Il robot che guardava passare i tram

Questa mattina sulla mia timeline di Facebook, grazie a Fabrizio Furchì, compare uno strano robot con la testa da semaforo

Appena sbarcato a Porta Nuova, sembra guardarsi attorno un po’ spaesato nel silenzio della notte, in attesa della folla mattutina, che inevitabilmente sarà attratta dalla sua presenza e non saprà resistere alla tentazione di uno scatto o un selfie con robot.

Sui giornali si parla di un Transformer-semaforo, si scomoda la Guerra dei Mondi di Orson Welles e sui social si condivide. C’è anche una richiesta, purtroppo inascoltata:

Purtroppo, già nel primo pomeriggio del robot di cartone di Labadanzky non c’è più traccia. Il collettivo genovese Labadanzky Unpolite Art Machine non è nuovo a queste incursioni: due anni fa avevano colpito a Sampierdarena, un anno fa hanno invaso il Museo di Storia Naturale Giacomo Doria con un esercito di ragni robot.

Dopo le parodie dei manifesti pubblicitari targate Andrea Villa (ribattezzato da La Stampa il Banksy torinese), il robot venuto dalla Liguria, fermatosi qualche ora a guardar passare i tram su corso Vittorio, porta una bella ventata di freschezza sulla scena street torinese. In attesa di scoprire se i robot torneranno in città, potete godervi la gallery sul profilo Instagram labadanzky.

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