Lastvagito: i contrasti di XEL

Colori vivaci, teneri uccellini e pesci tondeggianti. Eppure in mezzo ci sono barche che affondano, case travolte dalle onde… e quegli uccellini che protraggono il becco in cerca di cibo non sempre trovano soddisfazione ai loro bisogni.

Il tutto nascosto tra le linee morbide del tratto di XEL, protagonista questa settimana di Lastvagito da Amantes. Rende bene l’idea la metafora di Roberto Tos (non me ne voglia, continuo a citare le nostre chiacchierate, ma questa non potevo lasciarmela sfuggire…): “è come nelle canzoni cubane: ti parlano di disgrazie, ma con quel ritmo allegro scandito da maracas, chitarre e tamburelli”.

Prossimo appuntamento, il 4 ottobre con Tonichina.

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Teddy Trooper, Jukebox & Evil Bones

Dopo aver invaso artisticamente mezzo mondo, l’artista tedesco Flying Fortress ha fatto sbarcare le sue truppe negli spazi della Galo Art Gallery, in via Saluzzo 11/g.

Elmetto stellato, aspetto paffuto, sorriso contagioso, da cartone animato; il suo art toy, la sua icona, il Teddy Trooper – dipinto su legno, su tela e su carta o in forma di pupazzo – ha occupato interamente gli spazi del pian terreno, assieme ai più sinistri Vampire Bats, versione volante, malvagia e arrabbiata del Teddy.

Flying Fortress, nato a Monaco di Baviera, ha iniziato a fare graffiti negli anni Novanta e dopo un primo periodo in strada ha avvertito la necessità di approfondire l’aspetto grafico dei suoi lavori e della sua icona nello specifico. Il ritorno sulla strada porta all’invasione dei Teddy Trooper, poi stravenduti in tutto il mondo, sotto forma di poster, adesivi ma anche giocattoli in vinile in 3D. Tutte presenti nella mostra torinese, aperta fino al 29 ottobre, così come nelle numerose esposizioni che hanno portato le sue truppe in giro per il pianeta, da Parigi a Londra, da Berlino a New York, da Melbourne a Tokyo.

Non solo Teddy Trooper però. Oltre a questi personaggi “fumettosi”, in grado di strappare un sorriso, la mostra “La Fortezza Volante” presenta anche altre opere dell’artista bavarese. Dalla balconata della galleria si affacciano gli inquietanti protagonisti della serie Evil Bones: la Morte senza volto minaccia la terra impugnando un missile o si affaccia minacciosa dalla tela brandendo la classica falce della mietitrice; un teschio con trench e Borsalino, mostra le bombe nel taschino sopra la scritta I Trafficanti di Morte, e il giorno del Giudizio è rappresentato da un uomo nero che lancia fulmini sulla Terra; mentre un cerbero infernale a tre teste latra rabbioso, lanciando fulmini e saette.

In un costante rimpallo tra denuncia e ironia, tra impegno e ironia, ecco irrompere la serie dei Jukebox Cowboys. Jukebox anni Cinquanta che prendono vita su tela, assumendo le sembianze di una piovra, di un bandito mascherato o di un divertente Indiana Jones.

[La Stampa, 25 settembre 2011]

L’arte su entrambi i lati della legge

Il film “Inside Outside” segue ZEVS a altri street artist di New York, Stoccolma, Copenhagen e San Paolo. Tutti vivono della loro arte, ma hanno anche una incontenibile necessità di mostrare i loro lavori illegali nelle strade. “Inside Outside” è un film che racconta l’energia che gli artisti sprigionano quando lavorano in strada. Un ‘energia che in parte perdono quando espongono nelle gallerie e nei musei, un’energia che dà vita alla loro arte e alle loro stesse vite. Si tratta di un’energia in parte prodotta dal fatto che tutto ciò che questi artisti fanno in strada è illegale: “Tutto ciò che ti dà sicurezza restringe i tuoi orizzonti”, spiega Swoon in merito alle gallerie d’arte. [Babelgum]

E ora, BUONA VISIONE:

BAM ON TOUR 2011 GRAFIK

BAM”. Suona onomatopeica  la Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte, nata nel 2004.

E non un rumore qualunque: un botto. D’altronde si preannuncia esplosiva la terza edizione del significativo intermezzo della Biennale, “BAM on Tour”, che quest’anno fa tappa, per la prima volta, a Torino. Ed esplosivo è il tema, già al centro della Biennale 2010, “Grafik”, volto a indagare il travagliato rapporto che lega arte e immagine grafica e pubblicitaria. Un viaggio che attraversa Liberty e Futurismo, avanguardie russe e pop art, fino al recente sguardo irriverente della street art.

