Mad Ussa fotografa muri dal 2008

IO FOTOGRAFO MURI. Una mostra a costo 0″ inaugura all’Artintown (via Berthollet 25) sabato 21 maggio alle ore 20 (e lì rimane fino al 31 maggio).

IO FOTOGRAFO MURI” raccoglie molti dei più dei 3000 scatti realizzati da Mad Ussa – con l’occhio da fotografo e il piglio da archivista – documentando la vita della città scritta sui muri. Dal pavimento al soffitto si affastelleranno immagini di tags, scritte, pezzi, stencil e tutto quanto è “Street Art“.

IO FOTOGRAFO MURI” ospiterà anche un apericena dialogico (giovedì 26 maggio, alle ore 20) aperto a chiunque voglia discutere di “Street Art” e dintorni.

Chi è Mad Ussa? Dove nasce “IO FOTOGRAFO MURI“?

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Qualche prima suggestione, l’aveva fornita attraverso l’intervista con ArteSera, realizzata via Facebook e pubblicata sul numero di aprile della rivista.

Qualche altra curiosità ce la facciamo raccontare in vista della mostra.

Street ArTO: dici che con costanza hai iniziato a fotografare e archiviare “muri” 3 anni fa. perchè?

Mad Ussa: ho iniziato a guardare i muri molti anni fa. La prima scritta che ricordo con chiarezza era su uno dei pilastri di piazza vittorio “il papa ruba i bambini per farne spie invisibili”. ho rimpianto di non avere una macchina fotografica.
poi mi sono attrezzata.

SA: cos’è che ti ha spinto?

MU: un innato spirito di osservazione unito a una formazione da archivista. quanto compare sui muri è la forma più libera di espressione dal tempo dell’Impero Romano!

SA: cosa pensavi di fare del materiale accumulato, perché finora non avevi pensato a una mostra e perché adesso sì?

MU: per caso. l’incipit mi è stato dato da un’intervista inaspettata fattami da Artesera. ho solo preso l’onda.

SA: cosa vuoi provare a raccontare con “Io fotografo muri”?

MU: a dare un piccolo spaccato della città che si racconta liberamente, illegalmente, artisticamente, vandalisticamente.

SA: dal tuo punto di vista “esterno” di osservatrice attenta, che idea ti sei fatta della scena torinese della street art?

MU: di un mondo chiuso, molto maschile, a metà tra gli ultràs illegali e gli aspiranti ad un posto di artista con stipendio fisso a Murarte. è anche un mondo in continuo movimento con un continuo ricambio: inizi magari a 14 anni e a 50 non smetti ancora, sognando di esporre le tue tele al MOMA di NY. non credo che molti abbiano capito che l’America è in Italia, e non viceversa: sembra che i primi a capirlo siano stati gli americani.
oltre al fatto che i “graffitari” italiani artisticamente danno punti a chiunque.
chiamalo campanilismo: italians do it better YO!

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