A lezione con Reser

Ai nostri tempi, quando abbiamo cominciato con le prime bozze e i primi spray, avremmo dato qualunque cosa per avere qualcuno di spicco che si affiancasse a noi e ci spiegasse le basi, i trucchi o che semplicemente ci raccontasse le sue avventure. Ecco che, allora, abbiamo pensato di proporre questo progetto: una domenica diversa, all’insegna del buon umore e del disegno!”  (KNZ Clan)

Partendo dall’idea di offrire la possibilità a chi è alle prime armi di interagire e relazionarsi con un grande personaggio nel mondo del lettering, i KNZ hanno organizzato “A Day with Raser”.

Domenica 22 maggio, il Konsequenz Graffiti Shop, di via dei Quartieri 10/a, ospita un workshop di sei ore a numero chiuso, che vedrà come relatore e interprete Reser (15 posti disponibili, costo di 15 euro comprensivo di kit distribuito in loco, iscrizioni entro l’11 maggio: 011/5792068 o Konsequenz Graffiti).

Nato a Torino nel 1974, Reser è attivo fin dai primi anni ’90: da sempre amante del disegno, adora le tags che colano e l’odore dei markers.

Nel 2000 si spinge nel Nord dell’Europa e le visioni dei graffiti in Francia e in Olanda influenzano notevolmente le sue prospettive. Lo sviluppo artistico è in continua crescita attraverso un lungo percorso fatto di bozze, pannelli, murate e tele.

Il risultato di questa evoluzione dell’artista torinese sarà apprezzabile la domenica successiva, il 29 maggio, alle 16,30: Konsequenz Graffiti Shop presenta l’esposizione di Reser, che chiude un anello apertosi col workshop, offrendo una doppia versione dell’artista torinese: maestro e protagonista.

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Collezioni Primavera/Estate 2011

Per Torino, maggio e giugno si preannunciano mesi densi di esposizioni, eventi e progetti.

Venerdì 6 maggio, alle 17,30, da Amantes (via Principe Amedeo 38/a) inaugura la Sesta edizione di Rewriting, la rassegna dedicata al mondo graffiti writing e street art curata e ideata da Roberto Tos. I protagonisti di quest’anno saranno:

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– 6 maggio: Mauro149 (Truly Design), Mr. Fijodor (Il Cerchio e le Gocce), El Euro

– 13 maggio: L, Skià, F-Oberz (Monkeys Evolution)

– 20 maggio: Knz Clan

Ogni venerdì, dalle 17,30 all’una di notte sarà possibile osservare gli artisti all’opera, le tele realizzate rimarranno in esposizione fino al giovedì successivo alla performance.

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Venerdì 13 maggio – dalle 17,30 alle 21 – la Galo Art Gallery (via Saluzzo 11/c) inaugura un’esposizione che vedrà accanto al “padrone di casa” Galo, il giovane Hal0 Hal0 e Jins.

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A giugno poi, il Teatro Espace, in via Mantova 38, ospiterà da sabato 18 (inaugurazione ore 17) a mercoledì 22, “Small_Soldiers_Project_2011“.

Il progetto ruota attorno ad alcuni interrogativi: “Se per un giorno ritornassimo bambini cosa faremmo, artisticamente parlando? L’artista riuscirebbe ad essere osservatore come un bambino, curioso di scoprire ininterrottamente gli aspetti molteplici della realtà che ci circonda, evidenziarne perfino gli aspetti invisibili?”
I lavori saranno immersi nella colonna sonora curata da Iglou, al secolo Paolo Renna, che presenterà al pubblico ciò che lui definisce “la trasformazione della luce in suoni”.

Stay tuned for more news!


I Robot di Pixel Pancho

Dopo l’esperienza “valenciana”, Pixel Pancho torna a Torino con la personale “Home Sweet Home“, ospitata dalla Galo Art Gallery (via Saluzzo 11/c), dove è possibile apprezzare l’evoluzione tecnica e stilistica dei suoi personaggi, che acquistano una nuova forma, arricchita di luce e contrasti.

La Mole di “Shades”

La mostra Stazione Futuro è stata costruita come fosse una città, dove gli spazi espositivi di dimensioni diverse evocano un paesaggio urbano. Luogo ideale per accogliere un intervento di street art. E così, se il sottotilo dell’allestimento promette “Qui si rifà l’Italia”, su una di queste facciate, ieri, Antonio “Shades” Agee, uno degli artisti storici della Graffiti Art americana, ha rifatto il monumento simbolo di Torino.

