I numeri contano…

…anche nell’arte!

Soprattutto in un progetto di arte partecipata. Perché dalla risposta dei partecipanti dipende il risultato, l’opera finale.
È il caso del “Tentativo n. 5” lanciato da Gec via Facebook.
Dopo l’omaggio a Pelizza da Volpedo in Val di Susa, Gec si misura coi Gratta&Vinci: “si tratta di raccogliere un grandissimo quantitativo di Gratta&Vinci, già grattati naturalmente. Non hanno importanza la forma, dimensione, colore o marca. Donerò un posterino su carta ogni 10 Gratta&Vinci raccolti”, scrive sulla pagina Facebook.
Cosa ne verrà fuori? Ancora mistero, anche perché – come si sottolineava poco sopra, i numeri contano e influiscono sul risultato – “Molto dipenderà da quanti ne ricevo e vista la partecipazione fin qui registrata, saranno moltissimi”.

Le adesioni arrivano da ogni parte d’Italia.
Sempre via FB, Silvia fa sapere che “Qui a Roma nn stiamo mica a smacchiare i giaguari, io, modestie a parte, ho già raccolto venti gratta&perdi”.
E Romina è pronta a dare tutto il suo appoggio: “Io non gratto ma conosco gente che lo fa spesso, in più conosco bene i proprietari di ben due tabaccherie… posso parlargliene”.

Chi è di Torino può contattare Gec sulla pagina Facebook e accordarsi per la consegna; per il resto d’Italia è possibile spedire una busta all’indirizzo:
Tuinchi Cerutti
Corso principe Eugenio 36
10122 Torino

Inoltre stanno aderendo molte tabaccherie, diventando punti di raccolta sparsi sul territorio, come sottoline – sempre via F – Valentina: “il terzo tabacchino ha aderito alla proposta .) 50 gratta e perdi sono già nelle mie mani”.

Quelle che ad ora hanno aderito – accogliendo l’apposito contenitore – sono:
Tabaccheria Via S. Francesco da Paola 10, Torino (TO)
Bar “Nerolatte”, Piazza Boves, Cuneo (CN)
Ristorante “L’erla la Merla”, Corso Bisalta 61, Boves (CN)

Inoltre collabora al all’iniziativa, il progetto “Fate il Nostro gioco“, alias Diego Rizzuto e Paolo Canova, che da anni si occupano di gioco d’azzardo e calcolo delle probabilità (non giocano a favore di chi gioca…). Ed ecco dunque che, come si diceva, i numeri contano!
Sulla loro pagina Facebook si legge l’invito:
Nasce oggi, 25 gennaio 2012, a Torino, la prima collaborazione tra Fate il Nostro gioco e Gec.
Vi avevamo chiesto qualcosa di analogo già da 3 anni, ma da oggi vi chiediamo di aiutare lui, vedrete cosa combinerà…

Non resta che attendere…

La Storia siamo noi…

“Attenzione, nessuno si senta escluso” cantava Francesco De Gregori nel 1985 (“La Storia” da “Scacchi e Tarocchi”).

E se proprio uno non riesce a farla, la Storia, può almeno provare a raccontarla, con un’immagine. Almeno questo è l’intento dell’iniziativa di ArteSeraPIC@2012 – il Primo Album di Storia Condiviso“.

Ci siamo fatti raccontare il progetto da Annalisa Russo (fondatrice di ArteSera Produzioni e anima del freepress con Olga Gambari).

Street ArTO: Com’è nata l’idea di PIC@2010 – il Primo Album di Storia Condiviso?
Annalisa Russo: L’idea di PIC è nata dal fatto che in rete quotidianamente vengono pubblicate migliaia di foto, e le foto ormai rappresentano il modo più diretto ed efficace per raccontare i fatti e quindi per estensione..la Storia. Perché quindi non creare insieme un album che proprio attraverso le immagini racconta la storia, utilizzando i social network come piattaforma per realizzare un progetto a più voci?

