’Associazione Legami d’Acciaio, l’ass. Artefatti, l’ass Il Cerchio e le Gocce e il KNZ Creative Studio, avete realizzato il murales commemorativo per la tragedia Thyssenkrupp: un evento sintomatico – ancor più di un’iniziativa come Murarte – di una trasformazione tra le istituzioni e la street art. La città affida a un gruppo di writers il compito di ricordare una tragedia che l’ha colpita. Cosa vuol dire?
M.E.: Quella è stata una vicenda molto dolorosa e importante per la storia di Torino. Subito dopo il rogo alla Thyssen, dove morirono Antonio, Roberto, Angelo, Bruno, Rocco, Rosario,Giuseppe, fummo contatattati da un loro collega che voleva usare i muri per ricordare i suoi amici. Da quel momento in poi abbiamo iniziato una lotta, durata circa un’anno, per realizzare il murale di corso Valdocco. Legami d’Acciaio e il quotidiano La Repubblica hanno raccolto 60.000 firme in sostegno dell’iniziativa (che abbiamo consegnato all’allora sindaco Chiamparino). La parte più complessa è stata trovare una superficie che soddisfacesse le esigenze di tutte le parti e trovare i finanziamenti necessari.
Riteniamo che questa occasione abbia siglato l’entrata del writing tra gli strumenti di comunicazione. Detto questo crediamo che siano stati i torinesi (e non solo) ad affidare al writing il compito di comunicare un tema sociale così forte. Dimostrando in questo modo che una comunicazione “dal basso” sia più efficace e sentita.

S.A.: Veniamo a Pic Turin (ne abbiamo parlato anche qui). Nel 2010 un’edizione in grande stile – anche grazie ai fondi di Torino Youth Capital, con nomi quali Roa, Spok, Dome -, nel 2011 un’edizione più sottotono, non tanto nei partecipanti e nei risultati, ma sicuramente nella comunicazione e visibilità dell’evento. Quali sono state le principali ragioni? Che futuro vedi per Pic Turin?
M.E.: Le principali ragioni sono state quelle descritte nella tua domanda! La mancanza di fondi, ormai problema strutturale, ha impedito e rallentato uno svolgimento efficace del festival. Il nostro parere “personale” è che si debba lavorare molto sull’autofinanziamento delle attività. Da anni chiediamo (e non solo noi) di avere strumenti efficaci per chiedere sponsorizzazioni, speriamo che questo momento storico aiuti le associazioni di writing e street-art a trovare strade che non dipendano da finanziamenti pubblici.
Siamo comunque fiduciosi per il futuro, la Città di Torino sta lavorando per un ritorno in grande stile del festival!

A proposito di Pic Turin e della possibilità di aprire agli sponsor privati, un breve estratto dell’intervista con Riccardo Lanfranco de Il Cerchio e le Gocce, una delle anime di Pic Turin:

 

Infine torniamo sul tema già affrontato anche nel post precedente e sul quale – si accettano contributi e suggerimento – vorremmo ampliare la riflessione: lo stato della scena torinese e – per citare Ujetto – “cos’è il graffitismo e i suoi confini”.

S.A.: Chiudiamo con uno sguardo sul presente e sul futuro della scena torinese. Come la giudichi, in che stato di salute si trova, come può svilupparsi?
M.E.: Questo tema è lungo e delicato. In questi anni si sono messe in gioco diverse organizzazioni, circoli, associazioni, ecc… per la promozione dei graffiti e della street-art. Molti sono gli artisti che aderiscono ed alimentano le diverse iniziative.
Come in tutte le cose vi sono aspetti posiviti e negaviti. Tanto per citare il più esemplificativo: il writing sta scomparendo dai media, la street-art si sta sviluppando molto e molto velocemente. A dare un giudizio (parziale) si può affermare che la scena goda di ottima salute, ma di poca consapevolezza ed indipendenza. Si guarda tantissimo alle gallerie, poco alla strada. Sempre semplificando, lo sviluppo sarà sempre più diretto all’assimilazione della street-art con le arti classiche. Uno sviluppo della street-art e dei graffiti in “strada” premette che vi sia una condivisione e una comunicazione con chi la vive, cosa che in questi anni sta mancando.

La Storia siamo noi…

“Attenzione, nessuno si senta escluso” cantava Francesco De Gregori nel 1985 (“La Storia” da “Scacchi e Tarocchi”).

E se proprio uno non riesce a farla, la Storia, può almeno provare a raccontarla, con un’immagine. Almeno questo è l’intento dell’iniziativa di ArteSeraPIC@2012 – il Primo Album di Storia Condiviso“.

Ci siamo fatti raccontare il progetto da Annalisa Russo (fondatrice di ArteSera Produzioni e anima del freepress con Olga Gambari).

