Il murales per le donne siriane censurato in tempi record (La Stampa)

Le grandi donne velate dello street artist BR1 sono ormai entrate a far parte del panorama urbano cittadino. Capita spesso di vederle, con burqua e niquab, stagliarsi coi loro colori intensi sui grandi pannelli pubblicitari torinesi.

Mercoledì scorso, l’ultimo intervento di BR1 è stato realizzato su un cartello di proprietà del Comune, nel parcheggio tra via Piave e via Caro Ignazio Giulio, su cui era affisso un manifesto scaduto da tempo. Il volto di una donna coperto da un niquab verde e azzurro, sullo sfondo otto stick di rossetto e tra questi un proiettile giallo. Il poster voleva essere un’opera di solidarietà verso la popolazione siriana e le donne in particolare: l’uso del rossetto è ormai comune nella grande maggioranza dei paesi musulmani, l’aggiunta del proiettile rappresentava il collegamento ad uno stato di soggiogamento militare. Sul suo blog, BR1 svela la fonte d’ispirazione dell’intervento, caricando tra le immagini del suo poster un video sulla repressione di una manifestazione in Siria. A rendere ancora più forte il messaggio, il contrasto con un vicino manifesto politico, parzialmente strappato, dove si leggeva: “– clandestini. Prima il Nord!”.

Tutte le opere di street art sono per definizione effimere, destinate a sparire, si consumano lentamente, ma inesorabilmente. In questo caso però, il destino del poster è stato decisamente più fulmineo. Il giorno stesso il “pezzo” di BR1 è stato coperto con carta blueback, quella utilizzata per i manifesti d’affissione, meticolosamente disposta a coprire il soggetto. Certo l’affissione non era autorizzata e come possono essere coperte le pubblicità scadute con il retro blu dei manifesti a maggior ragione poteva esserlo il poster di BR1. Si aggiunga pure il soggetto particolarmente forte e la possibilità di fraintendimenti. Quello che stupisce è la rapidità d’intervento della Città, di solito particolarmente attenta alla scena della street art torinese. La motivazione di tanta sollecitudine è fornita da Vincenzo Panetta del Servizio Affissioni del Comune: “La richiesta ci è arrivata dalla Circoscrizione 1, abbiamo controllato e non essendo un’affissione autorizzata abbiamo provveduto”. Motivazione che coglie alla sprovvisata Massimo Guerrini, Presidente della Circoscrizione: “Dai nostri uffici non è stata inoltrata nessuna richiesta in tal senso. Se poi un consigliere passando nel parcheggio ha visto il poster e ha telefonato all’ufficio competente, io non posso saperlo”.

La mia ricostruzione della vicenda, sulle pagine del La Stampa di oggi (mercoledì 24 ottobre 2012).

 

Mostra censurata

Solo tre giorni fa avevamo postato l’immagine dell’intervento di BR1 dietro via Bligny, intitolato “proiettili” (vedere post precedente).  Solo due giorni dopo mi è arrivata una mail di BR1, con questo allegato:

 

Il commento lo lascio alle parole di BR1: “A me piace quando l’opera scompare piano piano, ma inesorabilmente. Però un atto del genere mi colpisce perché è evidente il fine di censura“.

Chi si è preso la briga di coprire così meticolosamente il lavoro di BR1? e perché gli dava così fastidio?

 

BLACK CONCEPT SHOW

Alla Galo Art Gallery (via Saluzzo 11/g) si scaldano i motori per il “Black Concept Show” by Werther & Mass Petrone.
Inaugurazione fissata per il 26 ottobre, alle 17,30. La mostra durerà fino al 17 novembre.

Bio degli artisti
:
Massimiliano Petrone
Nato il 4 marzo 1983 a Torino. Si è diplomato nel 2003 presso il liceo artistico Renato Cottini e ha frequentato l’Accademia Albertina di Torino.

“Eclettismo, stravaganza, peculiarità fisionomiche di anime urbane hanno ispirato il mio lavoro negli ultimi anni. I prossimi progetti si baseranno sulla ricerca di evoluzione, sperimentazione e contaminazione di nuove realtà, come se fossi un cacciatore di anime in mondi visionari”.

