Chi è Bobby Charlton?(small__soldiers__project__2011)

Luca Indemini 30 aprile alle ore 10.59

Mi piacerebbe registrare anche via skype due battute con te per presentare Small Soldiers Project 2011 (audio o video skype) da postare sul blog.
fammi sapere
Luca

Bobby Charlton 30 aprile alle ore 18.55

ciao
eccomi..
non ho skype..come facciamo???
interview “cartacea”??
sono un tipo da vinavil e cartaccia..al di fuori di questa materia ho bisogno di aiutanti..cmq disponibile assai.. 😉
c.

Luca Indemini 30 aprile alle ore 22.15

bhé possiamo anche fare via facebook. ti mando qualche domanda “cartacea”:
1. chi è bobby charlton?
2. com’è nato Small Soldiers Project? qual’è stata la genesi del progetto?
3. che obiettivo si propone?
4. le opere esposte avranno una “colonna sonora” curata da Iglou, quale sarà l’intreccio tra arte sonora e arte visiva?
attendo le tue risposte con tanto di vinavil e cartaccia

Bobby Charlton 02 maggio alle ore 9.05

buondi luca,
ti ho buttato giu due righe..spero vadano bene..
per la cartaccia e il vinavil ci si deve vedere 😉

Chi è bobby charlton? È jimmy rivoltella! E jimmy rivoltella chi è? il fratello di Luther Blissett! E chi è Luther Blisset?? è un nome collettivo, un efficace strumento per la guerriglia semiologica dalle potenzialità estremamente sovversive. Il multiple name costituisce la soluzione ai problemi di identità, del rapporto tra singolarità e collettivo, della dialettica tra individuo e comunità.
L’idea del progetto è fondata sull’etica della condivisione e della circolazione dei saperi e delle idee. Non esiste il “genio ma una grande performance globale in cui tutti concorrono a creare tutto. La proprietà privata delle idee non esiste, così come non esistono meriti individuali.
Bobby, Jimmy, Claudio, Luther è allo stesso tempo uno e molti. La sua essenza si manifesta nel paradosso della sua identità: è il rappresentante di una complessa strategia, imprevedibile e indefinibile, è il possessore di una nuova identità che è una NON identità, è il proprietario di un luogo sicuro che è un NON luogo.
Nel suo agire rifiuta ogni coerenza formale: esiste solo nella coerenza che si mostra in ogni azione Agisce in mezzo alle contraddizioni superandole. Si muove tra i sistemi di segni, gioca con essi. Infetta tutti i codici a cui riesce ad accedere costruendo situazioni, pseudoculti, parascienze e antifilosofie, beffe, leggende metropolitane, falsi e voci incontrollabili così da provocare gioiose rivolte e agitazioni.

Il progetto Small__Soldiers_2011
La libertà d’espressione è una dimensione che i bambini vivono con estrema naturalezza nella loro esigenza di comunicazione. In una sorta di lessico primitivo, il segno, la macchia, il colore costituiscono le lettere di un alfabeto che non richiede nessuna preparazione cognitiva.Lo strumento più idoneo a raccontare e trasformare in ricordo le emozioni vissute.
Questo consente un contatto estremamente diretto nei confronti della rappresentazione artistica: il bambino riconosce nel dipinto, nel disegno, nell’arte pittorica soprattutto, le tracce di un linguaggio a lui noto, attraverso il quale elaborare interpretazioni personali e stabilire nessi e collegamenti tra elementi di cui non può conoscere genesi e significato.
Bene, ma al di là del concetto di arte come forma espressiva universale, quando l’artista non più bambino prova a sganciarsi dai binari che la nostra “rete artistica” ci pone innanzi cosa succede? Cosa riuscirebbe a produrre un’artista, affermato o meno, se dovesse scrollarsi da dosso la solita morale e le illusioni sociali? Se per un giorno ritornassimo bambini cosa faremmo, artisticamente parlando? L’artista riuscirebbe ad essere osservatore come un bambino, curioso di scoprire ininterrottamente gli aspetti molteplici della realtà che ci circonda, evidenziarne perfino gli aspetti invisibili, cioè non immediatamente percettibili a chi indossa i paraocchi dei pregiudizi, della retorica, della routine e delle convenzioni?

Lo SMALL_SOLDIERS_PROJECT ha questo intento. Perché conservare l’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di sapere, il piacere di capire, la voglia di comunicare. (B. Munari).

Il sound project
Il sounf project sarà curato da un artista emergente, Iglou, che presenterà con sonorità del tutto sperimentali e contaminate, la nostra galleria di lavori. Iglou, al secolo Paolo Renna, presenterà al pubblico ciò che lui definisce “la trasformazione della luce in suoni”, adottando con dj-set e con pezzi inediti da lui prodotti, ciò che viene definita nella fotografia la tecnica del Bohek, ovvero della sfocatura che consente di produrre uno scatto adottandone non le immagini nitide prodotte dalla messa a fuoco ma bensì, le sfocature. Musicali, in questo caso. Con il suo ultimo progetto chiamato “Kings of Light“, cercherà di integrare con il suono il nostro progetto artistico.

small__soldiers__project__2011
curated by b. charlton & NOx

Per toccare con mano, appuntamento dal 18 al 22 giugno,

al Teatro Espace, via Mantova 38, Torino


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