Due sedi, per più di 30 artisti, con un occhio di riguardo alla realtà piemontese. S’inaugura oggi alle 18,30, al Museo del Design Galliano Habitat, in via Pietro Micca 12 (esposizione visitabile gratuitamente fino al 15 ottobre), dove al direttore artistico Riccardo Ghirardini e al curatore Edoardo Di Mauro, si affianca la direttrice artistica del museo Monica Mantelli. Tra le interessanti novità Angelo Barile, pittore dalla raffinata vena neo pop; il fotografo Luciano Gallino con i suoi scenari metropolitani; Carlo Galfione, artista torinese che propone stereotipi umani che incarnano l’alienazione contemporanea; Monica Garone, giovane pittrice torinese, i cui lavori abbinano la simbologia psichedelica all’icasticità della Street Art. E sono legati alla strada e all’immaginario metropolitano i lavori della collezione permanente del Museo del Design, firmati da Mr. Fijdor, Truly Design e Vesod Brero.

La seconda tappa del “BAM on Tour” si svolge dal 6 ottobre (inaugurazione alle ore 20) al 6 novembre, all’NH Lingotto Tech di via Nizza 230 (ingresso gratuito), dove il supporto curatoriale è fornito da Giovanna Repossi. Qui lo sguardo si sposta verso la scena internazionale: oltre all’inedita presenza dell’inglese Will Barras, si annoverano BO130, artista milanese, londinese d’adozione; i light box di Manuela Carrano; i lavori di street art di Dave The Chimp, di Doze Green, indiano d’America cresciuto nel Bronx, e di GALO. Completerà l’esposizione un video dedicato allo street artist inglese Banksy.

[La Stampa – giovedì 22 settembre 2011]

PRIMO EVENTO

Museo del Design Galliano Habitat – via Pietro Micca 12 (To)

22 SETTEMBRE > 15 OTTOBRE 2011 [ven – sab:  10-12,30 / 16-19; dom: 16-19]

ingresso gratuito

ARTISTI: Lorenzo Alagio – Angelo Barile – Antonio Carena – Raffaello Ferrazzi – Carlo Galfione – Luciano Gallino – Monica Garone – Diego Gugliermetto – Ruggero Maggi  – Stefano Martino – Ugo Nespolo & Roberto Talaia – Stefano Tarticchio  – Sergio Zaniboni

Opere permanenti  Museo del Design: Vesod Brero – Truly Design – Mr. Fijodor

SECONDO EVENTO

NH Lingotto Tech, via Nizza 230 (To)

6 OTTOBRE > 6 NOVEMBRE 2011 [lun – dom: 10-22,30]

ingresso gratuito

ARTISTI: Will Barras – BO130  – Manuela Carrano – Dave The Chimp – DOZE GREEN – GALO – 2501 – Ron English –  Shepard Fairey – Antony Lister – MICROBO – Mr. JAGO –  RETNA – SAN – Annarita Serra  – Damiano Spelta -Yuliya Vladkovska – ZEDZ

Video documento: BANKSY

Opere design: Diego Gugliermetto – Stefano Tarticchio

BAM ON TOUR 2011

Direzione artistica Riccardo Ghirardini

Curatore Edoardo Di Mauro

Co- curatore Monica Mantelli (Museo del Design Galliano Habitat)

Co – curatore Giovanna Repossi (NH Lingotto Tech)

Lastvagito: NOx e le clessidre

“Un modo per recuperare il tempo perduto”. Spiega così il senso di Lastvagito, Roberto Tos di Amantes, lontano dal suo locale e dalla scena street per alcuni mesi causa infortunio: “Non sono riuscito nemmeno a passare in via Foggia… Mi sono perso anche Rewriting, la mia creatura. E allora ho deciso di regalarmi uno sguardo su quello che sta capitando tra street art e graffiti a Torino. Partendo da i numerosi artisti che hanno partecipato ad Across Rewriting, ho deciso di dar vita a piccole e brevi personali”.

Il via martedì 13 settembre con le donne velate di Br1. Cinque giorni in vetrina, poi si cambia allestimento.

Ieri (martedì 20) inaugurazione del secondo appuntamento: protagonista NOx e la sua passione/ossessione per lo scorrere del tempo, imprigionato e inarrestabile nelle sue clessidre alate. Lastvagito diventa inoltre l’occasione per vedere le opere che NOx ha esposto quest’estate a Fenestrelle in occasione dello Speak Festival.