S.A.: Dopo le prime due settimane come sta andando? Quantitativamente e qualitativamente?
A.R.: Già a partire dalla seconda settimana abbiamo cominciato ad avere più riscontri in termini di caricamenti di immagini: la situazione ideale sarebbe avere foto scattate dagli utenti, ma accettiamo anche immagini scattate da terzi, purché vengano riportati credits e fonte.

S.A.: Cosa sarà dell’album a fine 2012?
A.R.: A fine anno avremo un Album di 52 immagini, una per ogni settimana dell’anno: potranno essere scatti fotografici, rielaborazioni grafiche, foto di opere d’arte, ecc…non c’è limite al concetto di immagine, purché queste facciano in qualche modo riferimento a temi di cronaca e attualità…

S.A.: Col sito internet ArteSera diventa sempre più “partecipato”, PIC@2012; Merzbau, lo spazio gestito dagli artisti. Come mai questa direzione e ci sono altri progetti in cantiere dello stesso genere?
A.R.: ArteSera vuole per sua natura essere un progetto partecipato: il freepress prende forma di volta in volta grazie ai contributi degli operatori del settore e degli artisti, il sito è un ulteriore spazio dove implementare la partecipazione e dare voce a chi, a diverso titolo, lavora nell’arte contemporanea: il nostro obiettivo è stato fin dall’inizio fare rete, sistema, e i nostri progetti come ad esempio Merzbau hanno questo scopo. Perché diceva qualcuno, il sistema è più che la somma delle parti.
Il prossimo progetto “corale” sarà ArteSera Live, il 13 Febbraio alla Fondazione Merz, a breve i dettagli!!

Il rapporto di NOx col tempo

Time flies while we decide what to do / Il tempo vola mentre decidiamo cosa fare”. In questa frase, vergata su una delle tele esposte, si potrebbe racchiude il senso della personale “Do not disturb” di NOx, visibile fino al 21 gennaio negli spazi della galleria Momus, di via Rocciamelone 12/d (per visite contattare la curatrice Maria Cristina Strati: maria_cristina_strati@yahoo.it).

Il tempo che non ci aspetta, vola via come le clessidre alate che popolano i suoi lavori. “Non con l’amarezza del tempo che sfugge, andato e perso per sempre – spiega lo stesso NOx -. È l’incalzare del tempo che mi interessa, il monito costante a farne buon uso, è da qui che nascono le mie clessidre volanti…”. Il senso di scadenza insito nella vita, diventa stimolo del nostro agire quotidiano, ogni occasione è irripetibile, unica e dunque da non perdere.

In parallelo, o forse contemperato al tema del “tempo”, si sviluppa il concetto di confine / limite, racchiuso nel titolo “Do not disturb”. Reso visivamente da un bambino che traccia una linea per terra. Linee che diventano corde tese su cui si avventurano funamboli in costante equilibrio tra il mondo sotto il filo – quello concreto e tangibile di tutti i giorni – e il mondo sopra il filo – delle possibilità. E l’equilibrio è il cardine delle piccole ballerine, in bilico tra sogni e realtà; come quella che abbozza una timida piroetta sotto la scritta “mi scappa tanto l’equilibrio”.

L’allestimento non stravolge la natura di street artist di Nox, poster artist metropolitano, che negli anni ha liberato ballerine e clessidre per le strade di Torino. Ripetitività e riconoscibilità dei soggetti sono il marchio di fabbrica di chi lavora in strada. Una sorta di firma. E poi, accanto alle tele, di dimensioni diverse, spesso completate da scritte “a margine”, non mancano elementi realizzati nello spazio. La scritta “Do not disturb” vergata sopra a un poster attaccato direttamente sulla parete; una porta rossa appoggiata al muro bianco, che non porta da nessuna parte, ma offre infinite possibilità. Basta aprirla per entrare nel mondo di NOx.

Da La Stampa di oggi 18/01/2012