Misteri risolti… e l’ASSEDIO continua

Cacce (più o meno lunghe) ad artisti urbani misteriosi hanno trovato spazio sui quotidiani cittadini negli ultimi mesi.

Schermata 2017-09-27 alle 19.56.22Prima a quello che è stato ribattezzato il “Banksy torinese“, alias Andrea Villa, altro nick dietro cui si cela la vera identità dello street artist che per mesi ha preso di mira politici e celebrità, con i suo finti manifesti pubblicitari.

E sempre in tema di manifesti pubblicitari “fake”, è durata poco la caccia all’autore del cartellone apparso il 25 settembre sul cavalcaferrovia di via Valperga Caluso. Solo due giorni dopo la rivelazione: si tratta del romano Hogre, non nuovo a colpire in città. Spesso in collaborazione con Guerrilla Spam (di loro ci Schermata 2017-09-27 alle 19.56.35occuperemo tra poco).

Senza dimenticare Mr. Pink, che a quanto pare sarebbero due: quello che ha tinteggiato di ros cabine telefoniche, panchine e toret sarebbe ancora ignoto; quello che ha colpito in piazza San Carlo ha un nome e un cognome: Marco Abrate, in arte Rebor. O ancora il robot misterioso apparso a Porta Nuova, che poi tanto misterioso non era, vista la firma vergata su braccia e gambe: l’opera è stata installata da LABADANzky, che ha promesso un vero e proprio attacco nei prossimi mesi.

E a proposito di attacchi… o assedi…

Mentre sui giornali ci si interroga sull’identità di street artist misteriosi [senza arrivare a scomodare Banksy, quello vero (?)], continua puntuale, meticoloso e martellante l’ASSEDIO sugli spazi pubblicitari all’angolo di corso Massimo d’Azeglio e corso Raffaello.

Non c’è mistero in questo caso. Promotori dell’iniziativa (occupazione non autorizzata di spazi pubblicitari) sono i Guerrilla Spam, gli autori degli interventi sono elencati sulla pagina Facebook di Andrè Guerrilla. Tra loro ci sono anche Hogre e Andrea Villa… Manca il mistero e l’operazione suscita meno curiosità. Meno attenzione (vuoi vedere che ha ragione Banksy a mantenere il mistero sulla sua identità?). Eppure l’idea (e la costanza) che ci sono dietro, pur non rappresentando una novità assoluta sulla scena street (come qualcuno ha fatto anche notare con una polemica velata nei commenti al giorno 1 dell’ASSEDIO), offrono interessanti spunti di riflessione.

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Loro lo raccontano così: “Il progetto nasce come occupazione non autorizzata di UNO spazio pubblicitario. Non vari interventi sparsi per la città ma un’occupazione unica di un solo totem pubblicitario. L’assedio consiste nel sovrapporre a manifesti pubblicitari autorizzati, opere di artisti con il fine di trasformare uno spazio ideato per scopi commerciali in un supporto per un’esposizione illegale fruibile da tutti.
Ogni volta che una nuova pubblicità compare sui disegni, un nuovo artista prosegue l’assedio attacchinando nello stesso totem delle opere nuove” (nello slideshow i diversi attacchi dell’Assedio, dalla pagina Facebook di Andrè Guerrilla).

Sapete dove trovarlo. Non c’è mistero, se non quello di scoprire, di volta in volta, quale opera potrete ammirare sullo spazio pubblicitario.

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Il robot che guardava passare i tram

Questa mattina sulla mia timeline di Facebook, grazie a Fabrizio Furchì, compare uno strano robot con la testa da semaforo

Appena sbarcato a Porta Nuova, sembra guardarsi attorno un po’ spaesato nel silenzio della notte, in attesa della folla mattutina, che inevitabilmente sarà attratta dalla sua presenza e non saprà resistere alla tentazione di uno scatto o un selfie con robot.

Sui giornali si parla di un Transformer-semaforo, si scomoda la Guerra dei Mondi di Orson Welles e sui social si condivide. C’è anche una richiesta, purtroppo inascoltata:

Purtroppo, già nel primo pomeriggio del robot di cartone di Labadanzky non c’è più traccia. Il collettivo genovese Labadanzky Unpolite Art Machine non è nuovo a queste incursioni: due anni fa avevano colpito a Sampierdarena, un anno fa hanno invaso il Museo di Storia Naturale Giacomo Doria con un esercito di ragni robot.

Dopo le parodie dei manifesti pubblicitari targate Andrea Villa (ribattezzato da La Stampa il Banksy torinese), il robot venuto dalla Liguria, fermatosi qualche ora a guardar passare i tram su corso Vittorio, porta una bella ventata di freschezza sulla scena street torinese. In attesa di scoprire se i robot torneranno in città, potete godervi la gallery sul profilo Instagram labadanzky.