Torino – Detroit

Due Motor City; “fabbriche” della musica elettronica – con particolare propensione alla techno. Torino e Detroit sono accomunate anche dalla presenza di scene di street art molto attive. Antonio “Shades” Agee si è imposto come uno dei più autorevoli Original Graffiti artist di Detroit e nell’ultimo anno si è fatto conoscere anche a Torino, partecipando a Movement, al Reset Festival ed all’ultima edizione di Paratissima.

Il 23 marzo 2011 lo Stadio Olimpico di Torino ha ospitato il derby tra vecchie glorie di Torino e Juventus “SLAncio per la vita“. Shades ha realizzato a bordo campo tre tele: il volto di Del Piero, quello di Buffon e un omaggio al Grande Torino. I suoi lavori sono poi stati messi all’asta su e-bay, alimentando la raccolta fondi a favore della ricerca sulla SLA.

Nell’occasione lo abbiamo raggiunto per farci raccontare le principali differenze tra le due scene di street art, quella di Detroit e quella di Torino.

Antonio “Shades” Agee: “La scena di Detroit è piuttosto diversa da quella torinese, è più vecchia. A Torino domina soprattutto la “new school”. Detroit è più incentrata sui graffiti, facciamo soprattutto personaggi e “lettering”, facciamo molto più “lettering” che in Europa. Quello che mi piace di Torino è che ci sono molti gruppi, molte crew; a Detroit è un discorso più individualista, laggiù è battaglia… Solo in alcuni, rari casi ci sono delle collaborazioni. Qui ci sono i Monkeys che sono fenomenali, adoro quello che fanno. Abbiamo stili diversi, come si può vedere, io sono “old school” e credo sia un’esperienza interessante per gli “old school guys” venire a Torino e vedere quello che capita da queste parti. La mia esperienza è stata fantastica, non c’è niente come arrivare in un posto e trovare subito un feeling perfetto con le persone del luogo…”

Street ArTO: Hai avuto diverse occasioni di collaborazione: Reset, Paratissima…

A.S.A.: “Ho fatto Paratissima con FIAT, dove ho dipinto un intero container, è stato divertente; ho partecipato a Movement. Sono stato tante volte a Torino…”

S.A.: Ormai sei cittadino onorario…

A.S.A.: “Sì, Torino è la mia seconda casa!”

S.A.: A Torino il dialogo con le istituzioni è molto sviluppato, qual’è la situazione a Detroit?

A.S.A.: “Sì, adesso c’è dialogo. Hanno iniziato a far entrare la street art nelle Università, non è più vista come una cosa di bande, con connotazioni negative. Si lavora nelle Università, coi ragazzi… Inizia a crearsi un certo dialogo”

S.A.: Tu hai lavorato con FIAT anche negli Stati Uniti per il lancio della 500. Come cambia il tuo lavoro, quando devi farlo su committenza?

A.S.A.: “Con Fiat si sono dimostrati subito molto aperti e disponibili a darmi quasi carta bianca. Anche a Detroit, che era la città chiave per il lancio della 500, mi hanno lasciato fare, totale libertà. Ho dipinto una macchina intera, è stato molto divertente”

S.A.: Quali sono le principali differenze di stili, tra Detroit e Torino?

S.A.S.: Come dicevo, a Detroit domina l’old school, uno stile più selvaggio; a Torino è new school, la chiamiamo 3D, è più realistica. Negli Stati Uniti il tratto è più simile al cartoon. Ma alla fine, è tutto graffiti!”

(Sunto della chiacchierata con Shades, che potete ascoltare integralmente in inglese nel video poco sopra)

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