I “Frutti della Mente” di Zed1 si raccolgono alla Galo Art Gallery

Pecora-lupo

Una pecora abbraccia un agnellino su uno sfondo giallo, dai contorni irregolari. Basta però sovrapporre all’opera tre quadretti dipinti su vetro, per trasformare quest’immagine bucolica in una scena inquietante: la pecora assume le sembianze di un lupo, che incombe minaccioso sull’agnellino inerme.

 

Hiding sheep” rappresenta l’evoluzione più complessa del progetto “secondo skin” dello srteet artist Zed1, le cui opere sono esposte sino al 19 aprile alla Galo Art Gallery.

 

“Second skin” in the street:

L’artista cerca di andare oltre la tela, svelare cosa si cela dietro la superficie del dipinto, che cambia e si trasforma. Ne è un altro fulgido esempio l’imponente muro dipinto all’ingresso della galleria di via Saluzzo 11/g, dove i gusci di enormi ghiande sono stati aperti durante la serata inaugurale, per mostrare i personaggi surreali che le popolano.

Frutti della mente” è una mostra da scoprire prendendosi il giusto tempo, un viaggio nel mondo di fantasia di Zed1. Una realtà fantastica, ma non per questo avulsa dal mondo reale, di cui sa cogliere le più assurde contraddizioni, per inchiodarle su tela con lucidità e ironia. Supporti diversi accolgono personaggi, messaggi, piccoli racconti. Lavori da guardare e riguardare, per scoprire ogni volta un dettaglio nuovo, per addentrarsi in quelle storie sospese tra la leggerezza del tratto e il “peso” del mondo che raccontano.

Il mondo Pop di TvBoy

MandelaDa qualche giorno, il volto gigante di Nelson Mandela sorride da un muro di via Giachino, all’altezza del numero 30. È uno degli effetti collaterali della mostra “Urban Pop”, personale dello street artist TvBoy, ospitata fino al 26 aprile, negli spazi di Square 23.

foto (3) In galleria è un’esplosione di colori. Tele e carte giocano con citazioni di Roy Lichtenstein e Andy Warhol, rivisitano i cartelloni pubblicitari, i poster della propaganda americana degli anni ’40 e ’50, le opere del costruttivismo russo. Una bottiglia di Coca Cola si trasforma in una molotov; il personaggio caratteristico di TvBoy si insinua nello scenario del celebre “Urlo” di Munch e si staglia ironico sulla Union Jack, attraversata dalla scritta “Dog save the Queen”.

Dissacrante e ironico, l’artista palermitano classe 1980, gioca con i simboli e i miti di ieri e di oggi. E non mancano un riferimenti a Torino: tra le tele più piccole, che compongono sulla parete un mosaico tutto da esplorare, si staglia un’utilitaria verde, targata “Fiat Torino”.