Asta X Haiti

Asta X HaitiTorna per il quinto anno consecutivo l’appuntamento con l’Asta X Haiti, il cui ricavato sarà destinato alla costruzione dell’ospedale per la cura delle lesioni cutanee di Jérémie.

Appuntamento sabato 30 alle 18,30 all’Accademia Albertina di Belle Arti; battitori d’eccezione Guido Curto e Luca Beatrice.

QUI è possibile consultare il catalogo delle opere.

 

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Vhils fa emergere la storia stratificata dei muri

foto 4Volti giganteschi di personaggi celebri e gente comune, intagliati sulle pareti con scalpello e vernice. È questo il marchio di fabbrica dello street artist portoghese Vhils, all’anagrafe Alexandre Farto.

Dopo aver lasciato tracce a Londra, Parigi, Las Vegas, Lisbona, Mosca, Rio De Janeiro e in altre città del globo, negli ultimi giorni è approdato a Torino, nell’ambito del progetto NizzArt, organizzato dall’associazione URBE, in collaborazione con la Circoscrizione 8, e col sostegno de La Stampa. Sulla facciata cieca di un condominio al numero 50 di via Nizza, dopo due giorni di lavoro, ha preso forma una grande faccia in primo piano, “Una delle tante persone qualunque incontrate durante un viaggio in Messico – racconta Vhils –. Mi piace ritrarre persone comuni è un modo per dare risalto agli eroi di tutti i giorni e umanizzare i luoghi”. Sulla base di vernice bianca che delinea i lineamenti del volto, emergono le ombre e le rughe attraverso un complesso lavoro di scalpello sui diversi strati di materiali che compongono la facciata. “I muri in Portogallo raccontano la storia. Ai tempi della dittatura i graffiti erano illegali, le pareti venivano usate per diffondere messaggi politici, poi sono diventati spazi pubblicitari – spiega Vhils –. Quando dipingi su una parete in qualche modo ti confronti con tutti gli strati che la compongono; anziché lavorarci sopra ho deciso di giocare con questi strati, scolpendoli per riportare in superficie la storia del muro”. Questa tecnica è alla base della serie “Scratching the Surface / Graffiando la Superficie”, presentata per la prima volta a Vhils & BanksyLisbona nel 2007 e impostasi a livello mondiale l’anno successivo, quando uno dei suoi volti scolpiti è apparso accanto a un’opera di Banksy, al Cans Festival di Londra.

La sua prima “parete” torinese arriva a completare la prima fase del progetto NizzArt, che mira a trasformare via Nizza in un grande museo a cielo aperto, puntando sul valore dell’arte come elemento di riqualificazione urbana. Il volto di Vhils si va così ad aggiungere alle geometrie e alle forme prospettiche di Moneyless lungo il muro dell’Istituto Rosmini, all’angolo tra la via omonima e via Nizza, e al grande murales realizzato da Agostino Iacurci nel parcheggio di via Lugaro.

Si conclude la prima fase, sostenuta da La Stampa, non l’intero progetto – spiega Raw Tella di URBE –. Ora dovremo trovare nuove facciate e nuovi fondi. Via Nizza è ancora lunga”.

Qui il video realizzato dall’alto del cestello.

 

Pao, pingu, Paratissima e i muretti di piazza Galimberti

foto (9)Neoplasia“, la personale di Pao ospitata da Square 23, si è trasferita per qualche giorno all’ex MOI, in occasione di Paratissima.
foto (8)E i classici pinguini dello street artist milanese, non si sono limitata a popolare lo stand nella sezione G@P – Galleries at Paratissima, hanno deciso di farsi un giro anche nell’antistante piazza Galimberti, dove Pao sta lasciando il segno sui particolari muretti ondulati che “crescono” sotto gli alberi.

SHIT ART FAIR

03-Vernisagge-o-fiera-delle-vanitàChe bomba!
Spam ha colpito ancora. Dopo aver dichiarato “venduta” Artissima, attaccando un enorme pallino rosso sui poster della fiera intorno all’Oval, in occasione dell’edizione 2012, quest’anno il collettivo di street artist, originario di Firenze, ma da qualche tempo torinese d’adozione, lancia la propria fiera: la Shit Art Fair.
La location? La galleria che meglio si sposa con la street art. In strada. Per la precisione, nel tunnel che passa sotto il ponte Isabella, al Parco del Valentino, in viale Marinai d’Italia.
07-la-galleria-macelleriaUn’opera imponente, 130 metri di carta, attaccati nei riquadri del tunnel e all’ingresso (lato Valentino), presidiato da un uomo e una donna con un televisore al posto della testa.
Il messaggio è una critica diretta e frontale al mondo (e soprattutto al mercato) dell’arte tradizionale. Il concept ruota attorno al lavoro introduttivo, “L’Atelier dello street artist: la strada”, citazione de “L’Atelier dell’artista” di Gustave Coubert, in mostra al Musèe d’Orsay di Parigi, che mette su tela i sostenitori dell’artista contrapposti ai suoi nemici, coloro che soffocati dai beni materiali, contribuiscono a mercificare l’arte.
E nell’atelier dello street artist, sui fogli sparsi ai margini della raffigurazione, si riconosce la mano di alcuni amici dell’artista: JBRock e Hogre – che sabato 9 inaugurano la mostra Fomento alla Galo Art Gallery -, lo stesso Galo, Halo Halo, Ufo 5.
Il resto è un viaggio nel tunnel… caldamente consigliato.
Anche da alcuni monumenti cittadini…

Qui sotto, il link al video di lancio di Shit Art Fair:

Guerrilla SPAM – Shit Art Fair from guerrillaSPAM on Vimeo.