Xel in Val di Susa

Trasferta in Val di Susa per Xel, che ha dipinto e riqualificato tre superfici in tre diverse aree di Almese.

L’opera del bambino col naso all’insù, che osserva un aeroplanino di carta svolazzare in uno squarcio di cielo, che taglia in due il bosco, è stata realizzata per celebrare il 70esimo anno della Liberazione Italiana. “Credo non ci fosse posto migliore in cui dipingerlo, ad Almese, in Val di Susa e in questo momento – sottolinea Xel -. Senza voler entrare troppo nel merito delle questioni, mi affascina fortemente l’attitudine di questo popolo, di queste famiglie, che resistono a delle decisione imposte, motivandone le ragioni con un coraggio e con una dignità, che sono perle rare in un epoca storica e in un paese in cui domina il pensiero unico”.

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A Skia la seconda edizione del contest di street art di Piazza dei Mestieri

Per il secondo anno consecutivo, Francesco Isgrò aka Skia si è aggiudicato il contest di street art di Piazza dei Mestieri.

Nell’anno di Torino Capitale Europe dello Sport, il tema del contest non poteva che essere “I grandi personaggi dello sport“: da “Hurricane” a “Cinderella”, da Tazio Nuvolari a Gaetano Scirea e Matthias Sindelar; raccontati e interpretati da Elisabetta Amicucci, Francesco Isgrò, Gianluca Perri, Flavio Rossi ed Enrico Zanini.

Fuori concorso, alla Piazza dei Mestieri erano all’opera anche Tatis e Orma il Viandante, mentre lungo via Durandi sono stati allestiti dei pannelli a disposizione delle giovani leve.

Il primo premio, come detto, è stato assegnato a Francesco Isgrò, che ha ritratto Matthias Sindelar in un momento del match del 1938 tra Austria e Germania. Partita densa di significati. Per praticità prendo da Wikipedia:

L’ultima gara disputata in Nazionale da Sindelar, seppure non riconosciuta come partita ufficiale tra le due Nazionali, fu in occasione della celeberrima “Partita della riunificazione” (Anschlussspiel) organizzata allo stadio Prater di Vienna il 3 aprile del 1938 tra Austria (denominata ormai Ostmark) e la Germania. Tale incontro doveva sancire l’unione tra i due Paesi in seguito all’Anschluss del mese precedente, con la conseguente dissoluzione della squadra nazionale austriaca e il passaggio dei suoi giocatori migliori nelle file della Nazionale del Terzo Reich: la federazione tedesca sperava così di poter competere per la vittoria finale agli imminenti campionati mondiali di Francia cui l’Austria, pur qualificata, non avrebbe potuto partecipare.

Quel giorno, abbandonata la classica divisa bianca con calzoncini neri, la Nazionale austriaca scese in campo con una maglia rossa con calzoncini bianchi, i colori della bandiera nazionale. Sindelar, capitano in quella partita, segnò al 70° la rete dell’1-0 e andò subito dopo ad esultare sotto la tribuna centrale ove i gerarchi nazisti assistevano all’incontro. Il suo compagno di squadra, nonché amico, Karl Sesta segnò nel finale il raddoppio per la definitiva vittoria per 2-0 degli austriaci sui tedeschi.

Alla fine della partita, i calciatori, secondo il curatissimo protocollo degli organizzatori, furono chiamati a salutare nuovamente le autorità tedesche presenti in tribuna. Tutti i calciatori, compresi gli austriaci più giovani e meno coinvolti, fecero il saluto nazista: solamente Sindelar e Sesta, tra l’altro gli autori dei gol, si rifiutarono, come in seguito si rifiutarono di vestire la maglia della Nazionale tedesca

Al termine del contest si è già iniziato a pensare alla prossima edizione: in cantiere belle novità. E a margine dell’evento una voce, che preannuncia una buona notizia: a breve il progetto Murarte dovrebbe trovare nuova linfa, dopo due anni in stand by.

Qui i lavori realizzati alla Piazza dei Mestieri:

Un orso bianco sul Teatro Colosseo

Secondo lavoro sulla facciata del Teatro Colosseo, sempre con la collaborazione di Square23. Dopo l’intervento di Zedz, è il turno della Nevercrew, che lasciata da parte la caratteristica balena, danno vita a un incredibile orso bianco, lungo più di 25 metri.

IMG_3828Loro la raccontano così:

“Giocando con la linea di visibilità del punto di vista forzato dal marciapiedi ed ispirandoci al teatro (sulla cui parete è stato realizzato il dipinto), abbiamo deciso di lavorare sull’idea di rappresentazione, intesa in senso allargato come messa in scena e come raffigurazione della realtà. Abbiamo utilizzato riferimenti diretti al contesto teatrale per definire delle proporzioni “reali” ed un punto di partenza, ma abbiamo voluto concentrare l’attenzione sul riscaldamento globale in relazione al comportamento umano.

Abbiamo quindi sviluppato queste tematiche cercando di evocare la posizione (e la responsabilità) dell’uomo all’interno di un equilibrio delicato, nel suo ecosistema, e quindi la scelta di punti di vista, di una reale coscienza e l’idea di una condizione passiva all’interno di un sistema”.

Qui sotto l’evoluzione del lavoro, durato oltre 10 giorni:

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