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Il viaggio di Orma e il Viandante

Mercoledì 30 marzo 2016, ore 18. SAMO, Torino. Primo appuntamento con CAPTAIN’S LOG, il viaggio di Orma e il Viandante, un progetto di Orma Il Viandante articolato in tre tappe e sette isole. Una storia che si dipana lungo una mappa che prende forma sulle pareti del SAMO.

CAPTAIN’S LOG è il diario di bordo di un giovane pirata e della sua ciurma, la storia di un viaggio alla scoperta del mare e dei luoghi che lo abitano, un viaggio alla scoperta di se stessi. CAPTAIN’S LOG è un racconto autobiografico dove la realtà si fonde con l’immaginazione“.

Citazioni e suggestioni si rincorrono nei disegni di Orma. Si vive l’avventura seguendo la rosa dei venti che si affaccia sulla parete nera del SAMO. Si respira l’avventura avvolti da uno stormo di gabbiani che rimanda a quello celebre di Richard Bach. E nell’immagine di spalle di Orma, il Viandante e la volpe di Borough High Street ci ho visto solo io un rimando al Piccolo Principe?

Un racconto che verrà svelato a tappe. Dopo “Atto primo: prepararsi alla partenza” di mercoledì 30, si salpa ancora: mercoledi 13 Aprile alle 18 con “Atto due: Capitan Orma & la ciurma della Lady Journey” e mercoledi 27 Aprile, sempre alle 18, per “Atto tre: verso l’Isola dei ricordi”.

Qui un piccolo diario di bordo fotografico della prima tappa:

Printed Matters. And anonymity?

Accendo il computer per caricare, con colpevole ritardo, qualche immagine e qualche impressione sulla mostra “Printed Matters” di Shepard Fairey alla Galo Art Gallery, prima personale in galleria in Italia per l’artista della Carolina del Sud. Uno sguardo su Facebook e vengo inondato dai post di varie testate che rilanciano la notizia rimbalzata da Londra: la Queen Mary University ha scoperto l’identità di Banksy.

Sarebbe Robin Gunningham. Il condizionale resta d’obbligo. Basta fare un giro sulla pagina Facebook di Robin Gunningham per confermare i dubbi:

I wonder who Robin Gunningham is……………………?

Pubblicato da Robin Gunningham su Venerdì 4 marzo 2016

Questa la replica lapidaria.

Andre ObeyMa torniamo a Torino, in via Saluzzo 11/g, dove venerdì scorso si sono date appuntamento centinaia di persone per assistere a una delle mostre destinate a lasciare il segno in questo 2016 appena iniziato. La personale di Shepard Fairey, alias Obey. C’è poco da aggiungere. Basta citare la campagna “Andre the Giant Has a Obama ObeyPosse“, che lo ha fatto conoscere nel 1989, o meglio ancora il poster Barack Obama “HOPE“, che nel 2009 lo ha proiettato a livello planetario. Due poster, due idee dirompenti, vent’anni di distanza.

 

 

Già, i poster. Centrali nel percorso artistico di Obey. E allora “Printed Matters”, le stampe contano, eccome!

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“Printed Matters” è un percorso artistico/epositivo che ruota attorno all’importanza del materiale stampato nell’arte di Fairey. Si spazia dalle serigrafie su carta alle stampe su legno, dalle stampe serigrafiche su metallo ai collage. In ogni mostra Printed Matters vengono esposti da Shepard Fairey nuovi lavori inediti che trasformano ogni tappa del percorso un’esperienza unica.
Il progetto Printed Matters è iniziato ufficialmente nel 2010 con una mostra presentata a Los Angeles, è proseguita a Dallas nel 2012 e infine a Detroit lo scorso anno. Poi Torino. La Galo Art Gallery. Avete tempo fino al 23 marzo. Non perdete l’occasione.