In attesa di vedere le sue opere su schermi ben più grandi (!), una visita virtuale nella vetrina di Amantes:

LASTVAGITO 2011

13 settembre – BR1

20 settembre – NOx

27 settembre – XEL

4 ottobre – Tonichina

11 ottobre – Halo Halo

Riflessioni su StreetArTO

L’idea del Gruppo era quella di dar vita a uno spazio aperto, dove – come capita sui muri – chiunque potesse lasciare il segno. Fin da subito eravamo consapevoli che come capita sui muri ci sarebbero state scritte idiote e pensieri interessanti, opere d’arte e immani puttanate.

Ma a differenza dei muri non ci sarebbero stati “Graffiti busters” che avrebbero cancellato i “post”. La bacheca scorrendo avrebbe provveduto a far scivolare immagini e parole.

Con estremo piacere, abbiamo constatato che in breve molti artisti (sia quelli che abbiamo contattato, sia altri raggiunti attraverso il magico e virtuale mondo di FB) hanno utilizzato la bacheca per mostrare i loro lavori, segnalare appuntamenti (loro e di amici). Lasciare un segno.

Con altrettanto nostro piacere, hanno iniziato a postare immagini anche semplici curiosi, che vedendo in giro murales, stencil, poster, tag li fotografavano e caricavano le foto sulla bacheca.

Era questo uno dei principali input che ci hanno spinto a dar vita al Gruppo: guardare, leggere, osservare, curiosare. Avere risposte senza porre domande. Insomma, fare i guardoni, più che avere uno spazio per pontificare.

Raccogliendo spunti, sul blog abbiamo cercato (stiamo cercando) di raccontare la maggior parte di storie, eventi, personaggi (per quanto ci è possibile, visto che i nostri lavori sono altri, ritagliando spazi tra impegni e obblighi).

Altri blogger hanno iniziato a passare su StreetArTO per rilanciare eventi, dibattiti, riflessioni, interviste, approfondimenti sempre legati al tema street art. Doppio piacere: da un lato si ampliano gli stimoli, dall’altro il Gruppo StreetArTO viene visto come piattaforma di scambio di opinioni “credibile” (era quello che volevamo e non davamo per scontato di realizzare).

E per tutte queste ragioni continuiamo a pensare che il Gruppo debba essere aperto e chiunque possa postare ciò che vuole. Possibilmente con un’attinenza al senso di StreetArTO. Ne riportiamo la descrizione come pro memoria:

Uno spazio per scoprire e raccontare la street art sabauda. Le origini (o presunte tali), l’evoluzione, l’attualità, il rapporto col territorio e con le istituzioni.

E una gallery – il più completa possibile e necessariamente in divenire – delle opere visibili per le strade cittadine, da redigere e completare con l’aiuto di tutti coloro che camminando per Torino hanno tempo e voglia di guardarsi attorno.

Contribuire è semplice: se si vede un murales basta fotografarlo e inviarlo al gruppo indicando l’indirizzo in cui si trova.

A un centro punto – difficile dire da quando, non siamo andati a ritroso tra i post per capirlo… – hanno iniziato a fiorire link di dubbia attinenza, ma soprattutto ha preso il via una deriva polemica, che troviamo fuori luogo e di scarso interesse.

Non si tratta solo di un nostro punto di vista; la cosa – in modi diversi – ci è stata segnalata anche da alcuni frequentatori del Gruppo. C’è chi si è limitato a qualche battuta, qualcuno ha proposto di filtrare i post.

Potrebbe essere una soluzione, ma al momento preferiremmo trovare altre strade (per le ragioni spiegate poco sopra).

Visto che al momento il gruppo è aperto a tutti e gestito da tutti, sono ben accette le vostre opinioni, con commenti su FB o sul blog. A vostro piacimento.

Flying Fortress atterra alla Galo Art Gallery

La Galo Art Gallery riapre i battenti dopo la pausa estiva e riparte col botto. Protagonista dal 10 settembre al 29 ottobre è Flying Fortress con la sua personale “La Fortezza Volante”.

Il suo art toy, la sua icona, il Teddy Trooper, ha invaso il piano terra della galleria di via Saluzzo 11/g, mentre dalla balconata si affacciano una serie di inquietanti personaggi, sotto il cappello di “Evil Bones”…

 

Slide con le opere di Flying Fortress

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Spazio a tempo (scaduto)

Domenica 11 settembre 2011 il WarTradeCenter di via Foggia 28 chiude definitivamente i battenti.

Più di 50 artisti provenienti da ogni parte del mondo, un numero indefinito di “pezzi”, eventi, dj set, concerti, serate.

Uno spazio unico, un evento mai visto a Torino.

Il viaggio è giunto al termine. Così si presentava la Fabbrica sabato pomeriggio…

Grazie a URBE per la splendida avventura… next event?

PS Dopo l’inaugurazione della personale “La Fortezza Volante” alla Galo Art Gallery di sabato, domenica 11 Flying Fortress ha lasciato il segno al WTC…

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