Werther
Nato e cresciuto 33 anni fa a Milano, figlio d’arte.
Abbandono la facoltà di Disegno Industriale nel 2006, lì nizio a disegnare seriamente ma tutti i ricordi d’infanzia si muovono in mezzo a tele, colori e pennarelli…
Per ora mi interessa sperimentare il segno, cercare di creare un misto tra grafica e pittura, esasperando il punto come segno grafico… rigorosamente greyscale, tranne alcune eccezioni.
Il significato che metto nelle opere è a volte intricato, fin troppo, a volte leggero, che sfiora il no-sense. Ma di sicuro non voglio stupire, non mi interessa.
Divoro immagini e libri e la loro suggestione iconografica e fotografica.
Ora vivo a Torino e faccio un po’ di ping pong con Milano, tra mostre e visite di amici.
dopotutto son nato lì.

In strada e in galleria

Ultime battute per PicTurin.

 

 

E’ stato “spacchettato” palazzo Richelmy con l’opera di Augustine Kofie, procede il lavoro di Mr Thoms, si è aggiunta come “fuori programma” l’opera dell’argentino Rojo Romamentre MrFijodor e Corn79 hanno concluso gli ultimi ritocchi alla facciata dell’Hiroshima Mon Amour.

 

Così in strada…

Nel frattempo Mr Fijodor e Corn 79 hanno allestito negli spazi di Square 23, “OPPOSTI“, mostra che unisce le due anime artistiche della coppia di street artist.

Il racconto di quello che si può trovare nella galleria di via San Massimo 45 nel servizio di TeklaTV, realizzato in occasione del vernissage, sabato 7 ottobre (la mostra è aperta fino al 3 novembre):

 

Bue & Chase: una scarica di buonumore

Più che una mostra, una scarica di buonumore. Colori intensi, che sembrano voler uscire dalle pareti. Personaggi fantastici e surreali dalle forme morbide e lo sguardo ironico. E una serie di suggestioni e pillole di saggezza che si srotolano lungo le pareti della GaloArtGallery: “Do what you love / Fai quello che ami”, senza dimenticare però che “Wisdom is knowledge, applied / La saggezza è conoscenza, applicata”.

Lo spirito della mostra “Brothers from different mothers” è perfettamente riassunto nel murale che accoglie i visitatori all’ingresso della galleria di via Saluzzo 11/g. Lì i “fratelli di madri diverse”, gli artisti belgi Bue The Warrior e Chase hanno unito le bombolette per aprire sulla parete una botola verso mondi paralleli, da cui emergono i loro personaggi variopinti, dirompenti, eccessivi. E estremamente divertenti.

“Fratelli” d’arte, i due hanno iniziato a dipingere assieme quasi vent’anni fa, hanno collaborato a numerosi progetti e diviso infiniti muri.

Si ritrovano sulle pareti della GaloArtGallery, dopo aver girato il mondo con progetti individuali. Attraverso festival e shows, Bue ha portato i suoi variopinti characters per le strade di numerose città, con un unico obiettivo: far sorridere la gente, portando positività e allegria. Chase da molti anni si è trasferito a Los Angeles, dove imperversano, soprattutto a Venice Beach, i suoi murales ricchi di messaggi, grafica e energia positiva. Ha esposto nei quattro angoli del pianeta e partecipa a diverse campagne murarie. Tra queste “Remember who you are”, di cui sono visibili alcuni esempi in mostra: volti di bambini stilizzati, accanto alla scritta del titolo, tentano di risvegliare il fanciullo che è in ognuno di noi, per recuperare un modo di vivere fatto di gioia, verità, amore e meraviglia.

Le opere di Bue e Chase sono visibili fino al 20 ottobre in galleria, ma con un po’ di pazienza e curiosità sarà possibile trovare segni del loro passaggio in città. Sicuramente in corso Moncalieri, sulla facciata della scuola Nievo, dove assieme a Galo hanno realizzato una delle pareti di PicTurin 2012.