Street ArTO: Com’è nata l’idea di PIC@2010 – il Primo Album di Storia Condiviso?
Annalisa Russo: L’idea di PIC è nata dal fatto che in rete quotidianamente vengono pubblicate migliaia di foto, e le foto ormai rappresentano il modo più diretto ed efficace per raccontare i fatti e quindi per estensione..la Storia. Perché quindi non creare insieme un album che proprio attraverso le immagini racconta la storia, utilizzando i social network come piattaforma per realizzare un progetto a più voci?

S.A.: Dopo le prime due settimane come sta andando? Quantitativamente e qualitativamente?
A.R.: Già a partire dalla seconda settimana abbiamo cominciato ad avere più riscontri in termini di caricamenti di immagini: la situazione ideale sarebbe avere foto scattate dagli utenti, ma accettiamo anche immagini scattate da terzi, purché vengano riportati credits e fonte.

S.A.: Cosa sarà dell’album a fine 2012?
A.R.: A fine anno avremo un Album di 52 immagini, una per ogni settimana dell’anno: potranno essere scatti fotografici, rielaborazioni grafiche, foto di opere d’arte, ecc…non c’è limite al concetto di immagine, purché queste facciano in qualche modo riferimento a temi di cronaca e attualità…

S.A.: Col sito internet ArteSera diventa sempre più “partecipato”, PIC@2012; Merzbau, lo spazio gestito dagli artisti. Come mai questa direzione e ci sono altri progetti in cantiere dello stesso genere?
A.R.: ArteSera vuole per sua natura essere un progetto partecipato: il freepress prende forma di volta in volta grazie ai contributi degli operatori del settore e degli artisti, il sito è un ulteriore spazio dove implementare la partecipazione e dare voce a chi, a diverso titolo, lavora nell’arte contemporanea: il nostro obiettivo è stato fin dall’inizio fare rete, sistema, e i nostri progetti come ad esempio Merzbau hanno questo scopo. Perché diceva qualcuno, il sistema è più che la somma delle parti.
Il prossimo progetto “corale” sarà ArteSera Live, il 13 Febbraio alla Fondazione Merz, a breve i dettagli!!

La (ragna)tela di Spider

Ha segnato e contribuito a scrivere la storia della scena torinese. Diversi pseudonimi, molte crew, un legame a 360 gradi con la “strada”.
Wens (o Spider) – con nostro grande piacere – sarà uno dei giurati del Graffiti ContestcARTelli immobiliari – Street Art Edition” organizzato nei giorni di Paratissima, in collaborazione con Konsequenz Graffiti Shop (e col sostegno di Rocca Immobili).

Vi proponiamo una “chiacchierata” via mail, per ripercorre brevemente, più di 20 anni di attività…

Street ArTO: Partiamo dall’inizio. Ti ricordi il tuo primo muro?
Wens: Si, era la fine degli anni 80. Andai in una ferramenta e comperai delle Duplicolor da carrozziere. Era la prima volta che dipingevo e rimasi scioccato del costo elevato delle bombolette. Tipo quattromila lire a spray da 250ml… ma non sapevo ancora dell’esistenza di marche fatte apposta per fare graffiti. Comunque disegnai un muro di contenimento della ferrovia nei pressi di Collegno.

Street ArTO: Com’era allora la scena torinese?
Wens: Io ero appassionato dello sk8bording o comunque degli sport su ruote, passavo spesso dal Regio perché frequentavo gli sk8er che stavano lì. Poi nei primi anni 90 mi avvicinai anche al mondo dei breakers e così conobbi altri ragazzi che avevano come me l’ hobby dei graffiti. Non credevo che ci fosse una comunità o una sottocultura dei graffiti, pensavo che fosse un’ arte a sè stante invece scoprii il suo legame alla cultura hiphop. Da lì frequentai assiduamente anche i breakers e la vecchia scuola dell’ hiphop torinese e formai la mia prima crew con altri writers dell’ epoca.

Street ArTO: Nel 1997 assieme a Reser e Sir two fondi il The Original Team. Com’è nato e come si è sviluppato il progetto?
Wens: Di quel periodo ho solo dei gran bei ricordi. Io e Reser eravamo già in un gruppo che spingeva tantissimo i graffiti nella loro forma madre ed eravamo amici di Sirtwo che in quel periodo lavorava a Torino. Così ci venne in mente di fondere idee ed energie in progetto nuovo ed ancora più interessante, reclutare i migliori e più caldi del epoca in un solo Team. Il resto è storia.

Street ArTO: Come vedi iniziative come Murarte? È possibile un dialogo con le istituzioni?
Wens: All’inizio è stato tutto un po’ contraddittorio il mio rapporto con le istituzioni perchè mi interessavano solo gli spazi per poter dipingere e non il lavoro concettuale di sdoganamento del writing dal vandalismo. Con il tempo e con un pò di maturità in più sono riuscito a capirne anche l’importanza sociale. Inoltre credo che molti ragazzi non legati a certe modalità della vita notturna potrebbero comunque condividere la passione dei graffiti legalmente.