Una Mole Antonelliana pop emerge da una nuvola densa, su cui si appoggiano sfere colorate, intrecciate con linee di fuga, che rievocano in diverse declinazioni i colori della bandiera. Il Tricolore sventola sullo sfondo, contestualizzato dalla scritta “150°”. Nessun disegno, nessun progetto praparatorio: “Ce l’avevo in testa – confessa Shades –. Mi sono divertito molto, ho chiacchierato con i ragazzi che passavano di qua e pian piano il disegno ha preso forma sulla parete”. Cinque ore di lavoro per decorare una facciata di 3 metri per un metro e mezzo, nuvole di colore e tante interruzione: le scolaresche fanno tappa davanti alla parete e per le insegnanti diventa difficile schiodare gli studenti. Chiedono autografi, scattano foto con i cellulari, Shades lascia il suo segno con le bombolette su ogni foglio che gli viene allungato, scherza col pubblico, sempre numeroso, chiede consigli. Alla fine il risultato è semplice e di forte impatto. “Pochi fronzoli, quando ci metti dentro troppo non si vede nulla – spiega Shades –. Volevo che fosse centrale la Mole, anche se una Mole proiettata nel futuro”. Dopo aver incrociato le sue bombolette con eventi cittadini come Movement e Paratissima, e dopo aver lavorato con Fiat, sulle due sponde dell’oceano, Shades lascia il segno anche alle Ogr, dove il suo lavoro rimarrà visibile fino alla chiusura della mostra, il prossimo novembre.

 

Antonio Shades Agee parla della “sua” Mole:

Torino – Detroit

Due Motor City; “fabbriche” della musica elettronica – con particolare propensione alla techno. Torino e Detroit sono accomunate anche dalla presenza di scene di street art molto attive. Antonio “Shades” Agee si è imposto come uno dei più autorevoli Original Graffiti artist di Detroit e nell’ultimo anno si è fatto conoscere anche a Torino, partecipando a Movement, al Reset Festival ed all’ultima edizione di Paratissima.

Il 23 marzo 2011 lo Stadio Olimpico di Torino ha ospitato il derby tra vecchie glorie di Torino e Juventus “SLAncio per la vita“. Shades ha realizzato a bordo campo tre tele: il volto di Del Piero, quello di Buffon e un omaggio al Grande Torino. I suoi lavori sono poi stati messi all’asta su e-bay, alimentando la raccolta fondi a favore della ricerca sulla SLA.

Nell’occasione lo abbiamo raggiunto per farci raccontare le principali differenze tra le due scene di street art, quella di Detroit e quella di Torino.

Antonio “Shades” Agee: “La scena di Detroit è piuttosto diversa da quella torinese, è più vecchia. A Torino domina soprattutto la “new school”. Detroit è più incentrata sui graffiti, facciamo soprattutto personaggi e “lettering”, facciamo molto più “lettering” che in Europa. Quello che mi piace di Torino è che ci sono molti gruppi, molte crew; a Detroit è un discorso più individualista, laggiù è battaglia… Solo in alcuni, rari casi ci sono delle collaborazioni. Qui ci sono i Monkeys che sono fenomenali, adoro quello che fanno. Abbiamo stili diversi, come si può vedere, io sono “old school” e credo sia un’esperienza interessante per gli “old school guys” venire a Torino e vedere quello che capita da queste parti. La mia esperienza è stata fantastica, non c’è niente come arrivare in un posto e trovare subito un feeling perfetto con le persone del luogo…”

Street ArTO: Hai avuto diverse occasioni di collaborazione: Reset, Paratissima…

A.S.A.: “Ho fatto Paratissima con FIAT, dove ho dipinto un intero container, è stato divertente; ho partecipato a Movement. Sono stato tante volte a Torino…”

S.A.: Ormai sei cittadino onorario…

A.S.A.: “Sì, Torino è la mia seconda casa!”

S.A.: A Torino il dialogo con le istituzioni è molto sviluppato, qual’è la situazione a Detroit?

A.S.A.: “Sì, adesso c’è dialogo. Hanno iniziato a far entrare la street art nelle Università, non è più vista come una cosa di bande, con connotazioni negative. Si lavora nelle Università, coi ragazzi… Inizia a crearsi un certo dialogo”

S.A.: Tu hai lavorato con FIAT anche negli Stati Uniti per il lancio della 500. Come cambia il tuo lavoro, quando devi farlo su committenza?

A.S.A.: “Con Fiat si sono dimostrati subito molto aperti e disponibili a darmi quasi carta bianca. Anche a Detroit, che era la città chiave per il lancio della 500, mi hanno lasciato fare, totale libertà. Ho dipinto una macchina intera, è stato molto divertente”

S.A.: Quali sono le principali differenze di stili, tra Detroit e Torino?

S.A.S.: Come dicevo, a Detroit domina l’old school, uno stile più selvaggio; a Torino è new school, la chiamiamo 3D, è più realistica. Negli Stati Uniti il tratto è più simile al cartoon. Ma alla fine, è tutto graffiti!”

(Sunto della chiacchierata con Shades, che potete ascoltare integralmente in inglese nel video poco sopra)