Street ArTO: Soprattutto negli ultimi anni si è accentuata la distinzione tra writers e street artists. Qual è il tuo punto di vista?
Wens: Io penso che ci siano molte differenze ma anche molte similitudini tra le due forme artistiche. Diciamo che come sempre il dialogo tra le due culture può contribuire a far nascere delle belle collaborazioni.

Street ArTO: Che idea ti sei fatto della scena torinese attuale? Mi sembra che il fenomeno street art stia crescendo, ma allo stesso tempo si sta trasformando. Per semplificare: si sposta in altri luoghi ed è sempre meno presente nelle strade…
Wens: Credo che certi passaggi ed evoluzioni siano un fatto quasi fisiologico. Come per i graffiti degli anni novanta. C’erano piu treni e trowups, ora i poster o gli interventi si spostano più in ex fabbriche dove le fotografie danno piu forza alle opere degli streetartisti.

Quarto Stato in Val di Susa

Il 14 ottobre su un muro di Giaglione, in Val di Susa, è apparsa questa rivisitazione del Quarto Stato (un poster di 4 metri per 2), ad opera di Gec. Ma il percorso che ha portato tutti quei personaggi di carta in Val di Susa è iniziato più di un mese prima. Su Facebook.

StreetArTO: Quando e come è nata l’idea?
Gec: E nata dopo l’ultima grande manifestazione mi pare del 3 luglio, a cui non ho partecipato, ma che, a seguito del comportamento della stampa, è stata la fotocopia del G8 di Genova, era davvero troppo, non potevo non fare qualcosa.
All’inizio non sapevo bene come coinvolgere attivamente le persone, non volevo che fosse una cosa fatta da me e ammirabile dagli altri, mi piaceva l’idea di cominciarlo e di aggiungerne un pezzo ogni giorno man mano che mi arrivavano le foto, con un risultato diverso da come me lo immaginassi all’inizio. Un’idea nata da una discussione con una cara amica che poi a funzionato.

StreetArTO: Perché il IV Stato?
Gec: Perchè è curioso notare, studiando la storia dell’arte e di riflesso anche la storia, come passano i secoli ma le dinamiche si ripetono in modo ciclico, cambiano le motivazioni, la forma, ma è sempre la solita minestra, talvolta si sa già anche come andrà a finire.

StreetArTO: Perché la Val Susa?
Gec: Viviamo nell’unico stato dove le rivoluzioni nascono su facebook e finiscono su facebook.
La Val Susa mi pare l’unico luogo oggi dove la gente sta davvero rischiando grosso pur di tentare di cambiare le cose.

StreetArTO: Ti aspettavi la risposta che hai ottenuto, quando hai lanciato l’appello a partecipare?
Gec: L’appello è partito su Facebook sotto forma di evento il 12 settembre, aspettavo una risposta ma non così, soprattutto da persone sconosciute, molta partecipazione dal centro e sud italia. Interessante anche il fatto che chi mi ha mandato le foto spesso chiedeva a che punto ero con la realizzazione nei giorni successivi. Portare su coloro che geograficamente sono lontani è una delle cose che mi interessava di più.

StreetArTO: Qual è stato il tuo rapporto con i movimenti?
Gec: È partito tutto abbastanza automaticamente, due ragazzi mi hanno indirizzato verso alcune persone dei comitati, sono stati tutti disponibilissimi.
Ora sta girando parecchio la foto su internet segno che la gente ha apprezzato ma cosa più importante si riconosce in essa.

StreetArTO: Com’è stata la giornata del 14 ottobre, quando sei andato in valle per attaccare il manifesto?
Gec: Tutto semplice, nessun problema.

The Don @ BAM on Tour

Il titolo non è un gioco di parole, né uno scioglilingua.
Per la seconda tappa del suo Tour sul territorio, all’NH Lingotto Tech, la BAM (la Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte) ha scelto la street art. La stragrande maggioranza dei pezzi in esposizione (fino al prossimo 6 novembre) provengono dalla collezione di Matteo “The Don” Donini, che nel 2008 a Milano ha aperto The Don Gallery, spazio espositivo dedicato alla street art in tutte le sue declinazioni.

 

Xel: tra case, pesci e pulcini

Martedì scorso ha inaugurato, in via Ivrea 24, SHARING, un residence da 120 appartamenti a tariffa calmierata e più di 60 camere d’albergo. A colorarne e impreziosirne le pareti, le opere di Xel e Riccardo Nervo, vincitrici del concorso “Share the Art”, lanciato durante la scorsa edizione di Paratissima.
All’opera Xel (nella foto il suo intervento) e Nervo.